Mon, 29 Jun 2009 10:00:00 Italiani all'estero, tutti contro Mantica. Ma per i 18 sarà un boomerang - di Ricky Filosa
 Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri |
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"Un braccio di ferro, quello fra gli eletti e il governo, che, secondo noi, non porterà a un bel niente. E se è vero che la battaglia della maggioranza degli eletti oltre confine è sacrosanta e legittima, è vero anche che alla fine si dimostrerà , per tutti loro, un vero e proprio boomerang"
di Ricky Filosa, dal numero di 'Gente d'Italia' di venerdì 26 giugno 2009
Consolati italiani all'estero: di questo si sta continuando a parlare in questi giorni e settimane in quella che è la nicchia degli italiani nel mondo. E gli animi sono molto accesi. Il governo, infatti, intende chiudere diverse sedi consolari. Sul nostro giornale ne abbiamo già dato ampiamente conto, fornendo ai lettori tutti i dettagli, anche quelli più tecnici, più noiosi - se vogliamo -, affinchè potessero giudicare da sè e farsi una propria idea. Personalmente, un'idea me la sono fatta anch'io, e non da oggi. Ma torniamo per un momento ai fatti, prima di passare a un eventuale ragionamento. Dunque, facendo un piccolo passo indietro, partiamo dall'ultima Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli italiani all'estero, tenutasi un paio di mesi fa a Roma. In quell'occasione, a chiusura dei lavori, il Cgie tutto - o quasi - approvò un documento con il quale il Consiglio, in estrema sintesi, chiedeva le dimissioni del sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica. Tale documento, lo sottolineiamo perchè non ci sembra un aspetto da trascurare, venne firmato da consiglieri sia di destra che di sinistra; i consiglieri, quindi, in maniera trasversale, hanno chiesto la testa di Mantica. Dopo tale episodio, si scatenò l'inferno; o meglio, si sviluppò una scenografia tale da far pensare proprio al regno di Belzebù. La mossa del Cgie, che unito, in maniera trasversale, prende a schiaffi il governo, ringalluzisce gli eletti all'estero dell'opposizione. Diamine, pensano, se non agiamo adesso, se non continuiamo su questa linea, approfittando anche dei colleghi pidiellini che - mettetela come volete - sono caduti nella rete, quando ci ricapita più un'occasione del genere? E allora via, comunicati a raffica: critiche al governo - "si vergogni!" - da parte di tutto il Pd estero, eletti e coordinamento centrale; ogni intervista, poi, e' buona per gettare fango su Mantica, su Frattini, sul Mae, sul governo. Abbiamo voluto sciogliere le redini ai cavalli targati Pd, e questa situazione che si è venuta a creare - quella cioè che vede il sottosegretario Mantica messo in croce da tutti - era il minimo che ci si potesse aspettare. Chiuso l'inciso. Andiamo avanti: il Partito Democratico, questa volta dalla Svizzera, sottolinea l'inadeguatezza di Mantica, che - sempre secondo il Pd Svizzera - non sarebbe adatto a svolgere il ruolo che gli è stato assegnato. Anche il Pd Svizzera chiede le dimissioni del sottosegretario. Lo stesso fanno i Comites svizzeri, che - lo diciamo ad onor del vero - sono per la maggior parte, se non tutti, di colore rosso fuoco. Ma il bello è che il Pd non è solo nella sua battaglia. Tutti i deputati del PdL eletti all'estero la pensano allo stesso modo: anche loro, come i consiglieri di destra del Cgie che hanno votato la "mozione Mantica", si sono accodati. Anche loro contro il governo, tutti insieme appassionatamente. Il responsabile del PdL all'estero, l'On. Aldo Di Biagio, minaccia addirittura "una opposizione durissima", se la Farnesina non darà ascolto agli eletti all'estero. Visto da un punto di vista politico, sorprende non poco, a dir la verità, il fatto che nessuno degli eletti appartenenti alla maggioranza sappia spiegare ai propri elettori il perchè delle scelte di questo governo. Seguono la corrente - la cosa più facile da fare, forse - e non provano nemmeno a capire Mantica e Frattini, come invece ha fatto in una recente intervista il Sen. Basilio Giordano, eletto nel Nord e Centro America. "Capisco Mantica", ha dichiarato. Meno male che ancora c'è qualcuno che non è disposto a condannare Mantica solo per demagogia. Un braccio di ferro, quello fra gli eletti e il governo, che, secondo noi, non porterà a un bel niente. E se è vero che la battaglia della maggioranza degli eletti oltre confine è sacrosanta e legittima, è vero anche che alla fine si dimostrerà, per tutti loro, un vero e proprio boomerang. Nonostante tutti gli sforzi messi in campo, infatti, non raggiungeranno i loro obiettivi: il governo andrà avanti, guardando dritto davanti a sè, come un cavallo coi paraocchi, perchè è sicuro di ciò che sta facendo. La ristrutturazione e la razionalizzazione della rete consolare non verrà fermata. Così gli eletti all'estero, oltre a fare un bel buco nell'acqua, dimostreranno ancora una volta che servono a poco o niente, che nessuno li ascolta, che non hanno nessun peso nelle decisioni del governo centrale. Tornando così ad alimentare le polemiche e i dubbi sull'utilità di avere 18 parlamentari eletti oltre confine nel parlamento italiano. "Mantica è una persona molto preparata e sicuramente le sue decisioni hanno delle motivazioni fondate. Sicuramente i tagli non sono stati effettuati a caso. Con il governo c’è uno scambio costante e quotidiano": sono parole di Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto in Europa. Se è vero, quindi, come dichiara Picchi, che Mantica sa quel che fa, e che le scelte del governo sono dettate da una situazione economica ben precisa; e se è vero che "con il governo c'è uno scambio costante e quotidiano" di vedute e opinioni, allora perchè scaldarsi tanto? Perchè non provare a dare fiducia a Mantica e al suo lavoro? Perchè dimostrare ai milioni di italiani all'estero che hanno votato e mandato a Roma dei propri rappresentanti, che i loro eletti non sono in condizione di cambiare nulla? Sulla chiusura dei consolati italiani all'estero - fatta salva qualche piccola eccezione - il governo italiano non tornerà indietro, anche perchè - si sa - non ha fra le sue priorità gli italiani nel mondo; perchè se dicesse sì al Mae, dovrebbe dire sì anche a tutti gli altri ministeri. Che hanno tutti subìto tagli. E che si sono già messi al lavoro per poter eventualmente "tappare i buchi" con altre entrate, provenienti magari dal settore privato o da iniziative proprie. E' vero, gli sprechi nell'universo che riguarda gli italiani all'estero, come in Italia, sono tantissimi; sempre Picchi ha proposto, in un'intervista rilasciata a Italiachiamaitalia.com, di togliere risorse ai patronati, per destinarle a capitoli di maggiore interesse per i connazionali lontani dallo Stivale. Ottima idea. Nei prossimi giorni, l'approfondiremo anche noi.
Ricky Filosa - Gente d'Italia/Italia chiama Italia ricky@italiachiamaitalia.com
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