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Wed, 14 Oct 2009 19:31:00

Cassano in Nazionale? No! - di David Lombardo




Tutto vorrebbero "il calciatore" in campo, pochi "l'uomo" in squadra

di David Lombardo




La vicenda Cassano rappresenta una delle questioni che da sempre il calcio ha dovuto affrontare, interessando gli spettatori spesso ancora di più delle prestazioni dei calciatori,  “spettacoli” fuori dall’erba a cui assistevamo tutti, appassionati e divertiti.

Senza tornare troppo lontano nel tempo,  si ricorda l’avvincente “staffetta” che nel 1970 divideva i tifosi della nazionale italiana, impegnata nei mondiali del Messico, in  chi sosteneva la presenza in attacco del fantasista milanista Gianni Rivera e chi invece preferiva la velocità dell’interista Mazzola e chi,“addirittura”, sognava  un attacco con i due contemporaneamente in campo sin dall’inizio, per molti allenatori dell’epoca pura follia ……. ma ancora, il rapporto conflittuale tra Sacchi e Baggio ai mondiali USA 94 oppure l’ennesima staffetta della nazionale tra Baggio e Del Piero a Francia’ 98. Sono alcuni dei tantissimi esempi che si potrebbero fare in assenza di esigenze di sintesi, ma sono sufficienti  ad evidenziare come l’Italia di calcio è sempre stata attratta dai retroscena e da come gli undici azzurri rappresentassero e rappresentino ancora oggi un fenomeno socio-culturale dalle notevoli entità. Tutto ciò, a conferma di quanto affermato di recente in una autorevole testata, poichè che nel “calcio italiano”sempre più il dietro le quinte rappresenti spesso il vero spettacolo , il vero intrattenimento più dello spettacolo stesso.Sarà che di simili vicende, come di quella cassano, noi ne avremo bisogno e ,come da tradizione, desideriamo commentare polemicamente , magari da esperti, per poi alla fine dire: eh…lo dicevo io!!!

Occorre dunque precisare il difficile ruolo dell’allenatore della nazionale italiana. Infatti, dietro il ruolo del C.T. , acronimo di Commissario Tecnico,  si cela un ruolo forse più gravoso rispetto quello del semplice allenatore dei club, in quanto in quelle vesti vi è uno psicologo costretto, con polso , furbizia e carisma, a costruire un gruppo unito in poco tempo. Un selezionatore dunque non solo di calciatori capaci, per questo basterebbe guardare le statistiche,  ma anche di personalità, di caratteri, insomma selezionatore di “grandi uomini”. Qualunque appassionato di calcio saprebbe selezionare i giocatori più forti ma pochi e sicuramente Marcello Lippi, saprebbero scegliere quei calciatori che possano dare un contributo importante per sino anche senza giocare ma stando in panchina o in tribuna ed aiutare la squadra ed evitare polemiche inutili. A pensarci bene, la nazionale che vinse il mondiale tedesco nel 2006 non era sicuramente la più forte di sempre ma differentemente da altre, ma forse come quella che vinse in spagna ‘82 , era quella con più motivazioni, più ferita e magari desiderosa di trovare tramite i successi nel campo quella credibilità in campo internazionale che il popolo italiano avevo perso a causa di calciopoli o quella assoluzione  che, a mondiale concluso, molti non videro riconosciuta. Bisogna perciò chiedersi, prima di constatare la indubbia classe di Antonio Cassano, quanto l’attaccante della Sampdoria sia uomo, pù che sotto l’aspetto prettamente genetico ( non si hanno dubbi ) , bensì sotto quello caratteriale, quanto sia disposto a sacrificarsi nei confronti della squadra. Egli stesso in passato ha confermato di aver causato non pochi grattacapi agli allenatori ed alle società ree di non averlo considerato da subito titolare inamovibile come invece è successo in alcuni periodi nella Roma ed oggi nella Samp.

Si è certi che costui sia veramente cambiato? Che le Cassanate facciano parte di una gioventù tumultuosa e che altresì  abbia acquisito quelle capacità morali proprie di un vero campione in senso lato, proprie , a detta dello stesso Lippi, del romanista Totti.  A tal proposito, Marcello Lippi giusto pochi giorni fa, in una intervista, ha rivelato di prendere in considerazione la riconvocazione del pupone  di roma dopo 4 anni d’assenza. Infatti il movente che spingerebbe il C.T. ad una sua riconvocazione  nonostante l’assenza nel l lungo e difficile cammino delle qualificazioni, sarebbe proprio la considerazione di cui gode il fantasista della Roma, visto  appunto come un “grande UOMO”.

Sarebbe questa la vera questione,  la giusta questione da analizzare , perché in poche partite, la differenza è determinata dal gruppo, dalla sua esperienza, dalla sua  forza mentale e chiaramente, in spirito prettamente  macchiavelliano,  dalla fortuna.  E allora, Cosa succederebbe se a Cassano non gli fosse garantito il posto da titolare?farebbe le valigie come egli stesso ha ammesso di aver fatto agli ultimi europei, quando solo alla seconda partita Donadoni si “permise” di non inserirlo fra i primi undici? Solo un caso che dopo quella esperienza Donadosi vide concludersi il suo rapporto con la nazionale?

Ecco  perchè Marcello Lippi ci pensa bene prima di convocare Antonio Cassano. O sarà forse che non ci pensa più da tempo proprio per niente. Eh sì, più probabile invece che già da tempo le porte della nazionale per il forte fantasista siano chiuse e lo rimarranno fin quando l’attuale C.T. ricoprirà tale ruolo. Quindi discorso chiuso!


David Lombardo - Italia chiama Italia


















































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