Il massimo teorico del web, Nicholas Negroponte, fondatore e presidente emerito del MediaLab del Massachussetts Institute of Technology (Mit), ieri in visita in Italia ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini per sostenere la candidatura della Rete Internet per il premio Nobel per la Pace 2010.
Secondo Negroponte, infatti, "internet merita il Nobel per la Pace più di Obama, di cui sono sostenitore, ma che ha comunque inviato truppe militari in Afghanistan". Intervistato dal Secolo d'Italia, spiega che al web va il merito di moltiplicare i punti di vista e connettere le persone ''superando sempre più le barriere linguistiche e culturali''.
''Io credo che il pericolo più grande di internet sia non avere internet'', spiega il guru del web che si dice contrario all'introduzione di regole rigide per limitare e controllare la Rete. ''Il controllo deve arrivare dalle persone'', osserva invitando i governi all'uso di filtri ''ad esempio per non far raggiungere la pornografia ai bambini''.
Parlando della situazione italiana, Negroponte suggerisce di ''rendere le telecomunicazioni libere e gratuite, rendendole parte del bene pubblico''. ''Se oggi la penetrazione della Rete in Italia non è ancora ampia, è probabilmente solo colpa della difficoltà di accesso - nota - perché la cultura italiana credo sia estremamente adatta alle dinamiche libere di internet''.
Per quanto riguarda il ruolo che i nuovi media avranno sempre più nel campo dell'informazione, il guru del web osserva: ''Soltanto i media che sapranno far parte del cambiamento resisteranno nel futuro''. La carta stampata scomparirà? ''Il giornalismo è destinato ad evolversi e crescere nella forma di blogger professionisti che avranno un accesso maggiore alle informazioni e ai contenuti, dovranno essere bravi - conclude Negroponte - a selezionare, filtrare ed estrarre ciò che è davvero rilevante''.
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