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Home / Italiani all' estero / Elena, l’italiana arrestata e poi liberata in Guyana, Sud America: “Ho tanta paura. Ma le istituzioni italiane mi stanno vicino"
Thu, 24 Jul 2008 07:55:00

Elena, l’italiana arrestata e poi liberata in Guyana, Sud America: “Ho tanta paura. Ma le istituzioni italiane mi stanno vicino"


Guyana, Sud America


“La cosa assurda e' che la polizia e' venuta ad arrestarmi qui in albergo, perche' quando sono stata liberata su cauzione, non volevo lasciare l'albergo, per paura che mi succedesse qualcosa”, racconta Elena a Italia chiama Italia




Abbiamo parlato lo scorso lunedì 21 luglio del caso di Elena, 27 anni, italiana, arrestata in Guyana, Sud America (http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10201/2008-07-21.html) .

Ieri, è stato pubblicato l’articolo a firma di Ricky Filosa, con le dichiarazioni del console italiano a Caracas, dott. Stefano Pontesilli, riguardo il caso della nostra giovane connazionale (http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10221/2008-07-23.html).

Questa volta è la stessa Elena a raccontare a Italia chiama Italia la sua sventura, e fra le altre cose ha voluto farci i complimenti per i nostri articoli a lei dedicati, “scritti in dettaglio e senza sbagli di eventi”, secondo la stessa connazionale. “Sembra che in Italia siate meglio informati che i giornali qui in Guyana”, commenta ancora. “Gli articoli scritti sul mio caso dai giornali locali sono pieni di fesserie e gli eventi sono sbagliati”.

La giovane italiana ci conferma di essere sempre in contatto con le istituzioni diplomatiche italiane locali, che seguono il suo caso molto da vicino, come lei stessa ci racconta: “Il Dottor Pontesilli del consolato italiano a Caracas mi sta veramente vicino, e' una persona stupenda e come vi ha spiegato, grazie alla richiesta fatta al ministero degli affari esteri in Italia, ha mandato il pagamento per la parcella dell'avvocato per il caso dell'immigrazione illegale” . Specifica inolte di avere “due casi in corte”, in questo momento. “Uno per il primo caso di droga e il secondo perche' le autorita' qui in Guyana dicono che sono in questo paese illegalmente senza visto. Cosa assurda – aggiunge - visto che sono qui contro la mia volonta'!”.
 
Per questo ora Elena ha due avvocati, uno per il caso di droga e un altro per il caso dell'immigrazione.  “Il primo avvocato che segue il caso per droga non ha potuto o voluto fare niente per tirarmi fuori prigione quando mi hanno ri arrestata in albergo”.

Fortunatamente Elena non è sola. “Grazie a Dio c'e' mia mamma qui con me che mi sta molto vicina e senza di lei non so proprio cosa ne sarebba di me! Visto che lei e' tedesca, con l'aiuto del console tedesco, abbiamo preso un altro avvocato che ha veramente fatto di tutto per tirarmi fuori prigione. La cosa assurda e' che la polizia e' venuta ad arrestarmi qui in albergo, perche' quando sono stata liberata su cauzione, non volevo lasciare l'albergo, per paura che mi succedesse qualcosa. Ho passato una notte in prigione e il mattino seguente la polizia mi ha portata in corte. La magistrata ha detto che ero libera, e di tornare il lunedi' seguente. Così sono tornata in albergo, tempo di fare la doccia e la polizia era di nuovo lì per ri arrestarmi. Il mio secondo avvocato si e' subito dato da fare e ha richiesto un Habeas Corpus Ad Subjiciendum, in poche parole un documento firmato dal giudice della corte suprema che mi ha liberata su cauzione. Il documento dice che se la polizia non mi libera con effetto immediato, il commisario di polizia verra' tenuto personalmente responsabile e processato”.
 
Ma secondo quanto ci racconta l’italiana di 27 anni, “la polizia non ha accettato questo documento e il mio avvocato e' tornato a dirmi che il giorno dopo terra' una conferenza stampa e che l'ambasciata italiana contattera' il governo Guyanese, perche' questa e' una violazione dei diritti umani. Mi hanno lasciata di nuovo in prigione. Alle undici di notte e' venuto un ispettore della polizia con questo documento e mi ha liberata. Da allora non mi hanno riarrestata per fortuna, ma vivo costantemente nella paura di dover tornare in quella prigione orribile che viola ogni diritto umano, ove sono stata anche picchiata. Ma questa e' un'altra storia…”, glissa amara Elena.
 
Confessa di avere tanta paura, e ci dice che il suo “amico”, quello che l’ha cacciata in questa storia, “ovviamente è sparito”. 

Ma che fa intanto Elena? “Prego tanto e spero che si risolva tutto per il meglio”. Ce lo auguriamo anche noi, cara Elena, ce lo auguriamo anche noi.

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