Molti vengono in Consolato da sempre, nascono, si sposano, e ci si conosce tutti. Il contatto é personale , nel „ LORO „ Consolato. Per gli italiani della cittá é un pezzo di Patria nel nuovo ambiente. Ma sembra che Roma voglia strappare via questo pezzo di Patria e la rappresentanza in M 1, 5, poiché, da un paio di settimane, ci sono piani di chiusura del Consolato e di fusione con quello di Stoccarda. Ma ci sono resistenze e opposizioni, i 18.000 connazionali non lasceranno passare questa decisione presa lontano a Roma.
Le ragioni riferite dall’ Ambasciata di Berlino sono lapidarie. Lapidarie come ogni decisione che viene presa dalla politica che abbassa il dito pollice in giu´. „ Risparmio „ ci dice una portavoce. „ nulla é definitivo. La decisione finale? Non c`e´ancora. Mannheim sarebbe, in base al piano di rispamio, assieme ad Amburgo , Saarbrücken e Norimberga ad essere chiusa.“
Una debole consolazione, oppure meglio: nessuna perché le persone dovranno rivolgersi per passaporto , procure , per ogni certificato nella cittá Sveva.
Ed anche i 7 impiegati di Mannheim dovranno abituarsi ad andare a Stoccarda. La maggior parte di loro vive in questa cittá da piu´ di 20 anni ed ha in questa citta´ i propri affetti.
Il consolato a Mannheim come detto, esiste dalla metá del 1900, allora si lavorava ancora „ NEL NOME DEL RE „ . Poi si sono sussguite chiusure e riaperture e adesso si trova in M 1, dal 1989.
E li´ deve rimanere, dice il Presidente del Comites Mario Perrone, schierato contro la chiusura. Egli non indietreggia di un millimetro dalla sua posizione: il Consolato a Mannheim deve rimanere aperto ed ha menzionato che i risparmi si incentrano solo su fitto, acqua, luce e riscaldamento: é una cosa ridicola. Per noi si risparmia al posto sbagliato. È importante che il Consolato rimanga, perche´ é un pezzo di Italia . I connazionali si rivolgono volentieri al Consolato e gli impiegati sono gentili. I piani di chiusura- dice il Presidente del locale Comites- sono una pazzia.
Perrone vive a Mannheim da piu´di 30 anni e sa cosa pensano i suoi concittadini. Per la gente anziana, gli impiegati del Consolato sono di grande aiuto anche per leggere e spiegare documenti e formulari.
A combattere per il Consolato a Mannheim si é schierato anche il prete della locale Missione cattolica Don Valerio Casula. Anch’egli é contro la chiusura ed é sicuro che andare a Stoccarda complica solo la vita. Egli afferma che Mannheim ed il Consolato sono un pezzo della nostra identitá.
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