Roma - Gli italiani preferiscono il web alla carta stampata. Per noi di ItaliachiamaItalia, che con internet ci lavoriamo ogni giorno, non è una novità. Ma crediamo non sia una novità nemmeno per quegli editori che vedono ridursi le vendite dei propri prodotti cartacei giorno dopo giorno, ormai da tempo. Chi ci va più in edicola? Con i giornali tradizionali dopo le dieci del mattino ci si incarta il pesce al mercato, ricordate? Eppure i contributi statali quando si tratta di giornali 'di carta' piovono... Anche per ciò che riguarda i giornali italiani all'estero. Ma chi li compra poi?
Al contrario, per il web non c'è niente. Non esistono contributi. L'Italia non sostiene il www. Quella a favore dell'informazione online è una battaglia che ItaliachiamaItalia porta avanti da tempo. Ma a quanto pare, siamo soli in questa lotta. La politica? Pensa sempre e solo ai fatti propri. Vatti a fidare delle promesse di certi politici.
Veniamo ai dati. A monitorare l’evoluzione del consumo dei media nel BelPaese ci ha pensato la nona edizione del Rapporto sulla comunicazione del Censis-Ucsi. E così scopriamo che gli italiani si confermano un popolo di teledipendenti con un consumo che oltrepassa il 97 per cento. La televisione continua ad essere la vera signora delle nostre case. Ma il web avanza. E sempre più connazionali, dentro e fuori i confini dello Stivale, sono ormai degli esperti "navigatori". E chi non lo è, lo sta diventando. Internet per la prima volta supera infatti la soglia psicologica del 50 per cento. Ottimo.
L’internet economy è diventata una realtà a tutti gli effetti anche in Italia. Tanto che il web oggi rappresenta una parte importante del Pil italiano, una percentuale del 2%. Si parla di un giro d’affari per il web in Italia di circa 32 miliardi di euro. |
Per la stampa continuano invece le brutte notizie. Calano ulteriormente le vendite delle testate stampate. Cresce l'emorragia di lettori, che a quanto pare è inarrestabile. Secondo i dati dell'indagine Censis, i quotidiani a pagamento (47,8 per cento di utenza) perdono il 7 per cento di lettori tra il 2009 e il 2011 (complessivamente -19,2 per cento rispetto al 2007). Una vera catastrofe.
Insomma, il periodo di grave crisi che attraversa la carta stampata sembra non essere destinato a fermarsi. Del resto, è logico che sia così: perchè spendere soldi quando su internet è tutto gratis? E ancora: perchè pagare per leggere notizie vecchie di un giorno, se ormai l'informazione corre sul web in maniera costante e puntuale, in tempo reale?
Con le nuove generazioni che crescono, abituate ad usare il www sempre più, la carta stampata è destinata a scomparire, o quasi. Prima o poi l'Italia dovrà tener conto di questo, e rivedere quindi tutto ciò che ha a che fare con i contributi statali che acchiappano ogni anno tanti giornali; milioni e milioni di euro, dei quali al web non viene destinato neppure un centesimo. Secondo voi è giusto?
Ci conforta comunque il fatto che, contributi o meno, chi lavora e fa informazione online va avanti in un modo o nell'altro, seppur con grandi sforzi e sacrifici, non solo economici. E ci piace leggere i dati dello studio del Censis, che parlano chiaro: ormai un italiano su due usa il web. Nel 2006 non era così: solo il 29% della popolazione, infatti, aveva una abituale confidenza con le tecnologie informatiche e telematiche. Nel 2011 il 48% degli italiani, invece, sta abitualmente su internet. Un 48% formato più da uomini (52,5%) che da donne (43,7%), con una netta preponderanza di persone istruite (66,7%) rispetto a quelle con bassi livelli di istruzione (32,8%). Interessantissimo il dato che riguarda i giovani: l'84,6%, che vuol dire oltre 8 giovani italiani su 10, si informa attraverso la rete.
E voi cosa preferite, i giornali di carta, che un'ora dopo averli comprati sono già da buttare, oppure il web, che vi consente di ricevere un flusso costante di informazione, di ogni tipo, senza dover tirar fuori dalle vostre tasche nemmeno mezzo centesimo? Domanda retorica, per noi...
Ricky Filosa - ItaliachiamaItalia
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