Ottawa – E’ la fine di una favola, di un sogno bellissimo che in noi, che viviamo all’estero, stava ravivando l’orgoglio di sentirsi italiani, in un mondo che, purtroppo, a volte e’ molto crudele con noi, viste le continue gelosie nei nostri confronti.
Niente, meglio dello sport, come avvenuto in occasione dei due campionati mondiali di calcio, puo’ alimentare il nostro entusiasmo e farci sentire ancor piu’ degni della madre patria. I lunghi anni trascorsi nella nuova nazione che ci ha accolti, finiscono con il far perdere, con il passare del tempo, la nostra italianita’ e, come nel caso dei nostri figli, si viene assorbiti agli usi e dai costumi del luogo.
Solo lo sport, specialmente lo sport, ha ancora il potere di risvegliare prepotentemente l’amor di patria e l’orgoglio della nostra razza sopito. Ed e’ quello che stava succedendo con il Tour de France, dove le due vittorie di tappa di Riccardo Riccò, prepotentemente ci avevano rigettato in quel mondo meraviglioso del ciclismo italiano che tantissime soddisfazioni ci ha sempre regalato. Nel 1948, Gino Bartali dedico’ la sua vittoria agli italiani che lavoravano in Francia e che, tappa dopo tappa, riempivano con il loro entusiasmo gli arrivi ed i successi del grande campione toscano.
Vivi all’estero, sei accettato e stimato, ma, nello sport esiste sempre una profonda gelosia; ecco perche’ la vittoria di un italiano e’ sempre motivo, non solo di competizione con i locali, ma soprattuttodi orgoglio, l’orgoglio di sapere che chi ha vinto e’ Italiano.
Ieri mattina, quando, alla TV, ho appreso la notizia che Riccardo, “il cobra” come gli americani lo avevano soprannominato, era risultato positivo ai test antidopping, un mondo meraviglioso mi e’ crollato addosso, e quel sogno, tanto cullato in queste undici tappe del Tour, improvvisamente, brutalmente e’ svanito nel nulla; mi son sentito tradito ed offeso di aver tifato Italia, di aver osato pensare che, ancor una volta, noi italiani siamo protagonisti, per non dire i migliori. Per me, come per milioni di italiani che vivono all’estero, l’amor di patria, purtroppo, ha preso un duro colpo. Come un duro colpo ha preso lo sport, questo sport che ormai ha perso ogni valore agonistico e morale, soprafatto da volgari interessi pecuniari.
Luciano Gonella – Italia chiama Italia