L’onorevole pidino si dice entusiasta della proposta del signor Angelo Tinari di Radio l’ora italiana. Cioè organizzare una manifestazione a Roma, con l’intento di consegnare al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al Presidente del Consiglio, l’On. Silvio Berlusconi, tante valigie piene di messaggi e lettere scritte dagli allievi dei corsi di lingua e cultura italiana.
Fin qui niente di strano. È un diritto di tutti protestare in modo civile e pacifico. Però ho i miei dubbi su chi avrà scritto i messaggi.
Il problema subentra quando l’On. Farina, con fare tragi-comico alza le mani e si arrende al cattivo cavaliere (Silvio Berlusconi).
A suo dire, il patrimonio raggiunto in trent’anni di attività da associazioni, sindacati, partiti, comitati genitori ecc., va a disintegrarsi grazie all’irresponsabilità del centro-destra, al quale il disperato onorevole da tutta la colpa.
L’On. Farina, insieme ai suoi amici-colleghi del centro-sinistra, le ha provate tutte, ma, malgrado lo sfogo che supera ogni immaginazione, l’eroico onorevole non è riuscito nel proprio intento, anche perché per fare approvare un emendamento serve solo ottenere la maggioranza dei voti in Parlamento, indipendentemente da chi è stato presentato.
Cari lettori, aiutatemi a ricordare. Ma meno di due anni fa l’on. Farina e il suo centro-sinistra non erano la maggioranza? E cosa fecero? Approvarono il comma 943 della Legge finanziaria 2007 che sancisce: per le politiche generali delle collettività italiane all’estero, la loro integrazione, l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale a favore della collettività italiana all’estero, la valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani, il coordinamento delle iniziative relative al rafforzamento e alla razionalizzazione della rete consolare, per questo: è autorizzata la spesa di 24000000 ( ventiquattromilioni) di euro per l’anno 2007 e 14000000 (quattordici) milioni di euro per ciascuno anno 2008 e 2009. Come si può notare dal 2007 al 2008 la somma stanziata dal Governo di centro-sinistra sarebbe stata quasi dimezzata.
Eppure l’On. Gianni Farina, i suoi colleghi di partito eletti all’estero, il CGIE, i COMITES, i sindacati degli insegnanti, gli enti gestori, i comitati dei genitori, ecc., si comportarono come i pesci: acqua in bocca e nuotare a vista.
All’ On. Farina e ai compagni di (s)-ventura interessava solo (s)-governare il più a lungo possibile.
Per fortuna nostra, dopo un anno e mezzo, a causa dei loro continui litigi, sloggiarono da palazzo Chigi. L’On. Farina supera se stesso e applica ancora ora quanto imparato nelle scuole del PCI. Ma, è possibile che non si è ancora convinto che il muro di Berlino e il comunismo reale non esistono più? La frase: occorre allargare l’area e allungare i tempi della protesta per fermare la mano omicida di chi ha iniziato a tagliare la lingua e cultura italiana all’estero, è da ritornare al mittente. Spero che l’On. Farina abolisca almeno il termine: omicida.
Il resto della frase ormai non incanta più nessuno, nemmeno a sinistra. Tutti sappiamo che i tagli per gli Italiani all’estero iniziarono molti anni fa e che gli enti gestori (chissà perché?) sono sempre indebitati.
Io credo che se le organizzazioni private vogliono salvare i corsi di lingua e cultura italiana da loro gestiti debbono comportarsi come se le loro scuole fossero equiparate alle scuole private in Italia: recuperare anche contributi da privati e da proprie iniziative.
Siccome l’on. Gianni Farina, percepisce come tutti gli altri parlamentari italiani una buona retribuzione e paga somme irrisorie le consumazioni al ristorante dei parlamentari, lo invito a dare il buono esempio: contribuisca economicamente anche di tasca sua per la diffusione della lingua e cultura italiana.
Altrimenti si contenga, come dovrebbero fare tutti i suoi colleghi di partito in Italia e all’estero.
Franco Giorno, Vice presidente MO.D.I.E.
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