Un uomo potrebbe arrivare a raggiungere una velocità di 65 chilometri all'ora. Superando così anche Usain Bolt, che ha corso i 100 metri piani in 9,58 secondi, a una media di 37,578 km/h. Sui 200 metri, invece, con il tempo di 19,30 ottenne una media di 37,305 km/h e una velocità massima di 43,900 km/h. Stando a una ricerca, pubblicata sul Journal of Applied Phisiology, però il suo è un primato che si può superare.
L'opinione comune è che la velocità sia limitata dalla potenza con cui le gambe possono 'colpire' la pista. I ricercatori della Southern Methodist University di Dallas hanno osservato che il fattore limitante non è la potenza muscolare in sè, ma il tempo di contatto fra il piede e il suolo durante la corsa, un fattore che migliora con l'allenamento ma anche con l'aumentare dell'altezza dei corridori. Per arrivare a questa conclusione hanno effettuato test cinetici facendo correre degli atleti su speciali tapis roulant molto veloci. Nel farlo studiavano le forze applicate nel caso di corsa normale, all'indietro e su una sola gamba.
"Le teorie prevalenti affermano che il fattore limitante è la forza muscolare impiegata nella corsa - scrive Peter Weyand, coordinatore della ricerca - noi abbiamo trovato che invece è fondamentale il tempo di contatto tra il piede e il terreno, che negli atleti è troppo breve per permettere di sviluppare tutta la forza possibile. Di conseguenza si può agire sul modo di correre per aumentare la velocità, inoltre abbiamo verificato che più lunghe sono le gambe maggiore è il tempo di contatto". Dalle equazioni sviluppate con lo studio è emerso che la velocità massima potrebbe essere di 65 km/h.
Ma gli esperti sono scettici. "Non credo in una cosa immediata - aggiunge Mennea - non credo che l'uomo abbia nelle gambe questa velocità nell'immediato futuro. Io non credo a questi studi, io ed il mio allenatore Carlo Vittori abbiamo fatto tantissimi test, partendo però sempre dalla pista e dal cronometro, strumenti contro i quali non si può mai bluffare, ma anzi costruire grandi prestazioni". Insomma l'altleta italiano racconta delle sue verifiche, dei riscontri, analizzando i vari miglioramenti e aggiunge: "Chi fa questi studi in laboratorio si basa su elementi che non sono completi, mentre noi individuavano riscontri immediati. Io ho preso parte a 5 Olimpiadi e parlo a ragion veduta. Noi possiamo avere il grande biomeccanico, il grande fisiologo, il grande professore di anatomia, ma se poi non si hanno i riscontri del campo, la ricerca resta incompleta". (canali.kataweb.it)
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