Nicola Di Girolamo è il senatore del PdL eletto in Europa che in questi mesi ha fatto tanto parlare di sè. Accusato di essersi candidato alle elezioni senza averne i necessari recquisiti, è stato più volte attaccato da destra e sinistra. Italia chiama Italia si è occupata fin dall'inizio del suo caso, arrivando anche a chiedere al senatore di presentare le sue dimissioni. Insomma, chi ci segue lo sa, noi non siamo stati affatto teneri nei riguardi dell'eletto all'estero.
Oggi, il senatore scrive al nostro giornale e si mette a disposizione per eventuali chiarimenti. Abbiamo pensato e riflettuto a lungo sull'opportunità - o meno - di pubblicare la lettera del senatore di An: alla fine abbiamo deciso di dare spazio al suo scritto, perchè su Italia chiama Italia tutti hanno il diritto di dire la loro e di essere ascoltati, nei limiti della decenza e del rispetto reciproco.
Alla prima occasione, intervisteremo il senatore Di Girolamo per cercare di capire meglio quali sono "le motivazioni ed i fatti non noti che hanno determinato le indegne iniziative di cui sono stato fatto oggetto", come lui stesso scrive. A questo punto, siamo proprio curiosi...
Di seguito, pubblichiamo integralmente la lettera di Nicola Di Girolamo al direttore Ricky Filosa:
Preg.mo Signor Direttore,
come a Lei ben noto, sin da pochi giorni dopo la mia investitura ho dovuto patire durissimi ed infamanti attacchi da parte di una certa stampa, ivi compreso il Suo giornale.
Malgrado ciò, non ho mai inteso rispondere e difendermi pubblicamente, pur avendo valida ed inconfutabile documentazione a sostegno.
Appartengo a quella 'scuola' di pensiero nella quale viene insegnato che, se e quando si fa parte di una squadra, non è assolutamente possibile oltre che lecito aggredirne (peraltro pubblicamente) un membro.
Ho sempre applicato e rispettato questo codice di comportamento ed anche in questo caso ho aderito alle indicazioni del gruppo del PDL che riteneva opportuno mantenere un 'basso profilo' per non alimentare polemiche che, amplificate strumentalmente, avrebbero potuto nuocere all'immagine del costituendo partito.
Purtroppo di ben diversa 'scuola' il signor Fantetti, il quale, lo scorso aprile, non riuscendo a rassegnarsi per la sconfitta subita sul campo, cercava in tutti modi di accostare alcuni miei collaboratori avanzando richieste e minacciando che in difetto avrebbe potuto, grazie a delle sue amicizie, farmi passare dei 'guai gravissimi'.
Al mio netto rifiuto seguivano i noti fatti e le note vicende giudiziarie.
In questi 4 mesi, malgrado ci si trovi, come a Lei ben noto, in una fase istruttoria del procedimento a mio carico (fase nella quale quindi ancora tutte le accuse dovranno essere provate), di fatto però sono stato già processato, giudicato e addirittura proposto alla destituzione dalla carica.
Oggi, quindi, alla luce della determinazione della Giunta, ho finalmente la possibilità di poter dare anche la mia versione dei fatti.
In tal senso quindi sono a Sua disposizione per rispondere alle domande che mi si vorranno porre e rendere pubbliche le motivazioni ed i fatti non noti che hanno determinato le indegne iniziative di cui sono stato fatto oggetto.
Nicola Di Girolamo*
*senatore del Popolo della Libertà eletto in Europa
Italia chiama Italia
