La Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo Silvia Bartolini ritorna a Ginevra con lo spettacolo Shakespeare Folies, di Francesco Nicolini e Carlo Rossi con la regia di Carlo Rossi e assistente alla regia Martina Pizziconi.
Lo scorso 12 giugno, nella sala dell’E.C.G. H. Dunant, una “scalcagnata” compagnia di attori: Giorgia Bolognini, Luca Formica, Pamela Giannasi, Maria Rosa Iattoni, Mirco Nanni, Lucio Polazzi e Roberto Risi, ma forse sarebbe meglio dire clown, approda sul palcoscenico salvando dal naufragio un armadio, un baule e qualche vestito, per immergersi nella parodia di alcuni capolavori di William Shakespeare quali: Antonio e Cleopatra, quella di Desdemona, di Giulio Cesare, quella di Amleto e infine di tutte quella più dolce: la morte di Romeo e Giulietta.
Questo spettacolo è frutto del progetto Arte e Salute che nasce nel 2000 con lo scopo di intrecciare il lavoro che si svolge nel campo della salute mentale con il lavoro artistico, nell’ambito delle attività di promozione della salute e della emancipazione sociale, previste dalla Regione Emilia Romagna e realizzate in collaborazione con l’Azienda USL di Bologna.
La Presidente Silvia Bartolini durante la sua visita in Svizzera ha voluto portare una targa commemorativa della Consulta al sig. Urbano Pedriale, attualmente ricoverato nell’Ospedale cantonale di Ginevra. Alla consegna del riconoscimento erano presenti anche il Console Generale d’Italia, Alberto Colella, la Presidente dell’Associazione Emiliano-Romagnoli di Ginevra, Carmen Leonelli, parenti ed amici.
Abbiamo colto l’occasione per intervistare la sig.ra Bartolini:
sig.ra Bartolini, portare una targa commemorativa al sig. Pedriale è stato un bel gesto da parte sua che ha suscitato emozioni
La Consulta, per legge, ha la possibilità di conferire targhe di benemerenze, ed è una cosa che, in modo particolare, facciamo in occasione della conferenza dei Presidenti, ma su sollecitazioni delle Associazioni e in casi eccezionali, lo facciamo volentieri. Molto volentieri in questo caso perché il sig. Pedriali è una persona a tutti noi cara. Abbiamo voluto premiare la sua generosità e la storia della sua venuta in Svizzera. Come ha messo in luce la nostra Associazione nella lettera inoltrata alla Consulta, il sig. Pedriale ha avuto la capacità di aiutare gli altri connazionali e corregionali nelle sue stesse condizioni.
La Consulta è molto attenta alla celebrazione della memoria, uso proprio il termine celebrazione, perché la storia dell’emigrazione è la storia dell’Emilia Romagna, senza l’emigrazione non saremmo una Regione ricca ed equa come siamo.
Dalle sue missioni all’estero, quali sono le sue impressioni sull’associazionismo Emiliano-Romagnoli e in generale.
Noi abbiamo diverse Associazioni con diverse composizione e tipologia a secondo la realtà geografica e tipo di emigrazione. In Europa, per esempio, abbiamo molte Associazioni con meno giovani. Al contrario in America latina abbiamo una realtà associativa di emigrati di prima generazione ma anche di seconda o, in alcuni casi, anche di terza generazione che hanno un notevole interesse verso l’Italia e l’Emilia Romagna, dove sono nati i loro antenati. Certamente i giovani italiani, nelle Associazioni europee, si sentono più europei che Emiliano-Romagnoli, lombardi o siciliani. Tuttavia riscontriamo un fenomeno nuovo nelle nostre Associazioni Emiliano-Romagnoli nel mondo, i nuovi emigrati, che sono ricercatori, docenti universitari o giornalisti, in molti casi si legano alle Associazioni tradizionali, creando degli effetti positivi. Lo abbiamo visto a Liegi, una nuova Associazione a Parigi molto interessante che sta assorbendo la vecchia fratellanza reggiana che ha 75 anni di esistenza. Quindi lavoriamo per sollecitare nei giovani discendenti l’interesse, attraverso la formazione professionale, corsi d’italiano e soggiorni estivi. Siamo molti attenti anche a questa nuova emigrazione di Emiliano-Romagnoli nel Mondo e cerchiamo di far convivere in aermonia tutte le generazioni.
Italia chiama Italia
