Il portale dell' informazione di tutti gli italiani




la tua e-mail per ricevere le notizie più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Sei soddisfatto di come il governo Berlusconi ha incominciato a muoversi, in queste prime settimane?
Sì, certamente
E' sulla strada giusta, ma bisogna fare di più
No, per niente. Sono pentito di averlo votato
Credo sia ancora troppo presto per poter giudicare

Home / Sesso e Salute / All'Università lezione con la porno-biografia di Jenna Jameson
Thu, 03 Apr 2008 06:15:00

All'Università lezione con la porno-biografia di Jenna Jameson



Racconta l'ascesa di un film girato in sei giorni, costato 25 mila dollari (e che guadagnò 600 milioni, il più grande successo commerciale della storia), diretto da un regista che oggi non lo definisce nemmeno un buon film, e nato da un'idea dovuta al particolare talento erotico di una giovane aspirante attrice, Linda Lovelace.



  
AIla prestigiosa Duke University è iniziato un corso dedicato alla pornografia. Lo rende noto Universit, portale che si occupa di studenti e mondo universitario. Gli studenti saranno chiamati a discutere l'autobiografia della porno star Jenna Jameson, evento editoriale dell'anno. Poi vedranno il documentario "Inside Deep Throat", un film che racconta la storia della più celebre pellicola porno ("Gola profonda") e che è stato presentato al Festival di Sundance, culla e patria di ogni nobile tendenza che conta.

E ancora, a marzo a San Diego va in scena un convegno incentrato sul tema "Eros, Pornografia e Cultura Popolare". Nell'America di Bush, in apparenza puritana, sessuofoba, tutta chiesa e casa, è in atto una rivoluzione che segna un nuovo trend.

Il porno, sotto forma di film, libri, scienza, è entrato nel circuito alto della cultura. E perfino tra le femministe, c'è chi rivaluta il mondo delle immagini esplicite di atti sessuali.

Il segnale è venuto proprio dal Sundance Festival animato da un uomo di cultura sofisticato, Robert Redford. È lì, appunto, che è stato presentato "Inside Deep Throat". Racconta l'ascesa di un film girato in sei giorni, costato 25 mila dollari (e che guadagnò 600 milioni, il più grande successo commerciale della storia), diretto da un regista che oggi non lo definisce nemmeno un buon film, e nato da un'idea dovuta al particolare talento erotico di una giovane aspirante attrice, Linda Lovelace.

Ma perché torna il mito di "Gola profonda"? Forse perché la situazione ricorda un po' quella del '72, l'anno dell'uscita del film. Come oggi, allora l'America era in guerra in un paese lontano. Come oggi, allora era governata da un'amministrazione ottusa e di destra. In ogni caso "Gola Profonda" cambiò il lessico comune (la fonte dei giornalisti che indagarono sul Watergate e portarono alla caduta di Nixon veniva chiamata, successivamente, "Gola profonda") e trasformò l'acquisto di un biglietto cinematografico in un atto rivoluzionario.

"Inside Deep Throat" analizza le origini e le conseguenze del film precursore dell'industria pornografica moderna e pietra miliare per le leggi sull'oscenità. Prodotto per 2 milioni di dollari da Brian Grazer, partner di Ron Howard con la sua Imagine Entertainment, responsabile di film come "Apollo 13" e "A Beautiful Mind", il documentario uscirà nelle sale americane l'11 febbraio.

Gerard Damiano, il regista di "Gola Profonda", era un parrucchiere, avvezzo ai racconti sessuali delle sue clienti, quando incontrò Linda Lovelace. E quando, al primo ciak di un film che non venne mai girato, notò la particolare abilità della Lovelace, capi che quello, e non altro, doveva essere il soggetto della pelicolla.

Trasferì una piccola troupe in Florida e assunse come protagonista maschile l'assistente cameraman, Harry Reems. In "Gola Profonda" Reems interpreta un medico che aiuta una paziente interpretata dalla Lovelace a venire a patti con la sua insolita "condizione" di avere un particolare elemento erotico del suo corpo in un altrettanto insolito posto.

"Gola profonda" ebbe recensioni su quotidiani rispettabili come il "New York Times", imponendosi come un film-cult per borghesi e celebrità, per le femministe e le antifemminste. Ma subito diventò bersaglio di politici intenti a ripulire quella che consideravano "la sporcizia" degli anni '60 e'70.

I registi di "Inside Deep Throat", Fenton Bailey e Randy Barbato, raccontano la storia di "Gola Profonda" e del suo impatto sulla cultura, con interviste a Erica Jong, Camille Paglia, Norman Mailer, Gore Vidal. E ricordano come sotto l'impulso della destra americana venne intentata una causa all'attore protagonista Reems.

Reems venne condannato a cinque anni di prigione. Lo salvò dalla galera la caduta di Nixon e l'arrivo di Jimmy Carter e di una nuova amministrazione liberal. E poi c'è la vicenda della Lovelace. Poco dopo aver girato il film ha cominciato a dire di esserne stata la vittima, e di essere stata sfruttata e violentata dagli autori.

Da allora rifiutò ogni contatto con la stampa, rifugiandosi a vivere in Arizona dove è morta, due anni fa, ammalata di cancro, in un incidente di macchina. Reems, invece, dopo anni di povertà e alcolismo, ha scoperto le virtù e la sobrietà, e da 15 anni vive a Park City, sede del festival di Sundance.

