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Thu, 17 Jul 2008 07:25:00

Biotecnologie? Una strada da seguire! - di Antonio Gabriele Fucilone




Le biotecnologie possono essere utili a risolvere parecchi problemi e forse a riparare anche certi errori commessi in passato

di Antonio Gabriele Fucilone



Oggi vorrei parlare un po' del tema delle biotecnologie, che voi avete egregiamente trattato su Italia chiama Italia (http://www.italiachiamaitalia.net/news/133/).
 
Io credo che quella delle biotecnologie sia una strada da percorrere, per risolvere le varie problematiche nei campi agroalimentare, ambientale e sanitario.

Contrariamente a quanto si pensa, quella delle biotecnologie è una disciplina molto antica. Basta pensare alla produzione della birra che era iniziata in Mesopotamia nel VI secolo BC oppure alle ricerche di Mendel (il padre della genetica) nel XIX secolo AD o alla produzione di SCP (Single Cell Protein o proteine unicellulari) incominciata dalla Germania durante la I Guerra Mondiale e anche nel periodo nazista, che di certo non fu un bel periodo, partendo da un processo aerobico che favorì la crescita del lievito di birra, Saccharomyces cerevisiae.

Il lievito venne poi essiccato e da questo si poté ricavare un additivo alimentare, in quanto ricco di proteine, per l'appunto le SCP o proteine unicellulari.Le SCP sarebbero servite ad arricchire i prodotti alimentari come minestre e salumi, vista la carenza dell'epoca.

Negli anni '60, a Reggio Calabria, era stato fatto uno stabilimento dalla Liquichimica per produzione di SCP da n-paraffine ed utilizzando il lievito Candida lipolytica ma ci furono degli intoppi per problemi tecnologici e questo processo non partì mai.

Tra l' altro le SCP ebbero anche un altro inconveniente. Pur avendo molte proteine, nelle cellule dei lieviti ci sono anche gli ACIDI NUCLEICI (DNA e RNA) che contengono delle basi azotate puriniche e che metabolizzate dall'organismo umano, che le ingerisce, portano alla formazione di acido urico, il cui eccesso è causa della gotta.

La storia della biotecnologia è fatta di successi, di insuccessi e di scoperte casuali, come quella degli antibiotici, ad opera di Alexander Fleming, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo AD, anche se già le antiche culture greca, egizia e cinese si interessarono dell'azione terapeutica di alcune muffe.

Intorno al 1970 AD nacque L'INGEGNERIA GENETICA. Anche oggi si usa la biotecnologia in vari campi, da quello della depurazione delle acque reflue a quello della produzione di bioetanolo.

In Brasile si sta facendo largo quest'ultima strada, usando lo scarto della produzione dello zucchero, il melasso. Con le conoscenze di oggi si può fare di più in campo medico-sanitario, agroalimentare ed ambientale. Un esempio di ciò può essere la produzione artificiale d'insulina, un ormone prodotto dalle isole di Langherans del pancreas e senza il quale il glucosio resterebbe nel sangue e non alimenterebbe i tessuti e le cellule. Questa è la condizione dei malati di diabete mellito. Quest'ormone può essere riprodotto artificialmente e ne illustrerò tale processo.

L'insulina infatti è un ormone di natura proteica e quindi  da una sua molecola si può risalire alla sequenza di amminoacidi che la compongono e, di conseguenza, al segmento di m-RNA (RNA messaggero) che ne corrisponde. Da questo RNA si può ricavare il segmento di DNA (gene) che codifica per l'insulina, tramite una TRASCRIPTASI INVERSA, un enzima presente in natura e che è tipico dei Retrovirus, gruppo di virus di cui fanno parte l' HIV ed i virus oncogeni. In pratica, è una sintesi delle proteine "al contrario". Poi, questo gene può essere inserito in un virus che attacca i batteri, detto anche BATTERIOFAGO. Questo batteriofago geneticamente modificato infetta un batterio coltivato, che può essere un'Escherichia coli, e quest'ultimo, tramite un processo chiamato TRASDUZIONE, inizierà a produrre insulina umana.

Per la cronaca, l'Escherichia coli è un batterio Gram-, catalasi positivo, lattosiofermentante e produttore di indolo, che fa parte della famiglia delle Enterobatteriacee e che si trova nell'intestino umano ed è facile da coltivare artificialmente. Il vantaggio di questa insulina prodotta così è quello di NON PRODURRE RIGETTO e di essere a basso costo e può essere fatta a livello industriale.

Questo è un processo in fase di studio così come quello degli ANTICORPI MONOCLONALI ossia appartenenti ad un unico clone. Questi anticorpi possono essere prodotti da IBRIDOMI, ossia cellule coltivate artificialmente ed ottenute da una fusione di un linfocita B con una cellula di un tumore maligno, come quelle di un mieloma.

Infatti, le cellule tumorali sono in un perenne stato giovanile e possono riprodursi continuamente. Vi sono altri campi in cui le biotecnologie possono essere utili. Ad esempio, anni fa è stato messo in piedi un progetto di produzione di cavoli geneticamente modificati. Questi cavoli, non destinati al consumo umano, possono bonificare un terreno contaminato grazie alla loro capacità di assorbire tutti gli agenti inquinanti.

Anche nel campo agroalimentare le biotecnologie possono essere utili. Già oggi si possono coltivare peperoni dolci, grazie all'eliminazione del gene che produce la capsicina, che è la sostanza che rende piccanti i peperoni ed i peperoncini, oppure si possono produrre arance senza semi.

Si può fare di più. Ad esempio, si sta studiando la produzione di RISO geneticamente modificato ed in grado di produrre sostanze utili al suo interno, come il beta-carotene. In pratica è un riso arricchito, con cui si potrebbe affrontare il problema della crisi alimentare.

Ci sarebbe da dire qualcosa anche sul MAIS OGM. Infatti, secondo alcuni ricercatori, questo mais geneticamente modificato potrebbe dare molti vantaggi rispetto a quello tradizionale. Il primo è ambientale perché, essendo più resistente a certi parassiti, il mais geneticamente modificato richiederebbe un minore uso di pesticidi, che oggi si stanno dimostrando dannosi per alcuni settori, come quello dell'apicoltura.

Infatti, ultimamente si sta manifestando il problema della moria di api, a causa di un uso smodato di pesticidi. Questa situazione non è pericolosa solo per la produzione di miele ma anche per l'ecosistema, in quanto le api sono dei vettori del polline dei fiori. Senza api ci sarebbe una ridotta impollinazione ed una conseguente riduzione della riproduzione delle piante e dei frutti, compresi quelli destinati al consumo umano.

Oltre a quello ambientale, il mais OGM avrebbe anche molti vantaggi a livello sanitario. Infatti, secondo gli stessi studi, il mais normale tenderebbe a sviluppare le AFLATOSSINE che sono tipiche anche della muffa Aspergillus flavus e che sono molto tossiche per l'organismo umano. Anzi, le aflatossine possono essere anche CANCEROGENE per il fegato. Il mais OGM non avrebbe questa tendenza.

Con quanto detto, spero di avere fatto capire che le biotecnologie possono essere utili per l'uomo. Bisogna vincere certe paure, soprattutto tenendo conto anche del fatto che noi già importiamo dei prodotti OGM.

Ad esempio, circa l'80% della soia che noi importiamo proviene da Paesi come gli USA, che già fanno un largo utilizzo di prodotti OGM, tra cui soia, per l'appunto. Le biotecnologie possono essere utili a risolvere parecchi problemi e forse a riparare anche certi errori commessi in passato.


Antonio Gabriele Fucilone - Italia chiama Italia   


















































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