Mon, 29 Sep 2008 07:55:00 Gli eletti all'estero? Non servono nè all'Italia nè agli italiani nel mondo - di Margherita Genovese
"Il bacino elettorale nel mondo è una ghiotta occasione, ma consideratela pure un'occasione perduta"
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Pur non condividendo al 100% quanto scritto dalla nostra collaboratrice, abbiamo deciso di pubblicare la sua lettera, perchè la libertà di opinione è sacra. Se qualcuno avrà qualcosa da dire, ci scriva pure: redazione@italiachiamaitalia.com Il dibattito è aperto. Caro Direttore, il problema degli eletti all'estero, non deriva tanto dal fatto che siano sempre gli stessi, tanto, non li conosciamo, lo dice proprio Lei: l'uno vale l' altro. Abbiamo imparato a distinguere dal numero la senatrice Rebuzzi, che scriveva sulle pagine di questo giornale e ci raccontava di sè e dei suoi impegni, e di cui abbiamo apprezzato anche i generosi interventi a favore di chi le ha chiesto aiuto. Chissà perchè, le hanno preferito qualcun altro. I misteri della politica!
Il problema dei "vostri" rappresentanti è molto più semplice: non hanno progetti da far approvare in Parlamento, non fanno interpellanze parlamentari (non tutti almeno, e quelle che sono state fatte si possono contare sulle dita di una mano) che qui in Italia seguiamo con interesse attraverso puntuali collegamenti televisivi, non si interessano della politica nazionale (tranne forse qualcuno, che però sulla stampa nazionale è inesistente), non partecipano in alcun modo alle diatribe che animano i percorsi legislativi di questo Paese (senza comunque fare di tutta l'erba un fascio); insomma, i più sono fantasmi che si nascondono durante la legislatura e si danno da fare, probabilmente in modo clientelare, solo quando c'è da raccattare voti. Perchè dovremmo amarli? Lo stesso Tremaglia ha sicuramente voluto dar voce agli italiani nel mondo perchè imparassimo a conoscerli, a sentirli vicini, a farli contribuire alla costruzione di una storia importante per il nostro Paese e alla diffusione dell' immagine che vogliamo dare all'Italia. La prima delusione sugli effetti modestissimi che la sua idea di Patria ha prodotto, deve essere stata proprio la sua, del Padre del voto all'estero, dell' ideatore di una creatura che si è indebolita in breve tempo. E abbiamo anche capito dagli articoli che leggiamo sul suo giornale che questa delusione c'è; anche in Tremaglia. Noi amiamo gli italiani del mondo, sinceramente e profondamente: siamo sicuri che le vecchie generazioni nutrono dei rimpianti, e che le nuove sono curiose di noi. Possiamo pensare che molti di loro vivano meglio, ma che altri abbiano bisogno di aiuto. I vostri eletti non sanno dare voce a nessuna fascia sociale, non si sbilanciano a favore dell'una o dell'altra, vivono in una specie di limbo come principi senza corona svuotati di pensieri e di capacità di governo. In tempi in cui la riduzione dei parlamentari e la trasparenza sulle loro attività istituzionali diventano simboli e prerequisiti per un nuovo modo di fare politica ( i radicali sono promotori di una legge che renderà possibile pubblicare sul web le prerogative e il lavoro di ciascun parlamentare), credere che gli elettori possano ancora votare per mantenere gli odiosi privilegi di dichiarati "fannulloni" , è proprio un' illusione che nessuno può avallare, pena il discredito: anche nell'interesse di chi vive all'estero, che può trovare un punto di riferimento più concreto e realistico in politici "conosciuti" di grande respiro e di più grande acutezza. Il bacino elettorale nel mondo è una ghiotta occasione, ma consideratela pure un'occasione perduta. Cordialmente,
Margherita Genovese - Italia chiama Italia
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