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Calcio, Il travolgente campionato delle 'piccole' - di Enrico Varriale
Sat, 31 Oct 2009 12:17:00 Calcio, Il travolgente campionato delle 'piccole' - di Enrico Varriale
"Quel che è peggio però è,che al di là del momento contingente,in riva al Tevere preoccupano le prospettive delle società presiedute da Rosella Sensi e Claudio Lotito"
di Enrico Varriale
"Guardando la rassegna stampa dei giornali italiani,specie il giorno dopo un turno infrasettimanale di campionato come quello andato in scena mercoledì, balza agli occhi quanto il calcio caratterizzi una parte importante degli interessi e degli stati d'animo cittadini.A parte i quotidiani sportivi le prime pagine delle testate di Torino,Milano,Roma e Napoli,hanno fotografato realtà per certi versi anche inattese,messe in risalto da questo primo scorcio della stagione calcistica. Gli umori sono decisamente neri nella capitale.Per la seconda volta consecutiva Roma e Lazio hanno perso entrambe contemporaneamente e adesso comincia a far paura anche una classifica che vede giallorossi e biancolesti risucchiati nei bassifondi,ai margini della zona retrocessione". A scrivere è Enrico Varriale, per Gente d'Italia.
"Quel che è peggio però è,che al di là del momento contingente,in riva al Tevere preoccupano le prospettive delle società presiedute da Rosella Sensi e Claudio Lotito,lontanissime per ragioni economiche dalle ambizioni dei tifosi che continuano a sognare il ritorno agli inizi del 2000 quando lo scudetto era affare che si decideva nel derby del Cupolone.Una parentesi felice,ma fin troppo breve,i cui effetti si stanno riproducendo ancora oggi in negativo sulle due società. I pesanti buchi di bilancio creati infatti a quell'epoca da Franco Sensi e Sergio Cragnotti in lotta per il dominio sul campionato, pesano tutt'ora come un ipoteca su due club impossibilitati a programmare un futuro concorrenziale con le grandi del calcio italiano ed europeo che possano vantare budget oggi inimaginabili per Roma e Lazio.Certo,soprattuto in questo campionato,non mancano gli esempi di società che stanno facendo benissimo surrogando con la competenza le potenzialità economiche inferiori.Ma Roma è Roma,difficilmente portata ad avere pazienza e a perdonare gli errori che pure sono stati commessi in sede di campagna acquisti e nelle gestioni di Ranieri e Ballardini.Il tecnico di Testaccio ancor prima della sconfitta di Udine ha voluto mettere i puntini sulle i,precisando che questa non è la sua squadra e che la stagione sarà molto difficile.Affermazione incontrovertibile,visto che Ranieri è stato chiamato d'urgenza al capezzale giallorosso dopo l'addio di Spalletti,ma anche campanello d'allarme assai preoccuppante perché fa intravedere oltre ai problemi tecnici mostrati sul campo dai giallorossi,anche difficoltà di gestione di un gruppo in cui non sono pochi i giocatori che vorrebbero cambiare aria,dopo il cambio di allenatore.Non è più allegra la situazione dalle parti di Formello.Ballardini ha cominciato benissimo,vincendo a Pechino la supercoppa italiana ai danni dell'Inter.Ma proprio quel successo ha forse illuso troppo l'ambiente e lo stesso presidente Lotito convincendolo ad andare avanti nella politica di inflessibilità nei confronti dei cosiddetti dissidenti,i giocatori in scadenza di contratto che non hanno accettato di rinnovare l'impegno con il club biancoceleste.La rinuncia all'apporto di campioni come Pandev e Ledesma era già difficile da digerire per i tifosi quando le cose andavano bene,figurarsi ora con le sconfitte che si susseguono e con una squadra che appare tremebonda e involuta sotto il profilo del gioco.Entrambi gli allenatori capitolini hanno scelto di rispolverare il lungo ritiro per prepare le due delicatissime sfide di domenica prossima,Roma - Bologna e Siena - Lazio,diventate autentiche sfide salvezza.Un rimedio antico che forse basterà a frenare la valanga ma che certo non pare destinato a risolvere i problemi di fondo.Se a Roma