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Home / Italiani all' estero / Stampa italiana all'estero, De Sossi (Fusie): Più fondi e più controlli. Senza dimenticare il web
Thu, 02 Jul 2009 18:02:00

Stampa italiana all'estero, De Sossi (Fusie): Più fondi e più controlli. Senza dimenticare il web




Eliminare il parere espresso dai Comites. Ottenere più risorse, e non dimenticarsi dell'informazione online e della sua "peculiarità". La questione del sostegno ai nuovi mezzi di comunicazione, dice De Sossi, "non può essere elusa"




Più fondi per la stampa italiana all’estero, più controlli sui contributi e niente pareri dal Comites. Questo, in sintesi, quanto sostenuto ieri dal presidente della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero, Domenico De Sossi, sentito dal Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato nell’ambito dell'indagine conoscitiva sulle politiche relative ai cittadini italiani residenti all'estero.

Aprendo i lavori, il presidente del Comitato, senatore Giuseppe Firrarello (Pdl) ha definito l'incontro con la Fusie "una preziosa occasione per avere contezza sulle modalità di apprestare un'adeguata informativa per le collettività italiane all'estero, oltre che per garantire una sempre migliore diffusione della lingua e della cultura italiana".

De Sossi, dal canto suo, ha prima spiegato i compiti della Federazione e poi sottolineato che ad essa aderiscono numerose testate edite all’estero - tra cui quotidiani e periodici ed emittenti radio – e che ad oggi manca un censimento ufficiale.

A livello normativo, ha proseguito, "la disciplina vigente in materia di editoria, dal punto di vista legislativo ma soprattutto per quanto concerne i regolamenti attuativi, risulta oramai superata e andrebbe, pertanto, rimeditata. È necessario – ha aggiunto – anche aumentare l'entità dei contributi erogati dallo Stato alla stampa italiana all'estero che ad oggi ammontano a circa 2 milioni di euro. Una cifra del tutto inadeguata".

De Sossi ha quindi auspicato "un'analisi complessiva sul tema dell'informazione alle collettività italiane all'estero" da condurre "in un clima di dialogo costruttivo, al di là di atteggiamenti di chiusura pregiudiziale e di polemiche anche per quanto concerne l'assetto dei Comites e del Cgie".
 
Nel corso dell’audizione è stato fatto anche riferimento ai nuovi media, a quelli cioè diffusi online. In proposito, il presidente della Fusie ne ha sottolineato la "peculiare importanza" che però non si sostituisce, ma si aggiunge alla "primaria rilevanza della comunicazione attraverso la carta stampata".

Sia la questione normativa che quella dei contributi, ha ricordato De Sossi, sono state dibattute nel passato dal Parlamento. "Nella scorsa legislatura – ha precisato – il dibattito sull'entità degli stanziamenti a sostegno della stampa italiana all'estero era giunto a un livello avanzato. In quella occasione si era ipotizzato un raddoppio dei contributi, ma senza giungere a un intervento effettivo".

"La stampa diffusa all'estero – ha sostenuto De Sossi – ha un importante ruolo anche dal punto di vista del sostegno alla cultura italiana e storicamente ha svolto una funzione significativa di mantenimento di un legame con la madre patria della collettività. Ciò non toglie che si debba procedere ad una accurata verifica della correttezza della ripartizione dei fondi e dell'utilizzo dei medesimi". Il presidente della Fusie ha quindi ribadito l’importanza della "uniformità di trattamento normativo tra stampa nazionale e quella edita all'estero" sostenendo che "dovrebbe essere eliminato il ruolo consultivo assegnato ai Comites sui contributi accordati dalle Amministrazioni dello Stato ai locali mezzi di informazione".

"Credo – ha concluso – che oggi più mai serva un intervento normativo di riassetto della disciplina della stampa italiana all'estero, poiché essa attualmente riguarda solamente la carta stampata e non i nuovi media, assegna fondi di entità insufficiente e presenta lacune che ne rendono talvolta incerti i margini applicativi".

Diversi i senatori intervenuti nel dibattito seguito all’audizione: Carlo Pegorer (Pd), in particolare, ha chiesto chiarimenti rispetto al raccordo esistente tra la necessità di erogare più finanziamenti alla stampa italiana all'estero e l'esigenza che gli stessi vengano attribuiti sulla base di criteri "oggettivi e verificabili, relativi all'attività e alla diffusione delle testate" perché, ha spiegato, "ciò implica anche l'opportunità di un rafforzamento del ruolo e della rappresentanza delle collettività italiane all'estero e di un assetto trasparente dei mezzi di comunicazione". Il senatore ha quindi chiesto a De Sossi quanto, dei finanziamenti, viene assegnato ai quotidiani.

