Dopo un attacco cardiaco è bene farsi controllare frequentemente dal proprio cardiologo e seguire attentamente le terapie prescritte. Il monito arriva dal meeting dell’American College of Cardiology che si sta tenendo in questi giorni a Chicago e in occasione del quale si sono riuniti i massimi esperti in cardiologia provenienti da tutti gli Stati Uniti e non solo. Uno studio britannico presentato nei giorni scorsi ha dimostrato che la mortalità dopo un anno dall’infarto è di cinque volte superiore nei pazienti che erano stati classificati come “a basso rischio” rispetto a quelli ritenuti maggiormente esposti al pericolo.
Nella ricerca, alla quale ha partecipato anche l’equipe di Raffaele Bugiardini dell’Università di Bologna, sono stati coinvolti seimila pazienti di cardiologia e i risultati hanno fatto emergere una realtà preoccupante: le attuali linee-guida di valutazione del rischio per ogni paziente andrebbero riviste. Troppo spesso, infatti, il medico, utilizzando metri di valutazione scorretti o parziali, dimette un paziente considerandolo a basso rischio e prescrivendogli terapie inadeguate. Se a questo si aggiunge anche un sostanziale e diffuso disinteresse da parte del paziente stesso nei confronti della sua malattia si comprende perfettamente perché l’indice di mortalità tra questo tipo di pazienti sia più alto della norma.
Sempre durante il meeting statunitense è stata presentata una sorta di ‘dieta magica’ per il cuore. Gli alimenti permessi sono sorprendenti: non la solita esortazione a mangiare sempre frutta verdura o cibi ricchi di antiossidanti e con pochi grassi – certo, queste sono ormai indicazioni date per scontate – ma via libera a cioccolato e uova. La studiosa statunitense Elizabeth Klodas ha, infatti, presentato alcune semplici indicazioni per assicurarsi una dieta ‘salva-cuore’.
La colazione resta il pasto principale della giornata: la studiosa non usa mezzi termini e spiega che è bene “fare una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero”. Ciò per garantire al mattino all’organismo una bella quantità di energia da smaltire per tutta la giornata e arrivare alla sera leggeri e nutriti. La studiosa ricorda anche che è meglio preferire un pezzetto di cioccolato fondente al giorno – ricchissimo di antiossidanti e flavonoidi - alle merendine e snack ipercalorici e, se a colazione si mangiano un paio di uova, non si deve temere che il colesterolo salga alle stelle.
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