si piange, si ride abbastanza a Genova e a Milano,le altre due città che potranno vivere quest'anno il derby.In quest'inizio di stagione Samp e Genoa così come Inter e Milan,stanno alternando momenti di esaltazione,specie sotto la Lanterna dove non erano molti a scommettere su un campionato da protagonisti per le squadre di Del Neri e Gasperini,a prestazioni deludenti che raffreddano un po’ gli entusiasmi.Tuttavia,fermo restando che soprattutto a Milano in casa neroazzurra, la vera svolta stagionale si attende in Europa con il fondamentale impegno di mercoledì a Kiev contro la Dinamo che gli uomini di Mourinho non potranno assolutamente fallire,sia nel capoluogo lombardo che in quello ligure i tifosi di entrambe le squadre cittadine possono vedere certamente più il bicchiere mezzo pieno che quello mezzo vuoto.Ci si sta invece esaltando a Torino e a Napoli dopo il mercoledì da leoni vissutto sia dagli uomini di Ferrara che da quelli di Mazzarri.Travolgendo la Sampdoria la squadra bianconera ha detto chiaro e forte al campionato di essere l'anti - Inter ,ruolo che veniva attribuito a Buffon e compagni da tutti i pronostici della vigilia.Ma la cosa più confortante per il club del neo presidente Blanc e di aver ritrovato in Amauri un implacabile goleador esaltato da un modulo che affidandogli il peso dell'attacco quale unica punta sfrutta al meglio anche le caratteristiche di Diego e Camoranesi,schierati con Giovinco a supporto del cannoniere cui Marcello Lippi aprirà le porte della nazionale il più presto possibile.Euforia giustificata anche a Napoli per la incredibile rimonta portata a termine contro il Milan.Ancor più che nelle vittorie conquistate in extremis contro Bologna e Fiorentina l'impresa compiuta rimontando due gol nei minuti di recupero ai rossoneri vale molto ma molto di più del punto conquistato.Rappresenta infatti la conferma dell'ottimo lavoro svolto da Mazzarri in pochissime settimane sia sotto il profilo tecnico,con il recupero di giocatori trascurati da Donadoni come Pazienza,Aronica e lo stesso Denis risultato decisivo nei pochi minuti giocati a Firenze e al San paolo,e sia sotto quello del carattere e della convinzione.Il Napoli non è una squadra perfetta ma ora è davvero un gruppo che non molla mai,che mostra in campo e fuori unità di intenti e che non si abbatte anche quando si complica la vita con errori puerili, come quelli commessi nella sfida col Milan in apertura di gara.Con queste premesse su entrambi i fronti,diventa affascinante l'anticipo di domani ale 18 che opporrà all'Olimpico di Torino bianconeri e azzurri.Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro giocheranno contro il loro passato e soprattutto il capitano della Nazionale,"rifiutato" quest'estate dal presidente De Laurentiis,vorrà sicuramente togliersi qualche sassolino dalla scarpa in una sfida tra due squadre in salute che promette spettacolo ed emozioni.
Una notazione finale sul dibattito che stanno suscitando le accuse al calcio italiano rivolte da Fabio Capello che ha parlato di un movimento in mano al tifo violento.Come sempre il Ct dell'Inghilterra non ha detto cose banali e un richiamo alla responsabilità delle istituzioni ,sportive e non, del nostro paese chiamate a combattere una piaga che condiziona da troppi anni il nostro sport più popolare,appare sacrosanto.Sola una cosa però mi lascia perplesso.Il fatto che queste cose Capello le dica in forma pubblica solo adesso,quando lavora lontano dall'Italia mentre quando era qui accenni a questa situazione li faceva solo conversando privatamente con qualche giornalista amico.Oltre alle misure di sicurezza delle forze dell'ordine,ad applicare le leggi esistenti e a tagliare i cordoni che hanno legato qualche società al tifo violento,un po’ di coraggio degli addetti ai lavori nell'affrontare questi temi anche quando toccano il lavoro che si sta svolgendo, sarebbe un contributo importante per migliorare le cose".
Italia chiama Italia

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