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Home / Spettacolo e Televisione / Non è questione di politica: è la Guzzanti che non fa ridere! - di Roberto Pepe
Mon, 03 Nov 2008 06:58:00

Non è questione di politica: è la Guzzanti che non fa ridere! - di Roberto Pepe




Non basta mascherarsi, ricoprendosi di plastica e cerone, per far un'imitazione!

di Roberto Pepe


Nella mia attività ventennale di teatro amatoriale comico-farsesco (Scarpettiano e Defilippiano) ho imparato che se il pubblico non applaude o non sorride, la colpa è sempre dell'attore. La stessa battuta che una sera ha fatto scompisciare gli astanti, la sera dopo, può provocare uno sbadiglio. I tempi comici calcolati dall'attore si devono adeguare alla tipologia del pubblico (questi, il sabato sera è diversissimo da quello del giorno feriale), e non viceversa, come bramerebbe l'attore presuntuoso.

Quando, invece, un attore non fa ridere ne' il sabato, ne' la domenica e men che dire, il martedì, vuol dire che non sa recitare. Questo è il caso di Sabina Guzzanti, che voglio criticare esclusivamente dal punto di vista artistico e non per le sue impostazioni politiche. Ella non ha assolutamente l'espressione facciale comica o lievemete umoristica. I suoi tempi sono cadenzati con un'altra ora che non è quella del palcoscenico in quel momento. I ritmi, che contraddistinguono il vero artista che riesce a provocare un cambiamento d'umore nel pubblico (risate, malinconia, paura, apprensione...) sono in gran parte congeniti, innati, ma si possono migliorare sempre di più. Come nel canto, però, se la predisposizione artistica è completamente assente, non si può migliorare alcunché. Pensate ad un animale da palcoscenico che in arte si definisce un "guitto", mostro sacro come Proietti: basta la sua presenza ed un movimento di ciglia per provocare un sentimento...

A differenza del più simpatico fratello Corrado,  Sabina non rende niente, la sua presenza è piatta, insignificante; ella non fa ridere, piangere, in quanto si sforza di mimetizzarsi, di scopiazzare, di imitare, ma il suo non è humour, vis comica, no: è semplicemente lotta politica mascherata da un sarcasmo scontato di infimo livello, degno delle battute e slogan cadenzati da tamburi e sparati dai megafoni dei cortei. Il livello della comicità recitata della Guzzanti appare chiaro, quando, pur avendo, qualche volta, a disposizione delle battute buone, non fanno ridere, in quanto, come si dice in gergo, le brucia malamente, mangiandosele...

Se ne è reso conto del fatto, questa volta, anche Santoro nella puntata di "Annozero", chiedendosi se valesse la pena di mandare in onda anche gli altri spezzoni preregistrati della Guzzanti. Questi militanti ideologizzati, poi, poiché, appunto non raggiungono un valore artistico decente, cercano di far parte del martirologio dei cacciati, bramando di annoverarsi tra gli appestati, tra gli espulsi dal sistema, invocando ed anticipando loro stessi nelle battute (di scarso gusto), la sanzione massima della bulgarizzazione, regolata dal detto: "parlatene male, purché se ne parli".

La punizione peggiore, infatti, per loro, è che Berlusconi se ne strafeghi delle stupidate profferte, magari ridendoci pure sopra,... anche se solo per commiserazione. Sarebbe atroce per il presunto attore!

Non basta mascherarsi, ricoprendosi di plastica e cerone, per far un'imitazione! E' necessaria solo una semplice dose di pura comicità e basta!

Roberto Pepe - Italia chiama Italia


















































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