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Home / Sport / Luciano Gaucci su Calciopoli
Thu, 02 Nov 2006 08:11:00

Luciano Gaucci su Calciopoli


Gaucci


'E' la barzelletta del secolo Dovevano radiare Carraro a vita'

di Xavier Jacobelli



"Hanno fatto una carezza, due carezze, tre carezze e poi basta. Sino a quando non verrà fatta luce sulla Gea non cambierà mai nulla. Tornerò da Santo Domingo soltanto quando sarò sicuro di pagare per ciò che ho fatto e non anche per ciò che non ho fatto"


Bologna, 1 novembre - “Calciopoli? La barzelletta del secolo , come dimostrano le sentenze dell’abitrato Coni. E’ venuto a galla lo 0,1 per cento dei mali del calcio: il problema è l’altro 99,9 per cento che a galla non verrà mai. Hanno fatto finta di voler cambiare tutto perché tutto rimansse come prima. Carraro e Geronzi? Entro fine novembre i miei avvocati presenteranno nuove denunce contro di loro alla magistratura di Roma e di Perugia. Quando tornerò? Quando avrò la certezza di pagare per ciò che ho fatto e non anche per quello che non ho fatto”.

Al telefono da Santo Domingo, la voce di Luciano Gaucci ha un tono deciso e niente affatto dolorante, anche se l’ex presidente del Perugia si è rotto una spalla e un avambraccio per una banale caduta.

“Colpa di un paio di scarpe da ginnastica di fabbricazione cinese. Suola sdrucciolevole, scivolone assicurato. Ma ora va meglio, sto facendo fisioterapia”. Il grande accusatore di Carraro e Geronzi aspetta e spera che la magistratura italiana proceda nelle inchieste che coinvolgono anche lui e la sua famiglia, la Gea e la gestione Gaucci del Perugia.

Nel 2003 mi sono opposto al sistema di Carraro e l’hanno fatta pagare a me e a miei cari. Volevano ridurmi sul lastrico, ma non ci sono riusciti. Sei mesi fa, quando è scoppiata Calciopoli, non mi ero fatto molte illusioni: avevo ragione io. A Carraro e agli altri hanno fatto una carezza, due carezze, tre carezze e poi più nulla. Ma le sembra normale che, con tutto quello che è successo durante la sua presidenza della Federazione, Carraro sia stato assolto dalla Corte Federale che lui stesso aveva nominato? Adesso, addirittura ha fatto ricorso perché vuole persino che gli tolgano la multa che gli hanno dato: che razza di Paese è diventata l’Italia?”.

Gaucci batte e ribatte su un chiodo fisso: “La situazione non potrà mai cambiare sino a quando non verrà fatta piena luce sul caso Gea, la società di procuratori che adesso si è sciolta, ma che ha agito godendo di protezioni, raccomandazioni, regole appositamente cambiate per favorirne l’attività. Ho letto che il commissario Pancalli ha varato il nuovo codice di regolamentazione dei procuratori che vieta ai loro familiari di affiancarli nel mestiere. Era ora. Sa chi stava ai vertici quando questa norma, invece, non c’era e i figli di papà facevano quello che volevano sul mercato? Carraro. Dovevano radiarlo a vita”.

Signor Gaucci, lei è sotto inchiesta perché è accusato di avere causato il crack del Perugia. Come intende discolparsi?“Se non fossi stato massacrato dal sistema, a quest’ora il Perugia sarebbe in Champions League. Io ho ammesso di avere sbagliato, di avere evaso le tasse versando in parte soldi in nero a giocatori e allenatori. Perché ci sono stato costretto e perché, al contrario di altri club che poi sono saltati per aria (Lazio, Napoli, Parma ad esempio), non ho mai seguito la strada delle plusvalenze, degli artifici contabili, dei giocatori sconosciuti messi a bilancio per decine di miliardi di vecchie lire senza che nessuno dicesse niente, senza che chi doveva controllare controllasse. Sono pronto a pagare per ciò che ho fatto, non per ciò che non ho fatto. Ma devono pagare anche gli altri”.


ilgiorno.it


















































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