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Thu, 19 Nov 2009 15:11:00

Casinò, Truffarli non è poi così impossibile: ecco come ha fatto chi ci è riuscito




Chi non vorrebbe portare via un bel po' di soldi al casinò, almeno una volta nella vita? Ma la fortuna non passa sempre dalle nostre parti... Però, forse non è poi così impossibile realizzare una vincita milionaria alla roulette o al Punto Banco. Come? Italiachiamaitalia.com ve lo racconta attraverso alcuni episodi, fra i più significativi, di vere e proprie truffe al casinò. Riuscitissime.

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Gli italiani amano il gioco d'azzardo. E non solo loro. Sono tantissime le persone in tutto il mondo che amano sfidare la sorte, con carte, dadi, roulette: il casinò è il tempio del gioco d'azzardo.

Ma anche i casinò, con i quali i giocatori hanno un rapporto di odio-amore, hanno i loro punti deboli. Anche i casinò, possono essere "truffati". Ecco qualche episodio, fra i più significativi.

Al Ritz di Londra ha vinto l'aritmetica  Nel 2004, al Ritz di Londra, quattro matematici sono riusciti in poco più di quattro ore a vincere 1,2 milioni di sterline giocando alla roulette. Il trucco non era di facile applicazione: attraverso un complesso sistema di laser, cellulari, pc e scanner, sono riusciti a calcolare l’angolo e la velocità della pallina della roulette, centrando l’esatta frequenza dei numeri vincenti. Il fatto più eclatante? I quattro matematici sono stati denunciati dalla casa da gioco, ma la legge non li ha puniti considerandoli innocenti, perché il gioco in sé non è risultato truccato.

Nel 2006 la truffa paneuropea Da segnalare anche la truffa paneuropea del 2006 quando la Polizia di Stato di Venezia concluse una vasta operazione nei confronti di un’articolata organizzazione criminale responsabile di numerosissime truffe in danno dei quattro casinò italiani e di Case da gioco della Germania, della Francia e della Spagna. Le indagini hanno permesso di individuare un gruppo di esperti giocatori di roulette e di abilissimi falsari, di varie nazionalità europee, che, già a partire dal 2002, ha realizzato numerosissimi colpi in danno dei Casinò di tutta Europa. L’organizzazione, capeggiata da un cittadino marocchino di 43 anni, era specializzata nella poussette, ovvero nell’effettuazione di puntate fraudolentemente tardive ai tavoli della roulette, piazzati su numeri appena usciti e quindi vincenti. Furono eseguiti nove arresti a carico del gruppo operante su scala internazionale con base logistica in Piemonte e nelle regioni limitrofe e numerose le perquisizioni effettuate dalla Polizia dei Giochi e Scommesse, un settore investigativo della Polizia di Stato, nato quattro anni fa.

Alcuni dei casi italiani  In Italia – anche se non così geniali - non sono mancate truffe ai danni delle case da gioco. Non ci si sofferma sulla più recente ai danni della casa da gioco sanremese – le indagini sono tuttora in corso – dove pare che l’incasso nei cinque giorni lavorativi dei malfattori ammontasse a circa 30mila euro, penalizzando il casinò di circa 2 milioni di euro. Va detto, comunque, che il fatto più curioso della vicenda è che la denuncia sembrerebbe esser partita da uno dei complici che, lamentandosi dei pochi guadagni - una percentuale di circa il 10% - avrebbe deciso di segnalare il fatto inviando un video registrato con il videofonino. Ma anche Campione recentemente è stato protagonista di una truffa considerevole. Torinese, 62 anni, e giostraio. Questo il profilo dell’uomo arrestato a Moncalieri, che con documenti falsi (una dozzina) e relative varie identità, faceva parte di una banda specializzata in truffe ai casinò. Da Campione è riuscito a portar via circa 140mila euro fingendo di giocare le fiches ai tavoli, ma di fatto riconvertendole subito in denaro con l’aiuto di validi e esperti complici.

Les jeux sont faits, storie di ordinaria follia “Les jeux sont faits”. Dice il croupier. Una frase celebre che senza dubbio nel corso degli anni ha dato spunto a celeberrimi film, a testi d’autore, a fumetti di ogni sorta. E a truffe strabilianti. Il tema della truffa al casinò, infatti, sembra essere un must della cinematografia che “sfonda”: chi ha dimenticato “Casinò” con De Niro (“La città non sarà più la stessa”) o la saga di Ocean, o ancora le avventure di James Bond. E solo per citare alcuni esempi. Sceneggiature a parte, però, la considerazione meno incoraggiante è che la truffa ai danni di una casa da gioco, è davvero molto ambita da malviventi di ogni rango: è il ‘colpo grosso’, insomma. Di esempi da citare ce ne sarebbero così tanti che non è possibile garantire una precisa e accurata ricostruzione cronologica. Certo è che alcune truffe sono un passate alla storia o perché ‘tecnologiche’, o perché hollywoodiane, o perché – fortunatamente – finite male, con l’arresto dei malfattori di turno.

Las Vegas, scappa con contanti e patatine Poussette, banali colpi di mano, distrazioni, tecnologizzazione: di modi per andarsene col bottino, nel corso degli anni, se ne sono sviluppati. Tra le più celeberrime truffe da annoverare, e prive di pensate al di là del contemplabile, c’è quella del 1992 messa in atto da un croupier dello Stardust di Las Vegas – tale Bill Herman – che ha portato via un’ingente gruzzolo semplicemente riempiendo una borsa di carta, con contanti e patatine fritte, per poi svignarsela. Herman figura ancora come uno dei truffatori più ricercati, ma nessuno sa dove si trovi attualmente.

Oltreoceano, ecco le tecno-truffe E sempre oltreoceano, nel 2007 va ricordata la celebre truffa ‘tecnologica’ di Atlantic City. Un truffa finita male, però, visto che fu smascherata. Quattro uomini vennero arrestati con l’accusa di aver intentato una truffa per vincere un torneo di poker. Il torneo veniva disputato al Borgata casino di Atlantic City e metteva in palio 1 milione di dollari. Lo schema messo in atto dai quattro era già stato adoperato in casi simili: uno dei quattro partecipava al torneo, i complici intanto grazie a delle microcamere istallate nei polsini del primo riuscivano a vedere le carte distribuite dal mazziere. Attraverso un auricolare quindi, istruivano il giocatore su come comportarsi. Uno dei quattro complici è un esperto di truffe ai casinò e in passato aveva collaborato con molte sale da gioco di Las Vegas per potenziare i loro sistemi di sicurezza. Una truffa hollywoodiana in tutti i sensi che anche quest’estate ha avuto un episodio simile. In Sud Africa, al Casinò Carnival City.

Sono state chiamate a render conto dinanzi la corte, sei persone che hanno perpetrato una truffa ai danni della casa da gioco. Tre delle persone fermate risultarono dealer del casinò stesso complici di tre giocatori cinesi che si dilettavano con il Punto Banco.

Dopo aver posizionato una mini telecamera dentro un pacchetto di sigarette, sono riusciti di volta in volta a fotografare l’immagine delle carte che venivano estratte dal dealer, che "con premura" procedeva a portare avanti il gioco con sufficiente lentezza. L’immagine trasmessa a un pc posizionato in una vicina stanza d’albergo, permetteva a un altro dei complici - attraverso un cellulare - di fornire suggerimenti via sms. Un’operazione degna delle migliori sceneggiature hollywoodiane, che ha portato ai truffatori 3 milioni di Rands, pari a oltre 260 mila euro. E in sole tre notti.

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