Con la vittoria della coppia Giò Di Tonno e Lola Ponce con il brano "Colpo di fulmine" si è chiusa la 58esima edizione del Festival di Sanremo, che passerà alla storia delle televisione italiana per il minimo storico degli ascolti e non certo per la bella musica.
Un crollo di ascolti che Pippo Baudo non prevedeva e per il quale ha perso le staffe: "Se avessi litigato con Chiambretti l'auditel sarebbe salito. Allora scazzottiamoci, sputiamoci in faccia e picchiamoci così imbamboliamo il pubblico. Ma così lo fottiamo e avremo un'Italia di m..., senza qualità". Non ha usato mezzi termini Pippo Baudo per esprimere il proprio disappunto, ma stupisce soprattutto la presunzione con cui inserisce il suo Sanremo tra i prodotti di qualità che la Rai offre. Serate lunghe, noiose, tenute in piedi da un brillante Chiambretti. Brani poco orecchiabili, testi a tratti banali. Questa la qualità che secondo il direttore artistico del Festival gli italiani non comprendono. O che forse capiscono fin troppo bene al punto da preferire altro al Festival.
Loredana Bertè che ci teneva a partecipare al Festival "normalmente" per riuscire a conquistare il Premio della critica dedicato alla sorella scomparsa Mia Martini, è stata esclusa per plagio. Il suo brano "Musica e Parole" ha la stessa musica del pezzo "Ultimo segreto" firmato sempre da Alberto Radius e Oscar Avogadro per Ornella Ventura che lo portò sulla scena musicale nel 1988. La Bertè ha proclamato la sua buona fede ed è stata creduta, al punto che le è stato consentito di esibirsi fuori gara e di ricevere il Premio della critica che la sorella Mia Martini non ritirò nel 1982 per "Ma non finisce mica il cielo", un Premio speciale Città di Sanremo e il Premio sala stampa radio-Tv.
Dalla cronaca alla manifestazione. Gaetano Castelli ha proposto una scenografia che ha lasciato senza fiato, le co-conduttrici, relegate però al ruolo di vallette, Andrea Osvart e Bianca Guaccero sono passate invece in sordina. Chiambretti si è fatto spazio e ha sovrastato Baudo, che a fatica nasconde l'amarezza per la sconfitta.
Le belle interpretazioni sono giunte nella serata di ieri quando sul palco si sono susseguiti Giorgia, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e i Pooh. A dimostrazione che se il Festival fosse una gara tra artisti non si avrebbe timore della concorrenza de "I Cesaroni" su Canale 5. La formula della kermesse va rivista, non c'è dubbio. Ormai Sanremo rappresenta una vetrina soltanto per i cantanti poco noti o lo si utilizza come promozione musicale. I veri artisti, i professionisti ci vanno da "super ospiti", dopo essere partiti spesso dal Festival: Giorgia ne è un esempio. Più che rinnovato il Festival va riportato al passato quando la protagonista era soltanto la musica.
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