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Home / Italiani all' estero / Rai International e Obama – di Silvana Mangione
Wed, 20 Aug 2008 07:55:00

Rai International e Obama – di Silvana Mangione


Silvana Mangione


“Rai International si rivolge a tutto il mondo e nel mondo sono compresi anche gli USA, per i quali Barak Obama e John McCain non sono personaggi politici stranieri, ma rappresentano la scelta alternativa dalla quale dovrà emergere il prossimo Presidente americano”

di Silvana Mangione



Il programma di approfondimento del Tg3 della RAI sceglie come argomento Barak Obama, il candidato democratico alla Casa Bianca. Il 12 agosto scorso RAI International/RAItalia manda in onda in Nord America quella puntata di “Primo Piano” ed è immediata la reazione dei Com.It.Es. degli USA. Nessuno vuole censurare l’assoluta libertà di stampa di mamma RAI, ma il problema sta nel rispetto della par condicio, che ha – negli Stati Uniti – regole precise, scritte e non scritte, di prassi e di legge. Chi, come me, segue da vicino e costantemente l’epos di queste elezioni presidenziali, che non finiscono mai, e guarda gli special “elettorali” praticamente su tutti i canali, sa bene che ai due candidati viene riservato sempre lo stesso tempo, anche se spesso viene messo in migliore luce l’uno invece dell’altro, a seconda delle preferenze della rete TV in questione. Il “politicamente corretto” qui è un obbligo al quale si adeguano anche i giganti della comunicazione audiovisiva. Ecco dunque la ragione profonda della reazione dei rappresentanti di base delle nostre comunità.

Liberissimi il Tg3, la RAI, RAI International/RAItalia di dare spazio a questo personaggio, indubbiamente diverso dalla maggior parte dei candidati che si sono succeduti nell’ultimo secolo. Ma bisognava annunciare all’inizio o al termine della trasmissione su Obama l’impegno di dare altrettanto spazio all’altro, a John McCain. Il Coordinatore dei Com.It.Es. degli USA, Carmelo Cicala scrive: «DishNetwork, i sistemi cavo e tutte le trasmittenti che ripetono e divulgano i programmi RAItalia negli Stati Uniti, lo fanno sotto licenza della FCC (Federal Communication Commission) che per una violazione simile a quella commessa il 12 agosto  da RAItalia (che in effetti  hanno diciamo ingenuamente commesso mandando in onda il servizio, sebbene la legge non ammette ignoranza) rischierebbero oltre ad una grossa sanzione pecuniaria anche il pericolo di essere oscurati ed avere la licenza revocata». Nessuno vuole, ovviamente, arrivare a questo estremo, perché la comunità vuole continuare a vedere i programmi che arrivano dall’Italia e i Com.It.Es. vogliono che il loro desiderio venga soddisfatto. Basterebbe, dunque, come dicevamo prima e tanto per iniziare, dedicare lo stesso tempo, nella stessa fascia oraria di ascolto, ad un programma simile incentrato su McCain. A chi potrebbe sostenere che l’Italia non ha l’obbligo di rispettare la par condicio per quanto riguarda personaggi politici stranieri si dovrebbe rispondere: «Certo, questo è vero, fino a quando si tratta di notizie di attualità oppure di trasmissioni prodotte in Italia esclusivamente per un pubblico residente all’interno dei confini italiani».

Ma RAI International si rivolge a tutto il mondo e nel mondo sono compresi anche gli USA, per i quali Barak Obama e John McCain non sono personaggi politici stranieri, ma rappresentano la scelta alternativa dalla quale dovrà emergere il prossimo Presidente americano. Il Presidente di uno dei Paesi più importanti del globo. RAI International/RAItalia si rivolge agli italofoni, che non sono necessariamente tutti cittadini italiani, ma anche doppi cittadini, cittadini americani di origine italiana, cittadini americani tout court, che voteranno alle consultazioni di novembre e che potrebbero essere influenzati, in un senso o nell’altro, dalla lettura italiana di una candidatura che qui viene presentata secondo altri canoni. Ecco dove “l’ingenuità”, come la chiama Carmelo Cicala, commessa dai programmatori che hanno mandato in onda il servizio negli Stati Uniti potrebbe addirittura far sorgere la quaestio dell’“indebita interferenza” nel regolare svolgimento delle elezioni in un Paese estero. Sono sicurissima che non era questa la volontà di chi si occupa del palinsesto RAItalia, perciò attendo, insieme a tutti i telespettatori della nostra RAI, che faccia la sua apparizione al più presto uno special su John McCain. 


Silvana Mangione – Gente d'ItaliaItalia chiama Italia

 


















































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