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Mon, 29 Jun 2009 10:20:00

Intercettazioni, Laura Garavini (Pd) risponde a Giovanni Longu: "Il nostro Paese sarà molto meno sicuro"


Laura Garavini, Pd


"E' opportuno sottolineare come la legge sulle intercettazioni abbia raccolto critiche unanimi da parte di numerose autorità che in diverse sedi hanno dichiarato che questa legge avrà un solo ed unico effetto: indebolire gli strumenti utili alla repressione dei reati e, dunque, rendere molto più insicuro il nostro paese".

di Laura Garavini



Leggo solo ora l'articolo apparso on-line il 12 giugno scorso sul sito di Italia chiama Italia firmato da Giovanni Longu (Laura Garavini (Pd): ironia o malafede? - di Giovanni Longu). Le parole ed il tono utilizzato da Longu meritano alcune precisazioni.

In relazione al tono credo sarebbe più utile se invece di accusare gli altri di non utilizzare argomenti a supporto delle proprie tesi Longu si informasse in maniera più approfondita e non estrapolasse alcune dichiarazioni da un comunicato stampa che, per sua natura, deve essere succinto.

Per esempio Longu avrebbe potuto leggere sul sito della Camera i tanti interventi in cui io e diversi altri colleghi parlamentari abbiamo spiegato in maniera chiara ed evidente per quale motivo non risponda al vero la dichiarazione secondo cui la legge non interessa i reati di mafia.
 
Infatti la contestazione di un reato di mafia non sempre è possibile in apertura di un'indagine, basti immaginare che si tratta di un reato associativo, cioè che richiede la partecipazione di più persone, per cui se un'indagine parte da una notizia criminale che riguarda un singolo individuo incensurato non si può contestare "in partenza" il reato di associazione mafiosa, magari lo si scopre con la prosecuzione delle indagini e grazie ai contenuti delle intercettazioni.

Per fare un caso concreto: con la nuova legge, per intercettare una persona sospetta di aver appiccato un incendio per motivi di racket bisognerà che la vittima denunci di aver ricevuto minacce e richieste estorsive, altrimenti il reato all'inizio è solo danneggiamento, per il quale non è possibile disporre intercettazioni. Lo stesso potrebbe valere per il singolo usuraio, che è spesso solo il terminale di una catena ben più importante. O per il reato di minacce. La magistratura li definisce "reati madre" dei reati di mafia, da cui quasi tutte le inchieste partono per poter poi arrivare, anche grazie alle intercettazioni, ma non solo, anche a scoprire importanti reti internazionali o potenti gruppi criminali presenti sul territorio. Questi sono i fatti da cui che muove la nostra preoccupazione. Così come poco cambia con la dizione, attenuata nella nuova legge solo dopo le proteste dell'opposizione, di "gravi indizi di colpevolezza". Infatti il problema non è sugli indizi o le prove ma sulla parola "colpevolezza", quando fino ad oggi si parlava di "sufficenti indizi di reato". Infatti è evidente che un conto è ottenere delle intercettazioni perchè si sa che si sta per compiere un reato, un altro conto è se per ottenerle si deve già aver raccolto elementi a sufficenza per individuare un colpevole, e dunque le intercettazioni cambiano la loro funzione, da elemento per rendere un'indagine più approfondita diventano, al massimo, un elemento per rafforzare elementi di accusa già presenti in forma evidente.

E' opportuno sottolineare come la legge sulle intercettazioni abbia raccolto critiche unanimi da parte di numerose autorità (tra l'altro in Commissione Antimafia ne ha parlato il Procuratore Antimafia Grasso e Longu avrebbe potuto vederlo sul sito del Parlamento Italiano) che in diverse sedi hanno dichiarato che questa legge avrà un solo ed unico effetto: indebolire gli strumenti utili alla repressione dei reati e, dunque, rendere molto più insicuro il nostro paese.

Vorrei anche sottolineare che fra le libertà fondamentali tutelate dalla nostra Costituzione ci sono quelle sottolineate da Longu, ma, ad esempio, anche la libertà d'impresa ed il diritto alla salute: due elementi che, soprattutto nel sud dell'Italia, sono messi in forte discussione dalla presenza ossessiva delle mafie. Se un cittadino onesto dovesse scegliere tra il rischio ipotetico di essere intercettato e la certezza che con le intercettazioni si viene scoperti io credo che non avrebbe nessun dubbio.

Lungi da me l'intenzione di trasformare l'Italia in un paese di inquisiti. Purtroppo invece, e di certo non per colpa dell'opposizione, l'Italia all'estero è vista soprattutto come un paese di impuniti, soprattutto dopo l'approvazione del "lodo Alfano" che ha salvato l'attuale Presidente del Consiglio da almeno un processo.


Laura Garavini* - Italia chiama Italia

*deputato del Pd eletto in Europa


















































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