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Home / Sport / Chi è Giuliano Razzoli, medaglia d’oro a Vancouver - di Simona Aiuti
Tue, 02 Mar 2010 11:03:00

Chi è Giuliano Razzoli, medaglia d’oro a Vancouver - di Simona Aiuti




L’Italia dello sport è anche fatta di questo: la gioia che abbiamo vissuto con Razzoli ci ha rigenerati. E’ stata una vittoria arrivata nel finale che consacra l’Olimpiade.

di Simona Aiuti


A Vancouver l’Italia ha detto la sua. Ma chi è il giovane Giuliano Razzoli, medaglia d’oro?

Giuliano Razzoli è nato a Reggio Emilia il 18 dicembre 1984, ma vive a Razzolo, è nel gruppo sportivo dell’esercito italiano ed in nazionale dal 2003.

Molti, per via delle origini emiliane comuni, lo hanno affiancato ad Alberto Tomba e noi gli auguriamo lo stesso successo. Ha iniziato a sciare a 5 anni sulle nevi di Febbio. Il padre è ingegnere metalmeccanico ed è stato il suo primo maestro di sci. Negli anni passati soffriva di mal di schiena e fra il 2000 e il 2001 arrivò addirittura a pensare al ritiro.

E’ un tifoso juventino, ama leggere i libri di Stephen King (“It”, il suo preferito). E' grande amico di Giorgio Rocca, suo ex compagno di stanza e, naturalmente, di Alberto Tomba. In questa stagione ha vinto lo slalom di Coppa del Mondo a Zagabria.

Il ragazzo dell’Appennino, zona da cui sono partiti molti emigranti italiani, ha condotto due manches da applausi su una pista che ha dominato e lo sci azzurro festeggia finalmente con lo slalom, all’ultimo tentativo.

Partito con il miglior tempo dopo la prima manche, ha chiuso di 16/100 davanti a Ivica Kostelic e di 44 allo svedese Andre Myhrer. Settimo l’altro azzurro Manfred Moelgg: “Sono contento per Giuliano, è stato veloce tutto l'anno, è un titolo olimpico guadagnato e ha fatto una grande gara”. Esulta dopo tanta fatica, ma con stile e coraggio il 25enne di Razzolo, frazione di Villa Minozzo, un piccolo centro come quelli che hanno dato tanti emigranti all’America.

Applaudito anche da veterano da Giorgio Rocca: “Che andare, che bello”.

Capace anche di commuovere il goliardico e sempre allegro Alberto Tomba, una delle più grandi glorie dello sci mondiale, che nasconde le lacrime dietro agli occhiali neri. “Non ho parole, non so come ho fatto, l’ho fatta grossa. Per Tomba è stato facile vincere medaglia d’oro, per me è stata dura. Sono sceso tranquillo, sapevo che oggi ero il più forte o almeno dopo la prima manche mi sono convinto che era così. Nella seconda sono stato attento. Non ci credo, ma è tutto vero”.

Tra il pubblico anche la famiglia e i tifosi del fan club, giunti in 25 in Canada.

A Villa Razzolo erano in centinaia in piazza per acclamarlo. “Questo oro è per i miei tifosi, per Giorgio Rocca, per la mia squadra, per la federazione che in questi due anni mi ha consentito di fare un ottimo lavoro, per la mia famiglia. Adesso papà dovrà chiudere l’officina, ma dovremo metterci d’accordo, se non ha niente da fare non so come sopportarlo tutto il tempo”. Soddisfatto anche il d.t. Claudio Ravetto.

E’ giunta anche la telefonata del Premier Berlusconi che gli ha detto di provare una gioia indescrivibile, per una gara dominata dall’inizio alla fine.

Si è trattato di una vittoria meritata, e questo oro ci voleva per lui, per la federazione, per i tecnici.

L’Italia dello sport è anche fatta di queste esplosioni improvvise, è questa gioia che abbiamo vissuto con Razzoli ci ha rigenerati. E’ stata una vittoria arrivata nel finale che consacra l’Olimpiade.

Simona Aiuti – Italia chiama Italia


















































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