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Home / Sesso e Salute / «Bagni di luce» per tenere lontano l'infarto
Tue, 17 Jun 2008 06:09:00

«Bagni di luce» per tenere lontano l'infarto




Secondo l’analisi, che ha seguito la salute dei volontari per 10 anni, gli uomini con i livelli inferiori di vitamina D nel sangue hanno evidenziato rischi doppi di incorrere in un infarto nel corso del tempo.




La miglior arma per prevenire i rischi di infarto e forse arrivare addirittura a dimezzarli è alla portata di tutti. Basterebbe fatti una «terapia» di una ventina minuti di esposizione al sole al giorno per chi ha una pelle chiara di origine caucasica per stimolare una produzione di vitamina D nell’organismo in quantità sufficiente a proteggere la funzionalità del muscolo cardiaco. A sostenerlo - sulla base di dati particolarmente chiari - è un nuovo studio americano, condotto ad Harvard su un campione di più di 18.000 uomini: secondo l’analisi, che ha seguito la salute dei volontari per 10 anni, gli uomini con i livelli inferiori di vitamina D nel sangue hanno evidenziato rischi doppi di incorrere in un infarto nel corso del tempo.

La vitamina D protegge il muscolo cardiaco

In un’America fobica nei confronti del sole, sospettato di causare alti rischi di tumori della pelle, la ricerca pubblicata sulla rivista specializzata «Archives of internal medicine» spezza così una lancia in favore dei bagni di luce. Secondo le attuali linee-guida Usa, i livelli di vitamina D raccomandati equivalgono a 30 nanogrammi per millilitro di sangue ma un numero crescente di ricercatori sostiene ora la necessità di almeno 50-60 nanogrami. Eppure, anche alla concentrazione suggerita oggi, circa il 15% degli americani appare soffrire di carenza di vitamina D.

La ricerca su un campione di 18 mila uomini

I dati emersi dallo studio firmato da Edward Giovannucci mostrano che gli uomini con livelli della vitamina D inferiori a 15 nanogrammi hanno sofferto di infarti in misura due volte e mezza superiore a chi aveva una concentrazione intorno ai 30 nanogrammi. Anche gli uomini con un livello tra i 15 ed i 29 nanogrammi hanno evidenziato un aumento dei rischi di infarto sia pure non specificamente quantificato.

Tra le possibili spiegazioni avanzate da Giovannucci per spiegare i benefici sul cuore della vitamina D, figura l’ipotesi che bassi livelli della vitamina agevolerebbero l’accumulo di calcio nelle placche arterosclerotiche.( la stampa.it)


















































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