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Home / Lusso e Tecnologia / ALGHE: come produrre etanolo a basso costo - di Marco Fattorini
Fri, 20 Jun 2008 07:40:00

ALGHE: come produrre etanolo a basso costo - di Marco Fattorini




Le alghe si possono sicuramente considerare una promettente fonte di energia rinnovabile, che può essere trasformata e raffinata per essere utilizzata in una vasta gamma di carburanti per i trasporti.

di Marco Fattorini


 

Trattiamo oggi della ricerca sulle alghe, che non è una novità, ma risale ai primi anni della crisi energetica (tra la metà degli anni '70 e quella degli anni '90).

All’inizio si puntava ad individuare le metodologie per attenuare le emissioni di CO2. In quegli anni si scoprì che era possibile massimizzare la crescita delle alghe fino a produrre 30 grammi di alghe per metro quadrato al giorno.

Mediante la bioingegneria, attualmente, in laboratorio si creano ceppi di alghe e nutrimenti che possono raggiungere fino all'80% di contenuto di lipidi, raddoppiando la propria massa in meno di 24 ore (alcuni ceppi, possono addirittura raddoppiare il loro peso in 8 ore).  Le rese più elevate possono arrivare ad oltre 400.000 litri di biodiesel per ettaro all'anno; queste rese vengono realizzate  in sistemi a reattori chiusi.

I vantaggi che questo tipo di produzioni possono offrire e che si possono utilizzare sono evidenti. Senza avere la necessità di stagni, senza dover consumare acqua potabile, senza bisogno di ricorrere a coltivazioni agricole, senza ricorso ad olii.

Così una Società di biocarburanti da alghe è in grado di convertire direttamente le alghe in etanolo in modo conveniente.

Possiamo quindi domandarci se è davvero uno spartiacque il biocarburante delle alghe? In Messico, ad esempio, hanno risposto positivamente.  Si sono trovati 850 milioni di dollari per finanziare un impianto pilota di biocarburante estratto dalle alghe. Grazie all'acqua di mare verranno prodotti 4 miliardi di litri di etanolo all'anno.

Bioetanolo, al via il primo distributore italiano
Inaugurato oggi alla Spezia il distributore di biocarburante.

Proprio ieri è stato inaugurato presso la città di La Spezia il primo distributore di bioetanolo in Italia. Sorge presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni ed eroga biocarburante di seconda generazione.

L'obiettivo e' di introdurre sul mercato 10 mila auto che usano sia benzina sia E85 (miscela 85%-etanolo e 15% benzina).

Il prodotto, proveniente interamente dalla Sicilia, nasce dalle eccedenze alimentari dell'industria vinicola. In Italia fino a ieri non c'era alcun impianto di rifornimento per questo tipo di carburante.

Due importanti punti per questo genere di carburanti: il bioetanolo deve essere prodotto da materie prime non destinate all'uso alimentare e i luoghi dove le biomasse vengono coltivate, l'etanolo prodotto, e quindi dove è utilizzato devono essere il più possibile vicini tra di loro.

Il progetto ha come scopo principale quello di dimostrare la possibilità di sostituire benzina e diesel con bioetanolo di ultima generazione e con costi contenuti. E' iniziato a gennaio 2006 e terminerà a dicembre 2009. (zeusnews)

La società Algenol, utilizza le proprie tecnologie, sfruttando la luce del sole, le alghe, l'emissioni di CO2 e l'acqua di mare in bioreattori per produrre etanolo. L'impianto è in grado, formalmente, di catturare 1,5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e convertirle, successivamente, in 4 miliardi di etanolo, diventando così, di fatto, uno dei più grandi consumatori di CO2 del pianeta.

Durante il processo di trasformazione infatti le alghe e la luce del sole consumano più del 90% della CO2, attraverso la fotosintesi, convertendo  poi gli zuccheri ottenuti in etanolo. Il prodotto ottenuto viene pompato fuori e catturato durante la notte. Non usando materie prime durante il processo si abbassano notevolmente i costi.

I prodotti ottenuti in America sono già in fase di valutazione dall'American Society for testing and Materials per guadagnare le specifiche ed iniziare la commercializzazione su grande scala.

In Europa, sempre per fare un altro esempio, la Società olandese KLM ha già firmato un contratto con la Società AlgeaLink, consociata della Bioking BV, con sede nei Paesi Bassi, per rifornire i propri aerei con biocarburanti a base di alghe. In autunno è previsto il primo volo. L'obiettivo per KLM è quello, in un futuro relativamente breve, di far volare tutta la sua flotta con il cherosene delle alghe e da oli a base vegetale.

Le ricerche e gli studi di settore continuano a far emergere le alghe come una delle materie prime per biocarburanti che sono economicamente ed energeticamente migliori, oltre a quelle delle industrie della cellulosa.

Le alghe si possono sicuramente considerare una promettente fonte di energia rinnovabile, che può essere trasformata e raffinata per essere utilizzata in una vasta gamma di carburanti per i trasporti.

Gli scienziati ed i ricercatori sono al lavoro per condividere idee, scambio di informazioni tecnologiche, per superare ostacoli ed avviare una rapida commercializzazione di questa nuova fonte energetica realmente competitiva e conveniente.

In definitiva la domanda di biodiesel dalle alghe per gli usi più disparati è destinata nel futuro, inesorabilmente, a crescere ad un ritmo esponenziale. Vedremo!


Marco Fattorini – Italia chiama Italia

Fonti e Link di riferimento:

Algenol Biofuels http://www.algenolbiofuels.com/

KLM http://www.triplepundit.com/pages/kl-m-proposes-to-power-planes--003180.php

AlgeaLink http://www.algaelink.com/

American Society for testing and Materials http://www.astm.org/


















































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