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Wed, 01 Oct 2008 07:30:00

Capire chi eravamo ieri per sapere cosa mangiare oggi - di David Lombardo




Il ruolo e la gestione dell’insulina nell’alimentazione quotidiana

di David Lombardo




Prima di capire il perché tutti, uomini e donne, qualunque lavoro essi svolgano, debbano seguire una dieta è necessario far un passo indietro, forse 2 o forse tanti quanti erano gli anni che ci separano dagli antichi e dalla loro dieta. Ebbene sì, questo perché gli studi archeologici hanno  portato alla luce molti arnesi utilizzati per preparare le carni rivelando una dieta povera di zuccheri, dei quali sono ricchi gli alimenti delle moderne industrie, ma ricca di proteine animali e frutta. E proprio da queste e da altre ricerche nascono le diete cosiddette LOW CARB, locuzione tramite la quale si indicano tutti quei regimi alimentari che prevedono una limitata  assunzione di carboidrati (al di sotto del 50% del quantitativo calorico complessivo), o comunque di zuccheri, nella propria dieta. Un quantitativo calorico che per esempio ripartisca carboidrati proteine e grassi rispettivamente nel 40%-30%-30%, come insegna Barry Sears nella sua “DIETA A ZONA”, o in 10% – 50% - 40% come sostiene Mauro Di pasquale nella sua dieta metabolica ecc. pare ottimizzare l’ efficienza mentale e fisica, grazie alla “gestione” di un ormone, l’insulina, vitale per i guerrieri primitivi di ieri, ma assai dannosa per i golosoni mangioni di oggi.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, deputato alla regolazione del glucosio (zucchero) nel flusso ematico. Dopo un pasto alcuni ormoni  gestiscono il metabolismo  dei macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) ma in particolare l’insulina gestisce quello dei carboidrati ed al fine di mantenere la glicemia costante (livello di glucosio nel sangue), trasporta gli zuccheri in  eccesso sottoforma di zucchero complesso (glicogeno) nel fegato, nello stomaco e nei muscoli ed infine, una volta saturi tali tessuti, li trasforma  in grasso. Anche grazie a questo ormone gli antichi potevano affrontare lunghi periodi di carestia. Quando troppi zuccheri, provenienti da molta frutta, venivano assunti in brevi periodi di abbondanza alimentare veniva formato grasso, il quale, nei seguenti periodi lunghi di carestia, veniva mobilitato a scopo energetico.
 
Nelle moderne società evolute, non esistono tali periodi di carestia, e la maggior parte dei carboidrati, naturali anticamente, oggi sono raffinati. Le industrie hanno dato vita a tanti alimenti ricchi di zuccheri nonché di  grassi idrogenati che meglio conservano il prodotto. Per questi motivi è necessario limitare sia i carboidrati ad alto indice glicemico (alimenti contenenti glucosio) sia il carico glicemico (quantità di carboidrati) in ogni pasto. Bisogna dunque limitare gli zuccheri semplici definiti tali perché più vicini al glucosio, sostanza appunto utilizzata dal cervello per pensare e dai muscoli per affrontare sforzi brevi ma molto intensi. Più zuccheri ingeriamo, più velocemente entrano nel  flusso ematico e maggior insulina viene rilasciata. Più insulina viene rilasciata, maggior  grasso viene formato, ma soprattutto, meno glucosio sarà nel flusso ematico e meno efficiente sarà la nostra mente.

Il cervello, infatti, si ciba di zucchero e dopo un pasto ricco di carboidrati esso è stato trasportato in parte nel fegato e nei muscoli, ma in parte è  stato trasformato in grasso ed in bassissima quantità è contenuto nel flusso ematico. Quindi saremo assonnati, poco concentrati  e - udite udite - ancora vogliosi di zuccheri. Tipici sono per esempio: la pennichella post pranzo, gli sbadigli durante le ore di lavoro nonostante una notte tranquilla o la voglia di dolci proprio qualche ora dopo un pasto ricco di carboidrati. Quindi grazie ad un esplosione insulinica più carboidrati ingeriamo minore sarà la quantità di zuccheri nel sangue, maggiore sarà la nostra voglia di altri zuccheri con la conseguente maggiore formazione di grasso. Questo è il circolo vizioso  tipico di una dieta ricca di carboidrati…

Orbene, per capire cosa si intenda per dieta equilibrata è necessario capire  non solo quanto sia importante una giusta ripartizione fra carboidrati proteine e grassi ma anche quale sia la  giusta scelta degli alimenti; comprendere come l’indice glicemico degli alimenti debba essere il  primo parametro per la scelta degli alimenti, l'inserimento nella nostra dieta di frutta  e verdura a scapito di farinacei come pasta e pane, ed altri alimenti che in genere contengano uno zucchero troppo vicino al glucosio, come lo zucchero.

- Nel prossimo articolo: quali alimenti ed i tempi della loro assunzione per una corretta alimentazione, e l’ottimizzazione del nostro corpo  grazie alla gestione.
 

David Lombardo - Italia chiama Italia


















































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