Alzi la mano chi se lo aspettava. Nessuno, e anche quei pochi ad alzarla molto probabilmente imbrogliano. Le qualità di Riccò sono incredibili, nulla da dire, ma in pochi, davvero in pochi, potevano immaginare che sul traguardo di Agrigento in questa prima frazione in linea del 91° Giro d'Italia, la seconda in assoluto, ad alzare le braccia al cielo sarebbe stato proprio lui.
E invece anche i più scettici dovranno ricredersi perché a regolare la volata del gruppetto dei migliori è proprio Riccardò Ricco, 25enne di Formigine, che di solito la differenza la fa in salita e non in volata.
La tappa vive le prime sue emozioni sulla fuga di Jeremy Roy (Française Des Jeux) e David Loosli (Lampre), che stanno in fuga per quasi 150 km con un vantaggio massimo che arriva anche a 10':10''. La Lipstream però tiene i battistrada a distanza controllata e a 30 km il gruppo è di nuovo compatto.
Una caduta a centro gruppo (che costringe al ritiro David Zabriskie) coinvolge anche Alberto Contador che, invece, porta a termine la tappa senza grossi problemi mantenendosi nelle prime posizioni del gruppo.
Lpr e Liquigas sono le squadre che meglio si muovono negli ultimi km. A 3600 metri dal termine la strada è in leggera salita, ed ecco il forcing di Piepoli (Saunier Duval) per favorire l'attacco di Riccò. Ai 1200 dall'arrivo scatta invece Rodriguez. Savoldelli (Lpr) si getta all'inseguimento dello spagnolo della Caisse d'Epargne con Di Luca alla sua ruota.
L'andatura è troppo elevata e Bettini si rialza. A 150 metri dall'arrivo parte la volata; vince Riccò che precede Di Luca e Rebellini. Franco Pellizotti (Liquigas), quarto sul traguardo di Agrigento, strappa il simbolo del primato all'americano Vande Velde e si veste di rosa.
(eurosport.it)