Con non poche difficoltà organizzative, anche perchè questo è un Paese dove sono tante le restrizioni, sono riuscito, insieme e grazie al prezioso aiuto di Vincenzo Rashella, Sergio Grasso e GianMaria Le Mura, a mettere in scena questo programma.
“MEDITERRANEAS”, una cinque giorni di incontri e cene basate sulla cucina siciliana e l’unfluenza Araba nel Mediterraneo, in particolare sull’isola appunto di Sicilia.
Questo evento ha lo scopo principe di promuovere la cultura che hanno i due Paesi (l’Italia del sud e il Medio Oriente); si vuole andare oltre alla classica promozione del marchio ITALIA. Questa operazione di avvicinamento vuole far capire ai sauditi che sono tante le similitudini fra i due paesi, e non solo in temini gastronomici.
E’ un programma certamente ambizioso, ma io personalmente lo vedo molto frivolo, questo mi dà la possibilità di migliorare e di coinvolgere nella prossima edizione il Governo Italiano: purtroppo debbo registrare una sua mancanza, non certa voluta da me, ma da alcuni signori....
Io da cittadino Italiano ho sentito la necessità di collaborare e di contribuire ala rinascita economica dell’Italia, ma forse qualcuno dell’ufficio accanto al ministero delle Politiche Agricole non ha a cuore le sorti di questo Paese.
Come già in alcuni miei precedenti articoli scrissi, l’Italia è un grande Paese, e sono due punti fondamentali da tener presente: prima di tutto il turismo (il neo Ministro Brambilla l'ha capito subito e credo che farà benissimo il suo lavoro) e il secondo è certamente l’export: se noi non riusciamo ad aumentare questo settore e a lavorare su quei paesi dove - seppur la presenza italiana sia minima, ma i prodotti italiani fanno sempre la loro parte -, l’Italia sarà messa al bando.
Se solo penso che in Arabia Saudita il Consolato Italiano rilascia ogni anno più di 200.000 mila visti per l’ingresso in Italia questo mi fa ben sperare; ci sono altri dati che sono stati redatti dall’ICE locale, e credetemi i numeri sono da considerare e credo che il Governo stesso debba tener presente questi numeri, altrimenti perdiamo terreno e i nostri amici tedeschi e francesi si mangiano tutta la torta in ballo.
Debbo purtoppo, con rammarico, dire anche che il governo in questo mi ha lasciato completamente solo; nove mesi fa ho inviato un mio progetto per la valorizzazione del marchio ITALIA qui in Arabia, ma nulla, e debbo anche registrare che purtroppo anche gli operatori locali hanno le stesse difficoltà, perchè - è stato detto da qualche funzionario POLITICO -, l’Arabia Saudita non rientra nei programmi di investimento di questo Governo. Si vede che certi numeri non fanno gola.
Sono dati che secondo me vanno tenuti conto e vanno analizzati, per questo motivo ho voluto con forza fare questo evento perchè credo che tra i due PAESI si possa avere una collaborazione non solo in termini di interscambio ma anche e sopratutto culturale.
Sono partito solo e continuerò da solo, come sempre, ma lasciatemi dire una cosa: tutti parlano di quesata crisi, alcuni sostengono che non c’è mai stata, forse, ma se continuiamo a perdere terreno nei paesi come l’Arabia Saudita non credo che l’Italia si possa sottrarre ad eventuali crisi di export, già fortemente penalizzato dall’ingresso dell’euro che ha certamente dato una mano nell’acquisto delle materie prime ma non ha certamente contribuito alla vendita.
Questo è un evento che vuole avere la presunzione di aprire le porte per un futuro migliore, e sono certo e più che convinto che sia il Ministro Zaia che il neo-Ministro Brambilla sapranno bene prendere al volo queste opportunità, e per questo che mi rivolgo a loro.
Eduardo De Filippo diceva - e ne fece anche una commedia - che “gli esami non finisco mai”; mai come in questo caso la frase può essere più azzeccata. Ma noi italiani sapremo superare gli esami?
Esposito Emanuele* - Italia chiama Italia
*executive chef in Arabia Saudita