Per Basilio Giordano, senatore del Pdl eletto in Nord America nonché membro della Fusie, il problema principale della Federazione è "la limitatezza delle risorse finanziarie disponibili". Dopo aver ricordato i vari tentativi del passato volti all’aumento dei fondi e il suo "personale impegno in tal senso" nell’ultima finanziaria, Giordano ha ribadito la sua intenzione di "sollecitare un intervento di ulteriore sostegno economico alla stampa italiana all'estero, perché i giornali hanno effettivamente svolto dal punto di vista storico, e continuano a farlo, un importante ruolo di diffusione della cultura italiana anche sopperendo alla carenza di altri meccanismi istituzionali di collegamento delle comunità italiane con la madre patria. Spero – ha concluso – che la prossima assemblea generale della Fusie sia l'occasione per una rimeditazione complessiva sulle modalità di finanziamento della stampa".

L’assemblea, ha spiegato De Sossi rispondendo ad una precisa domanda in merito del presidente Firrarello, viene convocata ogni 4 anni. La prossima, che fa seguito a quella di Catania del 2005, dovrebbe essere convocata entro l’ottobre prossimo.

Rispondendo a Pegorer, il presidente della Fusie ha spiegato che "mentre vi è una cifra degli stanziamenti specificamente indicata per i periodici, non ve ne è una analoga rispetto ai quotidiani. Tra questi ultimi quello che percepisce di più è il Corriere Canadese, che ha circa 2,8 milioni di euro annui. Gli altri sono "America Oggi", "Il Globo", "La Voce d’Italia", "La Gente d'Italia" e "La Voce del Popolo" che – ha puntualizzato - diffuso in Slovenia e in Croazia, riceve fondi anche per le altre attività svolte dalla testata a livello di pubblicazioni e iniziative editoriali per la diffusione della lingua italiana". In questo ultimo caso dividere le cifre sarebbe "complicato" anche perché sussistono "incertezze applicative e sull'interpretazione delle intese bilaterali tra Italia e Slovenia e Italia e Croazia in materia".

"La tematica dei contributi alla stampa diffusa all'estero – ha quindi aggiunto – deve essere analizzata in stretto raccordo con la disciplina dell'editoria a livello statale" e, ha ribadito, "si deve eliminare l'anomalia del parere espresso dai Comites sui contributi ai mezzi di informazione locali all'estero".

Fondamentale prendere atto, nella auspicata riforma, della "evoluzione subita dalla realtà associativa, dell'insufficienza delle risorse, della necessità di tener conto delle nuove forme di comunicazione radiotelevisiva e telematica".

Senatore del Pd, Claudio Micheloni ha chiesto a De Sossi se esiste un ordine di priorità tra riforma della legge e aumento dei fondi. "Non credo si possa tacere – ha aggiunto – sui gravi episodi di alterazione di dati per accedere ad una maggiore quota di contributi per i quotidiani e per i periodici che si sono verificati in varie parti del mondo. Noi del Pd siamo disponibili a discutere su un aumento degli stanziamenti che però dovrà essere strettamente collegato al riassetto del sistema di controllo sull'assegnazione e sull'utilizzo dei fondi". Dettosi d’accordo col Presidente della Fusie sulla opportunità di eliminare il parere dei Comites, Micheloni ha prima chiesto a De Sossi se "la Fusie è in grado di svolgere un ruolo parallelo a quello statale nel senso della verifica delle richieste di finanziamento e di controllo dell'utilizzo dei fondi da parte delle testate estere" e poi, riferendosi ai nuovi media, ha concluso sottolineando "il rischio che il prospettato sostegno ai nuovi mezzi di comunicazione possa tradursi in comportamenti fraudolenti per ottenere contributi indebiti".

Nella sua replica, De Sossi ha detto di condividere "l'esigenza che un aumento degli stanziamenti della stampa italiana all'estero si accompagni ad una riforma della normativa nel senso dell'introduzione di migliori e più efficaci controlli sulle attribuzioni e sull'utilizzo dei fondi. In tale ambito anche la rete diplomatica e consolare riveste un ruolo importante", ha aggiunto ricordando che quello dei controlli è un problema sentito anche per la stampa italiana.

Concludendo, il presidente della Fusie ha ribadito la necessità di "sostenere anche i periodici di limitata diffusione perché in questo modo si valorizza l'importante ruolo da loro svolto a livello culturale, indipendentemente dall'orientamento espresso. Mi rendo conto che introdurre un sostegno ai nuovi mezzi di comunicazione, in mancanza di un censimento preciso, rischia di generare fenomeni elusivi, ma la questione non può essere elusa. Serve una normativa precisa a livello tecnico". (aise)


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