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“Riguardo alla prospettata chiusura di circa 20 sedi estere siamo ben consapevoli di non trovarci dinanzi ad una scelta puntuale del Governo piuttosto dinanzi ad una maldestra e certamente poco razionale, riorganizzazione amministrativa di un Ministero, che aveva bisogno di tagliare e di contenersi nelle sue spese, e l’ha fatto nel peggiore dei modi”. Con queste parole è intervenuto Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL in occasione dell’audizione del sottosegretario Mantica in Commissione esteri alla Camera.
“Le voci di polemica che si sono levate contro il Mae sono veramente tante – ha continuato - ma molti fanno finta di polemizzare e di criticare senza però offrire validi progetti alternativi e senza cercare tavoli di discussione attraverso i quali tener conto di altre soluzioni. Noi prendiamo distanza da questa contestazione di facciata perché crediamo che nella concretezza si arrivi a molto, senza il bisogno di urlare”.
“Abbiamo evidenziato – ha precisato Di Biagio - allo stesso ministro Frattini, l’amarezza per non essere stati coinvolti e di non essere stati interpellati sulle scelte del ministero e sui progetti di ridefinizione della sua rete all’estero. Ma a tal riguardo, condividendo il pensiero dei colleghi eletti all’estero del PdL, siamo fiduciosi ed auspichiamo la predisposizione di un progetto condiviso e soprattutto ragionato che ci permetta di arrivare, carte alla mano, a soluzioni che non compromettano la tranquillità delle nostre comunità all’estero”.
“Già con i colleghi sono stati predisposti dei tavoli tecnici nei quali sono stati analizzati, consolato per consolato, le varie spese, le varie eccedenze e quanto potrebbe essere tagliato qualora si intendesse procedere ad un declassamento di questi piuttosto che ad una chiusura. Abbiamo provveduto ad elaborare delle tabelle tecniche che, focalizzate sulle venti sedi potenzialmente in chiusura, ci permettono di poter evidenziare che un loro declassamento permetterebbe un risparmio superiore ai 5 milioni di euro”.
“Il nostro obbiettivo prioritario – ha concluso - sarà quello di portare la Farnesina ad una responsabilizzazione delle sue scelte e della tremenda ricaduta che queste avranno sulle nostre comunità all’estero. Qualora dovessimo assistere ad un ulteriore diniego da parte di questo ministero sarà dura la nostra opposizione e la nostra protesta con tutti i mezzi che saranno nelle nostre disponibilità. E’ inaccettabile che si proceda in questa direzione, è inaccettabile che i nostri connazionali debbano fare chilometri per ottenere un documento, ed è inaccettabile che sopravvivano sacche di spreco così evidenti, lasciate praticamente inalterate”.
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