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Fri, 28 Dec 2007 08:25:00

ANNA CALEMME, ANEMA E CORE - di Camillo Giulia


Anna Calemme


Una cantante napoletana fa sognare gli italiani nel mondo. Intervista rilasciata in esclusiva a Camillo Giulia.

di Camillo Giulia




Abbiamo avuto il piacere e la sorpresa di incontrare a Roma, nella sede dell’Istituto di Cultura dell’Osservatorio Parlamentare, quale membro della Commissione per le Politiche del Volontariato e del Terzo Settore, Anna Calemme, napoletana doc, così lei si definisce, bella, bruna, solare, artista poliedrica e verace della canzone napoletana, si esibisce da qualche anno in Italia ed anche per gli italiani all’estero, con  voce melodica e passionale, fatta di toni lievi e robusti, portando chi la ascolta in una dimensione di pura armonia, effetto tangibile di quella napoletanità poetica, cui chiunque abbia animo sensibile ed ami le canzoni della tradizione popolare italiana non può rimanere indifferente.

Cara Anna, hai vinto un Festival di Napoli ed un Premio internazionale “San Remo Music Awards”, come rappresentante della canzone italo-napoletana nel mondo.  Ma prima di parlarci di queste importanti tappe della tua folgorante, brillante carriera, raccontaci gli esordi.

In effetti canto da sempre. Ho iniziato, addirittura, a sei anni con lo “Zecchino d’Oro” ed ho inciso la sigla di un programma televisivo RAI per bambini. Crescendo, mi sono appassionata alla musica napoletana ed a 14 anni ho cantato per Papa Wojtyla. Quell’incontro magico ed emozionante fu fatale. Il Papa mi avvicinò con tenerezza e  disse che avevo ricevuto un dono, quello della voce. Compresi che era la strada che avrei dovuto percorrere ed iniziò quindi un lungo percorso di studio, sacrifici e serate in teatro, le prime persino al fianco del grande Roberto Murolo.
Un importante incontro ha segnato gli esordi della mia carriera: Austin Forte, la tromba d’oro, grande amico di Totò.  Un’altra persona fondamentale per la mia vita artistica è  Bruno Illiano, arrangiatore di Peppino di Capri, Pino Daniele ed altri.  Con lui sono andata alla ricerca di nuovi suoni per la canzone napoletana; sono scaturiti arrangiamenti particolari e nuove sonorità.
La canzone napoletana va cantata ed interpretata con quella passione che riesce ad entrare nella mente e nel cuore, arrivando persino sotto la pelle di chi ti ascolta, suscitando sentimenti ed emozioni.

Per questo sono felice quando, viaggiando nel mondo, trovo sempre grande calore ed accoglienza tra gli stranieri, ma in particolare tra coloro che, pur italiani, risiedono, da sempre o da breve tempo, all’estero e vedono in me un messaggero canoro che li riporta alle loro radici, sollecitando struggenti nostalgie per la Patria amata.

Quali le altre tappe della tua già lunga e bella carriera?

In questi anni ho tenuto concerti in Giappone ed in America, in particolare ad Atlantic City ho fatto una tournèe insieme con Mario e Francesco Merola, Mino Reitano e Little Tony.   Esperienze meravigliose!

Adesso parliamo del Festival di Napoli.

La mia prima apparizione al Festival, in onda su Rete 4, è del 2000; oltre alla sigla “Magicamente Napoli”, ho cantato “O’ surdato  nnammurato” in versione dance.
Nel 2001, sempre sul palco del Politeama, come ospite, ho cantato “O’ munaciello”, che fa parte della tradizione popolare.

Insomma, vogliamo sapere ora della tua folgorante, quanto prestigiosa, vittoria al Festival di Napoli.

Ebbene sì, nell’ottobre del 2002 ho deciso di giocare la carta importante e prestigiosa della partecipazione ad una gara di un Festival ed ho vinto con il brano “Vorrei”.

Molto bene Anna, davvero una carriera che rispecchia il tuo carattere solare e grintoso.  Ma ora tocchiamo l’aspetto meno conosciuto, ma non per questo meno importante e significativo, della tua attività di donna coinvolta, a tutto campo, nel sociale.

In effetti appena ho un po’ di tempo libero dagli impegni professionali (ad es. due cd, “Infiniti amori” e “Na’maschera”), mi dedico al volontariato ed agli aiuti nei confronti dei bambini poveri dell’Africa, ma anche di quelli che, a Napoli, vivono nel disagio.

A questo proposito ho avuto anche l’onore di essere insignita in Africa, nel 2004, dall’Arcivescovo della Diocesi di Gorè del titolo di Ambasciatrice di pace e testimonial dei bambini del Ciad, per i quali raccolgo fondi per la costruzione di scuole ed ospedali, ma sono anche promotrice del Progetto Periferie in festa, volto ad incentivare azioni sociali di supporto alla diffusione dell’arte e della cultura nelle zone ad alto rischio di micro-criminalità di Napoli, come Scampia e Secondigliano.

Infine, proprio in questi giorni, ho ricevuto un prestigioso e stimolante incarico dall’Osservatorio Parlamentare e della Cultura, che mi ha nominato membro della Commissione del Volontariato. Una grande responsabilità, un grande onore!

Cara Anna, sei davvero eccezionale, una rivelazione per noi e per quanti soltanto adesso hanno avuto il piacere di sapere che esiste ancora chi riesce a coniugare un’attività professionale di  alto livello artistico con un generoso e meritevole impegno nel volontariato, fatto di grande umanità, di sacrificio e di dedizione a favore delle persone, soprattutto bambini e giovani,  cui la vita ha riservato aspetti tragici e dolorosi.

Auguri sinceri da Italia chiama Italia per sempre più importanti successi  e soddisfazioni nella vita personale, professionale e nel volontariato.


Camillo Giulia - Italia chiama Italia


















































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