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Home / Spettacolo e Televisione / Sant'Agostino (televisivo): flop completo - di Roberto Pepe
Wed, 03 Feb 2010 09:00:00

Sant'Agostino (televisivo): flop completo - di Roberto Pepe


Una scena dal film "Sant'Agostino"


"Avrei voluto approfittare di questo avvenimento per avanzare qualche commento interpretativo sia positivo che negativo sul lavoro, ma francamente non posso dire alcunché, perché in realtà di S.Agostino c’era ben poco"

di Roberto Pepe




Francamente ho assistito alla fiction televisiva su S.Agostino, con curiosità per scoprire come gli autori del telefilm avessero potuto in due puntate “manifestare” il personaggio e spiegare succintamente il suo pensiero guida, cardine fondamentale della filosofia cristiana. Speravo francamente di vedere, anche se in forma succinta, popolare, qualche riferimento concettuale alla sua straordinaria opera. Credevo di sentire rievocare qualche passaggio filosofico fondamentale del suo pensiero… ma è stata un’esibizione noiosa di scarso qualitativo valore a livello di raccontino in costume storico.

In pratica è stato un polpettone lento ed insignificante con sbalzi epocali a flash-back che disorientavano lo spettatore che si domandava, in un momento di disattenzione casalinga, in quale epoca ci si trovasse: se quella di Agostino giovane o quella da vecchio, disorientati dai due attori diversi utilizzati... Un raccontino che non solo non ha insegnato "niente a nessuno", ma è caduto nel solito tranello, ormai consolidato dal tempo della serie Asterix, di dipingere i comandanti romani brutti, cattivi, avidi e presuntuosi nella loro ignoranza. Praticamente si è dipinto un S.Agostino (caro a qualche intellettuale) rivoluzionario che mette in crisi l’Impero romano, quando il sant’uomo, proprio perché non poteva prescindere dal  proprio vissuto esistenziale, cercò sempre di conciliare l'atteggiamento contemplativo con le esigenze della vita pratica e attiva. Del contenuto dei suoi libri monumentali solo qualche titolo, il calamaio d’inchiostro e qualche riferimento ad un certo libro di Plotino.

Le musiche d’accompagnamento auliche e monotone da Dinasty sottolineavano le panoramiche con i profili in primo piano che guardavano fissi tra le nuvole all’orizzonte di "domani è un altro giorno".... Tutti i personaggi  storici risultavano leggeri, sbiaditi ed insignificanti; le  donne, belle dalle capigliature hollywoodiane, e la recitazione globale: stantia e di impostazione televisiva dove la voce è gettata o sussurrata, anziché lavorata di petto.

Avrei voluto approfittare di questo  avvenimento per avanzare qualche commento interpretativo sia positivo che negativo sul lavoro, ma francamente non posso dire alcunché, perché in realtà di S.Agostino c’era ben poco. Ha avuto il merito di farmi rivedere dopo anni uno sceneggiato televisivo di produzione Rai, ma in realtà il merito va per via traversa al nome di S. Agostino e non certo agli autori del programma. Mi son venuti in mente i San Francesco di Zeffirelli e della Cavani e mi son detto "mah!"

Aldo Grasso sul Corriere (essendo stato molto buono con la Rai) si domanda giustamente: quanti andranno a leggere "le Confessioni" incuriositi dalla fiction? Penso anch'io pochi... pochi...


Roberto Pepe - Italia chiama Italia



















































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