Mon, 15 Sep 2008 08:00:00 Il futuro della stampa italiana nel mondo? E' il web - di Ricky Filosa
 Ricky Filosa, direttore Italia chiama Italia |
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"Si svegli l'Italia, si sveglino le istituzioni, e sappiano riconoscere finalmente le enormi qualità e potenzialità dell'informazione online, ma non solo; dell'informazione seria, puntuale, equilibrata più possibile, e che sappia comunque dare spazio a tutte le voci, a tutte le opinioni"
Ho letto l'articolo del direttore di Gente d'Italia, Mimmo Porpiglia, pubblicato sul numero del 9 settembre del giornale delle Americhe: "Forse siamo stati i primi al mondo", intitolava l'editoriale, facendo riferimento al fatto che gli italiani siano stati probabilmente i primi a fare informazione legata ai propri connazionali residenti all'estero (STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO Quale futuro per la stampa italiana nel mondo? - di Mimmo Porpiglia). Un'analisi attenta, puntuale, ricca di riflessioni e di sacrosante verità, in perfetto stile Gente d'Italia. Una importanza particolare viene data a quella che è la nuova forma di comunicare e di fare informazione: il web. Internet è, indiscutibilmente, lo strumento che ha trasformato radicalmente il mondo dell'informazione, che ormai avviene in tempo reale, senza aspettare il giorno dopo per pubblicare notizie e approfondimenti; lo strumento che permette di usare infinite foto - senza paura di occupare troppo spazio - ma soprattutto file multimediali, come video e documenti sonori. Italia chiama Italia è certamente basata su questa formula: noi più di altri operatori online, soprattutto per quanto riguarda l'informazione 'dedicata', abbiamo capito che il segreto è sfruttare al massimo tutte le potenzialità che il web ci offre, facendo informazione multimediale e interattiva, aggiungendo ai nostri articoli - quando possiamo - documenti audiovisivi, che portano quindi la televisione e il mondo del video dentro le pagine del nostro sito. Non solo: mentre in genere su internet si trovano notizie 'flash', di poche righe, sul nostro portale esistono gli approfondimenti, le interviste, i servizi, le inchieste. Esiste un importante lavoro di redazione. Non ci limitiamo a riportare la notizia in maniera fredda, ma la commentiamo, la analizziamo, andiamo a cercare i protagonisti della politica - ma non solo - per chiedere loro opinioni e commenti su fatti di attualità che interessano gli italiani d'Italia e quelli residenti oltre confine. Ancora: con Italia chiama Italia abbiamo portato gli italiani nel mondo nel nostro Paese; abbiamo fatto in modo - sì, ci siamo riusciti, e così sarà sempre di più - che anche in Italia si parlasse di italiani all'estero, che anche all'interno dei confini nazionali ci si potesse informare su tutto ciò che riguarda gli italiani che vivono lontano dalla loro Patria. Non abbiamo la presunzione di dire che a far questo siamo gli unici, o che siamo i migliori, ma certamente - rispetto a tutte le altre realtà esistenti - siamo "un'altra cosa". Dall'editoriale di Porpiglia: "Gli italiani in Italia soffrono una ingiustificabile ignoranza circa la realtà vera e attuale delle condizioni sociali, economiche e culturali del complesso e variegato mondo degli italiani all’estero". E' vero. E Italia chiama Italia ha contribuito certamente a portare in Italia gli italiani all'estero. Mimmo Porpiglia ha ragione da vendere quando dice che bisogna ripartire dai giornalisti: troppe persone, oggi, scrivono per hobby, perchè vogliono occupare il proprio tempo con qualcosa che a loro piace e dà soddisfazioni. Benissimo. Spazio a tutti. Ma essere un giornalista per davvero è un'altra cosa: vuol dire respirare dal mattino quando ti alzi, fino alla sera quando vai a letto, aria di informazione; vuol dire vivere l'informazione come fosse qualcosa che ormai fa parte di te, un braccio, un occhio della testa. Vuol dire analizzare, pensare, studiare, anche quando magari dalla terrazza di casa tua hai lo sguardo puntato verso il mare e le sue onde in continuo movimento: anche lì, il giornalista riflette, mette insieme i dati acquisiti durante la giornata o la settimana, commenta a se stesso e poi capisce da chi deve andare a chiedere spiegazioni, chi deve "pungolare" su determinati fatti, chi deve criticare o sostenere. Sì, perchè la penna resta, in questa era moderna da terzo millennio, l'arma più potente, la lama più affilata e tagliente che ci possa essere: e ciò che si scrive rimane nel tempo, non ha fine, specialmente sul web. Articoli, interviste, commenti e opinioni rimangono online per sempre; parole su parole che diventano documenti attraverso i quali poter conoscere e interpretare le diverse realtà che nel tempo ci si presentano davanti agli occhi, che nel tempo cambiano e evolvono perchè il mondo è in continua trasformazione. Qual è allora, e quale deve essere, il ruolo della stampa italiana nel mondo? Quale futuro ci attende? Il futuro è adesso, sta nei giorni che viviamo, sta nell'oggi, nel presente, nel percorso: si svegli l'Italia, si sveglino le istituzioni, e sappiano riconoscere finalmente le enormi qualità e potenzialità dell'informazione online, ma non solo; dell'informazione seria, puntuale, equilibrata più possibile, e che sappia comunque dare spazio a tutte le voci, a tutte le opinioni. Allora sì che i liberi editori saranno liberi per davvero, indipendenti fino in fondo: perchè gli unici a cui noi vogliamo dare spiegazioni, gli unici a cui noi dobbiamo rendere conto, sono i nostri lettori.
Ricky Filosa - Italia chiama Italia ricky@italiachiamaitalia.com
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