Estate si, estate no. La piscina resta sempre una valida alternativa alla palestra per chi volesse buttare giù i chili di troppo accumulati selvaggiamente e indiscriminatamente sotto le feste natalizie.
Fonte di benessere, viene utilizzata anche da chi, con problemi motori, la riscopre utile come esercizio fisico “soft”.
Quindi uno “strumento” utilizzato da grandi e piccini, adulti e anziani; che necessita di manutenzione continua ed un'attenzione particolare, data anche la vastità di persone che la frequentano.
Quello che dispiace vedere e constatare è che comunque non è sempre così.
Il mio amico Alessandro ( nome di fantasia ) che lavora nel campo e conosce da tempo ormai le strutture, mi fa notare che non sempre le cose vanno come dovrebbero.
Per dovere di informazione ogni piscina comunale, scuola di nuoto, circolo ricreativo o consortile è considerata pubblica.
Ogni piscina pubblica deve avere per legge dei dosatori automatici: uno per il cloro e uno per la correzione dell'acidità dell'acqua.
Questi dosatori hanno delle sonde che automaticamente rilasciano prodotto a seconda delle esigenze e a seconda degli standard.
Il cloro serve alla disinfezione dell'acqua, il correttore di acidità controlla e modifica il ph stabilizzandolo per farlo rientrare entro certe soglie.
Una successiva (se necessaria) aggiunta di antialghe viene fatta manualmente, in quanto il solo cloro non basta a scongiurare la formazione di piante acquatiche dovuta alla fotosintesi generata dalla luce solare.
Per risparmiare, si aggiungono manualmente varechina al posto del cloro e al posto del correttore di acidità (che è un acido anch'esso) viene usato acido muriatico e cloridrico.
Essendo tutto eseguito “a mano”, anche essendo particolarmente precisi non si avranno le stesse concentrazioni delle prime, inoltre questa “aggiunta” non può essere effettuata nell'impianto, essendo questo tarato per altre sostanze.
Viene da sé che vengono versati direttamente in acqua, il che non è esattamente ciò che si definisce “idoneo alla balneazione”.
La conseguenza di tali dosaggi talvolta eccessivi, è facilmente immaginabile: irritazione degli occhi, della pelle, delle vie respiratorie, allergie permanenti ai bambini o ai più sensibili o addirittura morte nel caso di violente crisi [1].
Come abbiamo detto all'inizio dell'articolo, tante tipologie di piscine rispondono sotto il comune denominatore di “piscina pubblica”, indi come tale devono avere obbligatoriamente un assistente bagnante ogni quindici bagnanti.
L'assistente bagnante deve essere brevettato e abilitato al primo soccorso ed al salvataggio.
Una volta ogni ora in servizio il sopracitato “bagnino” deve attingere dei campioni, controllare cloro e ph, eventualmente correggerli e registrare il tutto su di un libretto specifico.
Inoltre è obbligato a chiudere l'impianto e a far uscire i bagnanti in caso di disfunzioni allo stesso.
Negli ultimi anni, come in tanti altri campi, stanno prendendo piede prodotti cinesi che si dice “ non diano problemi” e costino meno; ovviamente però non certificati CE [2].
Senza poi contare eventuali infezioni o funghi dovuti alla poca igiene dei bagnanti e di chi dovrebbe eseguire una manutenzione ordinaria alle piscine.
In questo caso, mi sento proprio di non poter dire “acqua in bocca”.
Stay tuned.
Daniele Re - Italia chiama Italia
[1] http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_23/reggio_emilia_quindicenne_annega_piscina_0214e4ac-47cc-11de-ac74-00144f02aabc.shtml
Il caso descritto nel link non è stato accertato, ma il peso di questi ultimi fatti purtroppo porta a fare considerazioni non esattamente positive.
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Marcatura_CE