"Un ottimo comunicatore ma un allenatore mediocre".Il giudizio di Zeman su Josè Mourinho rischia di pesare come una sentenza sullo Special One quasi come lo "zeru tituli" con cui il portoghese ha etichettato lo scorso anno le stagioni deludenti di Ancelotti,Spalletti e Ranieri. Il tecnico interista,il cui nervosismo in questi ultimi tempi è proporzionalmente cresciuto di pari passo con le difficoltà incontrate dai campioni d'Italia,in un inizio di stagione più ricco di ombre che di luci, sembra arrivato ad un bivio nel suo secondo anno di calcio italiano". A scrivere è Enrico Varriale, editorialista di Gente d’Italia, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.
"La prima annata nel Belpaese di Mourinho è andata in archivio con il quarto scudetto consecutivo conquistato dai neroazzurri ma con un'ennesima delusione in Champions League,competizione in cui il portoghese ha fatto addirittura peggio del suo predecessore Roberto Mancini,uscendo agli ottavi di finale.
Un fallimento che ha aperto qualche crepa nel rapporto tra il tecnico e il presidente Moratti che non ha mai fatto mistero di puntare alla conquista della coppa dalle grandi orecchie per eguagliare finalmente i successi raggiunti dal padre Angelo nella sua presidenza degli anni 60".
"Del resto solo così si può spiegare il licenziamento di Mancini,dominatore in Italia ma incapace di vincere con l'Inter in Europa.Una scelta onerosissima per le casse neroazzurre da cui continuano a uscire milioni di euro per pagare l'ex allenatore e il suo staff,ancora sotto contratto per ulteriori due anni,oltre al costo di Mourinho cui è stato riconosciuto il lauto stipendio di quasi 10 milioni di euro all'anno che ne fanno il tecnico calcistico più pagato del mondo.
Investimenti che finora non sono riusciti a centrare l'obiettivo. La rinuncia a Ibrahimovic volato a Barcellona è servita si ad accontentare l'irrequieto svedese,ma anche a dare un po’ di ossigeno ad un bilancio in rosso da troppi lustri e continuamente ripianato dai Moratti. Il ragionamento del patron neroazzurro è stato: pago più di tutti l'allenatore che esige ulteriori investimenti sul mercato per vincere in Europa,ho l'occasione di accontentarlo con un'operazione che ha portato a Milano Eto'o e i soldi necessari per acquistare Milito,Thiago Motta,Lucio e Snjider,cedo quindi il mago Ibra irresistibile ma anche ingombrante come unico catalizzatore della manovra,togliendo così ogni alibi a Mourinho che ora ha l'obbligo di dare la sua impronta a questa squadra".
"Idee che il presidente dell'Inter non ha mai pubblicamente illustrato ma che filtrano dall'ambiente neroazzurro dove la sensazione di uno Special one atteso al varco soprattutto in Europa,si è fatta ogni giorno più palpabile.Mourinho ha ragione quando dice che è da incompetenti pretendere da una squadra che ha cambiato cinque undicesimi,la fluidità di manovra e gli automatismi di un Barcellona che ha costruito negli anni una macchina perfetta.Ma il ragionamento che stava in piedi dopo la sfida di san siro pareggiata contro i blau-grana, crolla dopo l'imbarazzante prestazione contro i russi del Rubin Kazan in una partita al termine della quale il tecnico interista ha dovuto ammettere che il pari era un punto guadagnato per la sua squadra.Ora a parte i rischi di un girone in cui la qualificazione appare tutt'altro che certa e in cui saranno decisivi i prossimi due confronti contro la Dinamo Kiev di Shevchenko che verso Mou ha il dente avvelenato dai tempi del Chelsea, a destare preoccupazioni dalle parti di Appiano Gentile sono altre due considerazioni.La prima,sempre legata alla classifica del gruppo.è che sarà quasi impossibile scavalcare il Barcellona al primo posto e che con il secondo si è destinati a rivivere l'incubo di un sorteggio che come lo scorso anno potrebbe riservare ai campioni d'Italia un avversario del calibro del Real Madrid,del Chelsea dell'Arsenal o dello stesso Manchester United che stanno dominando i rispettivi raggruppamenti.La seconda è che sia per quel che riguarda il gioco che per quanto concerne i comportamenti dei singoli la mano di Mourinho continua a vedersi assai poco.A Kazan,come a Genova con la Sampd oria come a Cagliari si è avuta la sensazione di una squadra che gioca a strappi,senza un copione ben definito e con troppe amnesie difensive.I risultati sono stati diversi,una vittoria immeritata contro la squadra di Allegri, una sconfitta un po’ severa contro i blucerchiati,un pareggio deludente in Russia,ma identica è stata l'impressione di un cantiere aperto e di troppa confusione tattica.
Altro capitolo doloroso l'anarchia comportamentale di un diamante grezzo come Balotelli che in Russia ha rischiato di compromettere definitivamente il discorso qualificazione facendosi espellere per due ammonizioni davvero puerili.Con Supermario Mourinho sta alternando da tempo bastone e carota ma le dichiarazioni rabbiose del portoghese nel dopogara di Kazan quando ha sostanzialmente detto che Balotelli rimarrà immaturo anche tra cinque anni rappresentano una resa inamissibile per un tecnco che ha il dovere di gestire al meglio calciatori giovani e di talento come l'attaccante e come lo stesso Santon apparso in quest'ultimo periodo in fase di involuzione nei pochi minuti in cui è stato schierato dal portoghese dall'inizio della stagione.Insomma un quadro davvero poco confortante per le ambizioni europee dei tifosi neroazzurri che possono trovare solo nel mal comune mezzo gaudio qualche motivo per sorridere sia pur amaramente.Sull'altra sponda dei navigli la situazione è infatti addirittura peggiore con un Milan che facendosi battere in casa dallo Zurigo ha vanificato il vantaggio che il successo al'esordio di Marsiglia aveva regalato ai rossoneri nel girone di Champions.La cosa pù preoccupante per Berlusconi e Galliani è che contro gli svizzeri si è vissuta tre giorni dopo una partita fotocopia di quella disputata dala squadra di Leonardo a San Siro contro il Bari.Unica differenza è che gli elvetici sono stati più bravi e fortunati nel trovare la via della rete rispetto alla squadra di Ventura ma in entrambi i casi il dominio mostrato dagli avversari del Milan sul piano del gioco,della corsa e delle motivazioni è apparso addirittura imbarazzante.Un disastro per il quale potrebbe pagare come accade sempre in questi casi l'allenatore.Ma siamo certi che cacciando Leonardo si riuscirà a rigenerare una squadra vecchia,spenta e senza idee? Ci vorrebbe la bacchetta magica di Harry Potter,ma non risulta che il maghetto inglese abbia frequentato il supercorso di Coverciano".
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