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Italiani all'estero, Sassi (Comites di Miami) "regista"; Gente d'Italia: "Ora basta, vada a difendersi in tribunale"
Mon, 22 Jun 2009 19:10:00 Italiani all'estero, Sassi (Comites di Miami) "regista"; Gente d'Italia: "Ora basta, vada a difendersi in tribunale"
 Cesare Sassi, Comites Miami |
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"E così il nostro, travestito, armato di telecamera, si è recato appunto in un appartamento a Key Biscayne sfoggiando una dote che certamente possiede, quella della fantasia"
"Dicono che le doti di un buon detective siano la fantasia, la capacità di leggere i fatti, e l’intelligenza. Nei giorni scorsi, forse annebbiato dai fumi del rinvio a giudizio ( deve rispondere davanti al Tribunale di Roma di falso ideologico) Cesare Sassi, travestito detective, ha creduto di aver portato a termine un colpo da maestro. E così il nostro, travestito, armato di telecamera, si è recato appunto in un appartamento a Key Biscayne sfoggiando una dote che certamente possiede, quella della fantasia. Si è aggirato, sempre telecamerato, per le stanze dell’appartamento dove una volta c’era la redazione del nostro giornale e ha indicato dov’erano i computer, dove si trovava l’archivio e dove sta il cesso. Qui si è fermato dicendo: come vedete questo appartamento è vuoto. Ed ha aggiunto rivolgendosi agli spettatori ai quali ha inviato il video: “L’appartamento è vuoto e la redazione del giornale non c’è”". Questo è quanto si legge in un articolo di Gente d'Italia, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia. "In quel momento Cesare Sassi stava recitando – ma lo ignorava – come un personaggio alla Verdone. Anzi sembrava monsieur De La Palisse mentre esclamava: il signor De La Palisse è morto, ma un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo. Con quel video Sassi ha dimostrato la sua fantasia. Ma ha ammesso implicitamente di non saper leggere. Perchè sul numero 40 del 20 febbraio scorso, rispondendo ad un senatore della Lega, avevamo ribadito la chiusura della redazione di Miami del nostro giornale e la cessazione già dallo scorso anno della stampa e diffusione dello stesso. Sarebbe dunque bastato a Sassi leggere quell’annuncio per evitare di fare una figura di meschino. Quindi davanti a quel cesso dal quale si levava l’audio: “Qui non c’è la redazione del giornale” non ci resta che sorridere. La guerra che è stata scatenata da una parte del Comites di Miami capitanata da Sassi contro questo giornale ( colpevole di non aver assecondato Sassi nella sua campagna per la presidenza del Comites stesso e di averlo accusato di utilizzare a fini di propaganda elettorale il bollettino del Comites) aveva infatti determinato un clima di pericolosa tensione. Tant’è che la nostra vice direttrice per le Americhe fu costretta, a seguito di una aggressione e di continue minacce, a presentare il 10 giugno 2006 una denuncia alla polizia di Miami ( reporter n. 0601329). Poiché le intimidazioni da allora sono continuate fu la stessa polizia di Miami a consigliarci di cambiare indirizzo e numeri di telefono e di non renderlo noto onde evitare che la nostra sede ed il nostro personale potesse essere esposto a ritorsioni ed essere preso di mira ancora una volta. Gli amici di Sassi, a questo punto, dovrebbero consigliargli, per il suo bene, di concentrare le sue forze nel prepararsi ad affrontare davanti al Tribunale di Roma il processo per falso ideologico nel quale sono coinvolti con la stessa imputazione altri quattro consiglieri del Comites che lo hanno assecondato nell’attestare che questo giornale non esiste. E dovrebbero evitare di lasciarsi coinvolgere dalla disperazione che deve aver travolto il povero Sassi dal momento in cui ha saputo che un Pubblico Ministero lo accusava di essere un pubblico ufficiale bugiardo e soprattutto da quando un giudice terzo, qual è appunto quello delle indagini preliminari, ha confermato queste accuse e ne ha disposto il rinvio a giudizio. Nei prossimi giorni vi racconteremo altre imprese in cui si sta cacciando il presidente del Comites nel suo nuovo ruolo di travestito detective. La scena del cesso dal quale si leva l’audio di Sassi è poca cosa rispetto alle nuove gag. Non ci resta, cari lettori, che ridere.
"PS In una nota Sassi parla di interessi dell’ex console di Miami, Colognato. Al riguardo è stata preannunciata dalla direzione di Gente d’Italia una nuova denuncia per diffamazione (“Ora i membri del Comites sono stati rinviati a giudizio per falso ideologico dalla Procura di Roma – scrive Sassi - e dovranno difendersi dalle accuse di questi pseudo-editori-giornalisti, che per arricchirsi, non solo sottraggono risorse allo Stato, ma creano danni a tutta la comunità italiana".)…
Sassi dovrebbe non ignorare che per la legge italiana una eventuale seconda condanna elimina il beneficio della condizionale ed apre lo porte del carcere. Ma apre anche un nuovo filone di indagine: quello dei rapporti tra lui e il mondo consolare. E tutto ciò ci ricorda la storia di Sansone raccontata nel Libro dei Giudici".
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