Reems non ha mai smesso di difendere il film. ""Gola profonda" ha fatto crollare il muro della pornografia", dice, "il passaparola che cominciò a girare fra la gente che lo aveva visto era che era divertente, una commedia, un'idea che avrebbe provocato discussioni e reazioni fra giovani e vecchi, uomini e donne".

"Era la prima volta che rispettabili donne borghesi entravano in un cinema a luci rosse", gli fa eco la critica sociale Camille Paglia, ""Gola Profonda" ha cambiato il modo in cui gli americani si ponevano di fronte al sesso". Un pensiero che, a sorpresa si fa largo ora anche tra Ie femministe.

Così "A Woman's Right to Pornography", un libro scritto da Wendy McElroy, inizia con questa frase: "La pornografia costituisce un vantaggio sia politico che personale per le donne". E prosegue dicendo che "sono giunta a questa conclusione dopo avere intervistato centinaia di donne che lavorano nel campo del sesso".

Le fa eco Nina Hartley, una ex lavoratrice del settore: "È denigrante mostrare il corpo nudo di una donna o un amplesso? Trovo più umilianti quegli spot tv che mostrano donne orgasmiche quando usano certi prodotti per pulire la casa". Tutto questo succede mentre la bibbia dei progressisti Usa, "The New Republic", esce con la recensione, scritta dalla ex ballerina Toni Bentley, di un libro dedicato alla storia dello spogliarello: "Striptease, The Untold History of the Girly Show" (per la penna di Rachel Steir e presso il più sofisticato degli editori, la Oxford University Press).

Scrive "The New Republic": "Lo spogliarello è per le donne quello che è la box per gli uomini: un'opportunità di uscire fuori dalla propria classe sociale, di cambiare nome e di diventare una star, enfatizzando il proprio sesso".


PAROLA DI PORNODIVA - COLLOQUIO CON JENNA JAMESON - Andrea Visconti per L'espresso

Jenna Jameson è sulla cresta dell'onda da quando aveva diciott'anni. Iniziò la carriera dì pornoattrice ballando nei localini di Las Vegas. Ma grazie a un corpo da schianto e un grande senso degli affari, Jenna (è un nome d'arte, in realtà si chiama Jennifer Massoli ed è italo-americana) ha creato un'industria che va ben oltre i video erotici.

Ha fondato CIubJenna Inc., un'attività di licensing via Internet che comprende la bambola di Jenna, una linea di biancheria intima sexy, gioelli per la donna erotica e un rossetto color fuoco per labbra da schianto. E ancora, un materassino gonfiabile per giochi erotici in piscina, un négligé a pelle di leopardo e un pene di cristallo.

Jenna è ora approdata al mondo dell'entertainment "legittimo". Ha partecipato a un video musicale con Eminem, è apparsa su riviste come "Glamour", "Cosmopolitan" e "Rolling Stone" e ha pubblicato "Come far l'amore con una pornodiva", un'autobiografia scritta in collaborazione con Neil Strauss, giornalista del "New York Times". Jenna ha accettato di farsi intervistare da "L'espresso".

Qual è il contributo più importante che lei ha dato al mondo della pornografia?

"Ho sfidato un mondo viscido e losco interamente in mano a uomini. Mi ero messa in testa di non essere semplicemente una pornoattrice, ma di dare il meglio di me stessa. Sono riuscita a realizzare questa aspirazione e andare oltre. La fortuna mi ha aiutato, ma posso essere orgogliosa di avere usato il mio successo per creare un impero, il CIubJenna, che è diventato un punto di riferimento dell'industria della pornografia".

La pornografia come arte o come industria?

"Di certo la pornografia può essere una forma d'arte, ma limitatamente a un certo stile e a un certo tipo di pornografia. Non penso che si possa parlare dì arte per tutto il campo della pornografia. Di per sé il corpo umano è un'opera d'arte e quando viene filmato in uno stato erotico seduce la parte più intima di noi stessi".

Come è cambiata la pornografia da quando ha cominciato a lavorare in questo settore?

"Adesso è più accettata. E soprattutto le stelle di questa industria hanno ottenuto rispetto anche a livello sociale. È entusiasmante che sia un processo in continua evoluzione".

Come spiega il successo della sua autobiografia?

"Nel mio settore io sono molto conosciuta e questo, messo insieme al fatto che la mia storia è assai avvincente, il libro è scritto bene e il materiale fotografico è molto creativo, ha contribuito a far sì che la mia autobiografia finisse fra i libri più venduti nella graduatoria del "New York Times"".

Chi sono i lettori della sua autobiografia?

"Mi ha sorpreso avere un pubblico così vasto. Va dalle ragazzine di liceo a coppie ultrasessantenni. II modo in cui il libro è stato accolto mi fa pensare dì essere riuscita nel mio intento: volevo raccontare la mia storia perché è una storia di vita vera che, per certi versi, si può adattare all'esistenza di chiunque altro. Ho dovuto affrontare e superare difficoltà che per molti aspetti assomigliano ai problemi che hanno tutti. Nel mio caso forse erano un po' più intensi che non quelli della gente comune, ma attraverso il libro si capisce che tutti abbiamo il desiderio di provare un senso di normalità".
 

Italia chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.