Marcello Lippi col trio Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici
"C’è qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di patria, religione, famiglia; qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di ideali e valori senza declinarli nella realtà ". Guarda il VIDEO di Sanremo
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“No, non sono solo canzonette. Sono cultura di un paese. Sono immaginario. Sono etichette appiccicate addosso agli italiani. E anche, nel nostro caso, sono tatuaggi fatti a forza sulla pelle di una destra che in gran parte non è più così, che non vuole essere così”. È quanto si legge su Ffwebmagazine, rivista online della fondazione Farefuturo, nel corsivo del direttore Filippo Rossi.
"Le canzoni sono cose importanti. Come le parole. E allora, senza scherzare, lo annunciamo alla radicale: nel caso sventurato che a Sanremo 2010 vinca quell’inno imbarazzante, nazional-trombonesco, cantato dall’inarrestabile e incontenibile trio “Pupo-Filiberto-Canonici”, il sottoscritto inizierà immediatamente uno sciopero della fame. Non è uno scherzo. Attenzione: non sarà uno sciopero della fame per protesta. Chissenefrega della protesta. E chissenefrega di chi vince Sanremo. È uno sciopero che nasce dalla vergogna. Sarà uno sciopero della fame tutto culturale e soprattutto politico".
"Perché c’è qualcuno che deve far capire al paese che a destra, in Italia, c’è anche altro rispetto a una retorica patriottarda e vuota. C’è qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di patria, religione, famiglia; qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di ideali e valori senza declinarli nella realtà. Lo ha detto Michele Serra: Italia amore mio riesce a rendere ridicola la destra. E allora, è da destra che bisogna reagire. Perché un inno alla patria è una cosa seria. Sciopero della fame, allora. E chi è d’accordo, segua”.