Qualora il vertice di Copenhagen del 2009 mantenga le promesse fatte a Poznan durante il 2008, 'obiettivo maggiore e più ambizioso, che la comunità internazionale si prepara a darsi, è quello di non superare la soglia delle 450 parti per milione di anidride carbonica immesse nell'atmosfera (oggi il valore è di 385). E' bene ricordare che una particella di anidride carbonica perdura, ovvero "sopravvive" nell'atmosfera per circa un secolo.
Questa azione viene concepita per far sì che la temperatura media del pianeta non aumenti più di due gradi rispetto all'era pre-industriale (siamo già a + 0,7°). Purtroppo queste stime risultano, secondo alcuni studi e ricerche, sottodimensionati e si renderà necessario abbassare il tetto limite di emissioni di anidride carbonica ad una quota inferiore a quello che abbiamo oggi, intorno alle 350 parti per milione, parlando implicitamente di Carbon Negative, riduzione di Carbonio.
Ovvero un nuovo sistema energetico in cui l’umanità, che negli ultimi due secoli ha aggiunto anidride carbonica e altri gas-serra all’atmosfera, ad un certo punto, senza rinunciare al trasporto, al riscaldamento o a nient’altro, sottragga CO2 all’atmosfera. Algebricamente, l’impatto diventa negativo. Durante gli incontri in Polonia, alla Conferenza sull'ambiente, sono sati presentati documenti scientifici sia dal WWF, sia dal Potsdam Institute for Climate Impact Research.
Nello specifico proviamo a spiegare il significato, prendendo a spunto la relazione presentata a Poznan dal fisico Norvegese, Presidente della Bellona Foundation, già nominato "eroe dell'ambiente" dal Time nel 2007, il 43enne Frederic Hauge. Che era arrivato in Polonia per combattere la madre di tutte le battaglie ambientali, in particolare quella contro i gas con effetto-serra che stanno riscaldando il mondo.
“Che il Climate Change sia una realtà è ormai fuori discussione”, spiega Hauge. “Ora è il momento di agire. Per prevenire epiloghi catastrofici, il mondo industrializzato non dovrà dimezzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050, ma molto di più: fra l’80 e l’85 per cento”.
Bene, certo, ci viene da rispondere, ma come? Durante le due settimane di incontri in Polonia, 192 Paesi del mondo hanno parlato senza aver raggiunto intese significative, se non la promessa di un nuovo trattato internazionale entro il 2009; sembra quindi una missione impossibile. Per il fisico Norvegese invece è possibile, le tecnologie già ci sono, come anche le esperienze industriali. Basta avere il necessario coraggio politico.
Ma come funzionerebbe, nello specifico, il Carbon Negative e cos’è? Dagli studi e dalle ricerche di Hauge si deduce che sarebbe necessario coltivare biomasse adatte che, per crescere, assorbano anidride carbonica dall'atmosfera. Dopo di che verranno convertite in energia, in impianti moderni equipaggiati con sistema di cattura e stoccaggio del carbonio. Gli indirizzi per la biomassa giusta, secondo il Norvegese? Le alghe, sviluppando un alga capace di produrre carburante. Le aziende già esistenti sul mercato (come la SapphireEnergy di Bill Gates), le ricerche e gli investimenti degli ultimi mesi, non sembrano dargli torto.
Ma per ridurre le emissioni di carbonio, c'è anche chi pensa a qualcos'altro. Peter Read del Massey Center for Energy Research, in nuova Zelanda, propone il sistema del Biochar. Una specie di carbone organico, che si ottiene dalle biomasse e che è capace di catturare CO2 e di tenerla immagazzinata nel suolo. Esiste, inoltre, la possibilità di catturare le emissioni di anidride carbonica e di pomparle nel sottosuolo, per evitare che contribuiscano all'effetto-serra, questo tipo di tecnologia è già presente in Germania, Australia e Norvegia dove un pozzo offshore funziona da tempo. Anche questi metodi potranno essere sicuramente utili, per fare le sottrazioni di Carbon Negative.
Per finire, un'azione politica : il Governo Norvegese ha deliberato di diventare "neutrale", in termini di emissioni di anidride carbonica entro il 2050.
Un bel gesto, che viene da un Paese produttore di petrolio, se pure in declino.
Marco Fattorini – Italia chiama Italia
Fonti e link di approfondimento :
http://www.bellona.org/http://www.pik-potsdam.de/
http://en.wikipedia.org/wiki/Frederic_Haugehttp://www.sapphireenergy.com/
http://news.mongabay.com/bioenergy/2008/12/biochar-could-help-tropical-forest.html