Il sesso è un gioco in cui troppo spesso si improvvisa. Sono pochi infatti i ragazzi che si preoccupano di non rischiare durante un rapporto. E la prima vittima del disinteresse è la contraccezione. Basti pensare che per sei giovani su dieci prendere precauzioni è compito della donna, che la metà considera l’educazione sessuale come una perdita di tempo mentre, in caso di gravidanza indesiderata, per quattro su dieci tutto nasce da un fallo del partner. Sono alcuni dei dati contenuti nell’indagine che la SIGO, la Società italiana di ginecologia e ostetricia, ha presentato a Londra in occasione della Giornata Mondiale della Contraccezione, che si celebra il 26 settembre.
“I numeri di questa ricerca parlano chiaro – sottolinea la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano – tra ragazzi e ragazze c’è una disinformazione diffusa e un grosso dislivello che va colmato”. Il rapporto sessuale è come un passo a due, se uno sbaglia cade anche l’altro. Proprio per questo la SIGO, per la prima volta, ha incluso anche i maschi nel campione dell’annuale fotografia ai giovani tra i 18 e i 35 anni. Nel 2007 il sondaggio aveva coinvolto 1.100 donne, nel 2008 su 1.211 persone il 78% erano di sesso femminile, mentre il 22 uomini.
Le differenze tra 2007 e 2008. Nel 2007 la prima volta era senza precauzioni per il 31 per cento delle ragazze e così come lo erano il 27% dei rapporti successivi. Il coito interrotto era il metodo contraccettivo usato da due coppie su dieci. Mentre la scelta di prendere precauzioni dipendeva dalle ragazze 48 volte su 100. Nel 2008 le cose cambiano, si amplia il campione eppure la prima volta è senza precauzioni per una coppia su tre, e il 30% continua a sfidare la sorte anche dopo, senza utilizzare alcun contraccettivo o affidandosi al coito interrotto (20%). L’età media del primo rapporto è 17 anni, il 90% delle intervistate ha già fatto sesso e solo il 2% è contrario ai rapporti prematrimoniali. E la responsabilità di scegliere il metodo contraccettivo è sempre della donna per il 60% del campione, l’undici per cento in più rispetto al 2007 anno in cui gli uomini erano esclusi dal sondaggio.
“Questi dati fanno riflettere – continua a spiegare Alessandra Graziottin – gli uomini sono deresponsabilizzati rispetto alle donne. Inoltre se si considera che in caso di gravidanza indesiderata i giovani usano parole come autogol, errore, fatalismo, è ben chiaro che bisogna fare qualcosa per sensibilizzare i giovani sulla contraccezione. Anche cercando di colmare il gap che c’è tra uomo e donna”.
Cura del corpo troppo trascurata. “Il 22 per cento del campione non raggiunge la sufficienza nel prendersi cura del proprio corpo – continua la Graziottin – il 31 per cento non considera la contraccezione sicura come un modo per rispettarsi e restare in forma”. In pratica contraccezione e cura di sé sono ancora troppo trascurati, eppure soltanto attraverso una maggiore tutela del proprio organismo si escludono eventuali disturbi futuri. Ma una nota positiva c’è: il 66 % del campione considera la pillola come un metodo contraccettivo sicuro. “Comincia quindi finalmente a crollare un radicato pregiudizio – continua la Graziottin – anche perché oggi i contraccettivi ormonali, come quelli a base di drospirenone, offrono la possibilità di somministrare cure personalizzate a seconda del peso e dell’altezza della ragazza”. Inoltre questa pillola stabilizza il peso corporeo e associata a uno stile di vita sano aiuta anche a perdere peso. Infine è antiandrogenica, ovvero riduce gli ormoni maschili in eccesso in alcune donne. Ma i dati dimostrano che c’è ancora assoluto bisogno di insistere nell’informazione. (kataweb)
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