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Fri, 26 Jun 2009 11:00:00

Italiani all'estero, Razzi (Idv) a Italia chiama Italia: "Consolato digitale? Ancora troppo presto" - di Francesca Toscano


Antonio Razzi, Italia dei Valori


"Peccato per il referendum. Io ho votato sì". "Col Pd l'alleanza continuerà". "In Abruzzo il centrosinistra è stato punito: tanti del Pd hanno votato PdL". E sulla proposta di Mantica: "Ci vorrebbe una moratoria: troppe le persone che ancora non sanno usare il pc". Antonio Razzi, deputato dell'Idv eletto in Europa, a colloquio con Italiachiamaitalia.com

di Francesca Toscano



Leggi anche L'INTERVISTA Italiani all'estero, Picchi (PdL) a Italia chiama Italia: Decreto di Mantica? Una doccia fredda anche per noi della maggioranza - di Barbara Laurenzi

“Siamo gli unici che facciamo opposizione alla camera, i cittadini vedono quello che facciamo e chiaramente ci hanno premiato”. A dirlo l’on. dell’Italia dei Valori, Antonio Razzi, che a colloquio con Italiachiamaitalia.com ha commentato con queste parole il successo che il suo partito ha avuto alle consultazioni europee. A due settimana dalle elezioni degli eurodeputati, dopo la consultazione referendaria e i ballottaggi per le provinciali, il quadro politico è più chiaro. A fare il punto della situazione per il nostro giornale è il deputato di origini abruzzesi, eletto in Europa.

“La Lega è l’unica che fa politica contro gli stranieri irregolari e per questo motivo è stata premiata alle europee”, ha detto l’on. Razzi a Italia chiama Italia, aggiungendo che “da Nord a Sud si sente il malcontento delle persone che chiedono più controlli, ed è proprio quello che il partito di Bossi chiede e che, da immigrato quale sono stato, trovo giusto”.

E sui rapporti col Pd, dopo la richiesta, partita proprio dal leader dell’Ivd, Antonio Di Pietro, di una maggiore chiarezza? “L’alleanza c’è, c’è anche nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni e io credo che anche dopo il Congresso continuerà. E’ un’alleanza continua, siamo sempre insieme e fedeli al Pd, mentre le alleanze con gli altri partiti vanno e vengono”, ha risposto l’onorevole residente in Svizzera.

On. Razzi, è soddisfatto del risultato che l’Idv ha riscosso alle scorse elezioni europee?

"Chiaro! Anche all’estero l’Idv ha ottenuto un grande risultato, anche se in Svizzera, dove gli italiani votano molto di più, i nostri connazionali non hanno potuto esprimere le loro preferenze perché non appartengono alla Comunità Europea. Per farlo, gli italiani residenti in Svizzera, sarebbero dovuti tornare nei loro territori di origine. Questa è una legge che andrebbe cambiata, perché gli svizzeri hanno aderito al trattato di Shengen e dovrebbero anche avere la possibilità di votare, come tutti gli italiani d’Europa".

Ve lo aspettavate un risultato di questo tipo?

Visto che siamo gli unici che facciamo opposizione alla camera, i cittadini vedono quello che facciamo e chiaramente ci hanno premiato. Per questo li ringraziamo.

Parlando del Referendum della scorsa settimana, per abrogare alcuni punti dell’attuale legge elettorale, cosa ne pensa del mancato raggiungimento del quorum?

E’ un peccato. Io ho votato - per corrispondenza dalla Svizzera – sì a tutte e tre le schede perché ritengo giusto che siano i cittadini a scegliere da chi essere rappresentati e non le segreterie di partito.

Parlando con gli elettori ho riscontrato malumore e sfiducia nei confronti dei referendum in generale. Secondo lei per quale motivo?

Purtroppo quasi tutte le segreterie di partito non hanno fatto alcuna campagna per andare a votare perché vogliono essere loro a scegliere da chi devono essere rappresentati alla Camera dei deputati. In questo caso i cittadini non sanno chi vanno a votare. Se per me che sono abruzzese, viene eletto nella mia regione ad esempio uno che viene dalla Sardegna, che è stato scelto dalla segreteria del partito, chi è poi che mi rappresenta in Abruzzo? Proprio come è successo ora alle elezioni europee: avevamo dei candidati abruzzesi e molisani che potevano benissimo andare d’accordo, nessuno però è stato eletto perché non sono stati scelti

Alle provinciali il Pdl ha riscosso grande successo, anche in seggi precedentemente amministrati dalla sinistra, come ad esempio in Abruzzo. Secondo lei per quale motivo? E’ possibile che gli scandali che in passato hanno investito il Pd abbiano creato una certa sofferenze tra gli elettori abruzzesi?

E’ chiaro: si sono demoralizzati. Li hanno sfiduciati e non hanno dato a loro il voto, preferendo un voto di sfiducia dando i voti al Pdl. Sono sicuro che molti del Pd hanno votato il Pdl perché sono stati troppo delusi dall’amministrazione di centro sinistra. Personalmente non conosco la questione abruzzese nella sua totalità, ma posso dire che Luciano Alfonso, l’ex sindaco di Pescara, ad esempio, ha lavorato molto bene. Poi non so se ci saranno altre indagini della giustizia, ma sul lavoro svolto, l’intraprendenza che ha avuto ha fatto bene alla città di Pescara, questo va detto, anche se è del Pd.

Parlando appunto del Pd, Di Pietro qualche tempo fa ha chiesto una maggiore chiarezza al partito guidato da Franceschini. Lei pensa che l’alleanza tra il Pd e il suo partito sia ancora incerta o è ancora in assestamento?

L’alleanza con il Pd c’è sempre e continuerà ad esserci a prescindere di chi verrà: che sia Bersani o Franceschini. Noi alla Camera votiamo tutti gli emendamenti del Pd, come loro fanno con i nostri. L’alleanza c’è, c’è anche nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni e io credo che anche dopo il Congresso continuerà. E’ un’alleanza continua, siamo sempre insieme e fedeli al Pd, mentre le alleanze con gli altri partiti vanno e vengono.

La proposta del sen. Mantica di chiudere i consolati ha suscitato tante polemiche. Lei cosa ne pensa?

E’ chiaro che le ha suscitate anche perché ci sono molti anziani: la proposta di togliere i consolati e affidare ad internet le loro funzioni attualmente non si può fare. Per come la penso io ci vorrebbe una moratoria di 5 -10 anni, perché ci sono molte persone anziane che il computer non lo sanno usare. Io ho mandato una proposta al sen. Mantica, perché il mio intento è che, se proprio si deve chiudere per ragioni economiche, mettiamo i consoli onorari e degli impiegati che almeno garantiscono il servizio. La figura del console, all’emigrato non è che interessa tanto, però se si tratta di dover risparmiare la figura di console onorario è sufficiente per dare un servizio, che è l’unica cosa che chiedono i nostri connazionali all’estero.


Francesca Toscano - Italia chiama Italia

ftoscano@italiachiamaitalia.com


















































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