Tanti erano arrivati al Moscone Center di San Francisco ore e ore prima dell'apertura delle porte. La ressa per accedere ai posti in platea mai è stata così rumorosa e la scena si è contrapposta idealmente con gli Apple Store chiusi in tutto il mondo (come vuole il protocollo della società della Mela in occasione del lancio di nuovi prodotti), pronti a far scattare le operazioni di "refresh" delle vetrine appena finite le presentazioni sul palco. Gli sviluppatori sono convenuti a migliaia (circa 5.000) per sapere cosa c'è di nuovo sotto il cappello dell'iPhone (e più precisamente del firmware 2.0) e di quello di Mac Os X, perché a loro interessava sapere come creare nuove applicazioni e farci un business. A far capolino all'evento, oltre a un plotone infinito di giornalisti, anche ospiti illustri, fra cui l'ex candidato democratico e premio Nobel per la pace Al Gore, membro del board della società di Cupertino.
La "developer parade": blogging, gaming, applicazioni, push e-mail
Poi è arrivato l'atteso momento e alle 10.07 locali Steve Jobs è entrato nella grande sala del mega centro congressi sito non lontano dai moli che si affacciano sulla "Bay area", quella che Google vuole cablare con il Wi-fi per offrire (gratis) l'Internet veloce a tutti. E il capo della Apple, solita maglia scura e jeans, ha detto quello che si aspettavano milioni di persone nel mondo.
Più veloce, meno caro: ecco il melafonino 3G
L'orologio segna le 11.30, il keynote entra nel vivo. Jobs accenna a qualcosa a lui molto caro e celebra il primo compleanno dell'iPhone, attribuendogli il merito di aver cambiato (e per sempre) l'industria dei telefonini. Ne ricorda i numeri, i sei milioni venduti fino a oggi, l'indice di soddisfazione del cliente (del 90%), il fatto che il 98% lo utilizza per navigare in Rete e l'80% che ne sfrutta 10 o più funzioni. Poi lancia la nuova sfida, quella del terminale che lavora sulle reti 3G e che si porta appresso altre nuove frontiere che Apple vuole varcare: il supporto per le imprese e le applicazioni di terze parti, la presenza globale e la maggiore accessibilità di prezzo. E il "magic moment" arriva con queste precise parole: "Today we are introducing the iPhone 3G". La nuova creatura prende forma e colore, si apprende che ha bordi più sottili e bottoni in metallo, il retro di plastica nera (o bianca), uno schermo uguale a quello attuale condito dall'interfaccia Multi-Touch. Ma soprattutto che è più veloce nello scaricare una pagina Web e un messaggio e-mail tramite la rete mobile di terza generazione: rispettivamente 21 e 5 secondi contro i 59 e 18 del "vecchio" iPhone. Tempi (non lontani a quelli garantiti da una connessione Wi-Fi) che fanno del nuovo nato, a detta di Jobs, lo smartphone 3G di gran lunga più veloce di alcuni fra i più noti cellulari 3G (il Nokia N95 e il Palm Treo 750) oggi presenti sul mercato. Poi l'altra novità attesa, quella relativa al ricevitore Gps integrato e alle relative funzionalità di tracking all'interno di Google Maps. E Jobs rimarca il fatto che "I servizi di localizzazione stanno per diventare una grande opportunità sull'iPhone". La chiusura è dedicata alla disponibilità e ai prezzi. Il modello 3G vedrà la luce nei negozi a partire dall'11 luglio in 22 Paesi (Italia compresa) e nei prossimi mesi saranno nel complesso 70 i mercati sui quali sarà venduto dai carrier partner di Apple, tra cui anche Tim e Vodafone. Per acquistarlo ci vorranno 199 dollari per la versione con 8 Gbyte di memoria e 299 dollari per quella da 16 Gbyte; un anno fa il primo melafonino veniva lanciato a 599 dollari, poi ridotti a 399 nei mesi a venire.
Sono le 11.50 di San Francisco, il keynote è finito. La platea applaude. Apple ha scritto una nuova pagina della sua incredibile storia. Davanti ci sono due obiettivi da raggiungere: vendere 10 milioni di iPhone nel 2008 e respingere gli scontati attacchi che le sferreranno da subito le varie Nokia, Samsung e via dicendo. (repubblica)