Ogni città italiana che si rispetti ha una propria tradizionale 'movida'. Una cosa è certa, però: quella napoletana sa come farsi distinguere. Eh sì, perché mentre la classica vita notturna si consuma nei soliti locali, tra sempre più esotici e quanto mai alcolici long drinks conditi da sonorità decisamente sperimentali, a Napoli la 'movida' si vive anche sul web. Ogni notte, infatti, dal lunedì al venerdì, da mezzanotte alle tre, si accendono i riflettori sulla celebre Big Night di Radio Kiss Kiss, la trasmissione radiofonica condotta a quattro mani da Max Poli e Andrea Brancaccio che, nel corso della diretta da Napoli, su frequenze nazionali, porta i suoi microfoni all'interno del cosiddetto 'salotto virtuale'. Si tratta di una pagina web sulla quale utenti di mezza Italia interagiscono audio-visivamente, oltre che tra di loro, con i due speaker del format radiofonico. Una vera e propria esclusiva dell'emittente napoletana che ha, ultimamente, reclutato tra le sue 'voci della notte' più intriganti, quella della giovane psico-sessuologa Francesca Romana Tiberi, nota ai molti per la sua partecipazione alla trasmissione RAI 'Ricomincio da qui', condotta da Alda D'Eusanio.
E' bastato che Max Poli annunciasse la presenza della Dott.ssa Tiberi ai microfoni di BIG NIGHT per infiammare tanto il pubblico da casa che quello sul web.
Dott.ssa, come mai, un argomento come il sesso continua a destare così tanto interesse, nonostante i tempi non siano più così chiusi come una volta?
L'interesse per il sesso esiste da sempre. La differenza è che finalmente oggi se ne può iniziare a parlare liberamente. E credo che sia proprio questa nuova forma di apertura mentale a dare la possibilità alla gente di iniziare ad informarsi, a capire ed a conoscere meglio la propria sessualità ed i meccanismi psicologici che vi sono dietro.
Qual è la fascia d'età che più si rivolge allo psico-sessuologo?
Sempre più ragazzi e giovani adulti, per quanto sia difficile da credere. La crisi relazionale che stiamo vivendo in quest'epoca rende il "letto" il primo luogo in cui si manifestano ansie e paure. Inoltre, nell'immaginario collettivo il sesso è diventato la dimensione privilegiata per esprimere la propria "bravura", pertanto se qualcosa non funziona bene, ricorrere al sessuologo diventa fondamentale per rimediare allo "smacco".
Con l'avvento di Internet, è sempre maggiore, tra la gente, la convinzione di poter trovare da sé delle risposte o delle soluzioni a problemi piccolo-medio-grandi. Quanto si rischia, in questo caso, a proposito di sessuologia?
Internet sicuramente gioca un ruolo determinante: è un ottimo strumento divulgativo, una sorta di enciclopedia medica. Ma come per le patologie mediche il "fai da te" non è consigliabile, lo stesso vale anche per la sessuologia.
Quanto è importante, per una psicologia sana, un corretto sviluppo della propria sessualità?
La sessualità è una componente fondamentale della nostra esistenza, ma spesso ci si dimentica di quanto una vita sessuale sana ed attiva possa rendere più semplice il vivere quotidiano. La sessualità è, inoltre, uno dei campi in cui si palesano per primi i sintomi di malessere generale, pertanto monitorando quest'aspetto della nostra vita, considerandolo primario e non più secondario, potremmo capire molto più di noi e dei nostri stati d'animo.
Cibo e sesso sono due ambiti strettamente connessi fra loro. Considerando la grande tradizione culinaria, come definirebbe, sessualmente, la città di Napoli?
Possiamo vedere l'arte culinaria come un'arte che celebra il piacere. Chi ama cucinare o ama mangiare bene è, in generale, una persona che conosce il concetto di piacere, quindi, dovrebbe essere anche un buon amante.
Anche nella psico-sessuologia esisteranno degli 'stereotipi geografici', per così dire. Cosa ci può dire sui napoletani?
In realtà non esistono veri e propri stereotipi geografici. Possiamo dire, però, che a Napoli, come in gran parte del Sud Italia, la sessualità risente di carenze "educative e informative". Nelle scuole se ne parla ancora troppo poco.
Insomma, bravi nella pratica, carenti sul versante contenutistico…sarà forse il caso di attivare qualche corso di recupero? Una cosa è certa: per questi corsi, diversamente da quelli scolastici, il difficile sarebbe non tanto coinvolgere i discenti, quanto convincerli a non impegnarsi troppo!!!
Rossella Regina – Italia chiama Italia