Roma - Perdere il lavoro, si sa, e' un trauma che puo' condizionare le relazioni sociali, la propria autostima, e arrecare una depressione anche grave. Ma un licenziamento, soprattutto se con poco preavviso, potrebbe avere conseguenze ben piu' gravi: come tutti gli eventi fortemente stressanti, puo' aumentare le possibilita' di avere un attacco cardiaco.
E' quanto sottolinea Giuseppe Di Pasquale, presidente della Societa' italiana di Cardiologia (Sic), che a margine di un incontro a Roma per la presentazione di un nuovo farmaco contro la sindrome coronarica acuta ricorda la grande influenza, in passato sottovalutata ma oggi certificata da numerosi studi clinici, dello stress mentale sulla salute del cuore. "Mente e cuore sono collegati strettamente - spiega Di Pasquale - e gli eventi psicologicamente traumatici hanno un peso rilevante nelle patologie cardiache, fino al rischio infarto, nel quale i fattori di rischio psicosociali influiscono per il 20 per cento".
Licenziamento a rischio infarto, dunque, ma anche lutti in famiglia, l'entrata in pensione, la fine di un amore, e qualsiasi evento traumatico, anche positivo: "Persino uno shock che tutti vorremmo avere come la vincita a una lotteria - spiega l'esperto - puo' alzare il rischio di attacco cardiaco".
Il segreto e' nell'autocontrollo, anche se e' molto difficile contenere le emozioni. Per prevenire l'infarto, insomma, sono realisticamente piu' efficaci i metodi tradizionali: "Smettere di fumare, come dimostra il 10% in meno di ricoveri ospedalieri dopo il divieto di fumo nei locali pubblici, l'attivita' fisica, e una corretta alimentazione. Mi auguro che il nuovo governo - conclude Di Pasquale - si impegni su questi temi incoraggiando l'attivita' fisica nei giovani, magari aumentando le piste ciclabili, distribuendo frutta nelle scuole invece delle merendine, e soprattutto riducendo lo smog cittadino, una componente non di poco conto nei rischi del cuore". (AGI Salute)