“Ho accettato l'invito a partecipare a questi eventi che mi sembrano importanti. Sono un parlamentare europeo e credo che sia molto importante discutere di quello che facciamo in Parlamento e nello stesso tempo far sapere all'Europa, e in particolare agli italiani che vivono all'estero, quello che sta accadendo in Italia, dove c'è una situazione molto difficile. Credo che discutere di questi argomenti, partecipare a dibattiti culturali e ad incontri politici sia un fattore positivo di informazione”. Con queste parole, l’eurodeputato dell’Idv, Luigi De Magistris, intervistato da Eveline Bentivegna, per il settimanale La Pagina, ha spiegato le motivazioni della sua partecipazione agli incontri organizzati in Svizzera, tra Zurigo e Basilea, la settimana scorsa.
Tra il 23 e il 24 ottobre, il Presidente della Commissione Europarlamentare di Controllo dei Bilanci ha incontrato la comunità italiana residente nella Confederazione, affrontando diversi argomenti, anche se a fare da filo conduttore è stato il tema della legalità.
In agenda anche l’incontro con il con il console generale Mario Fridegotto, con gli studenti del Liceo Vermigli di Zurigo per parlare della “questione italiana”. L’ex-magistrato ha inoltre partecipato, oltre ad una conferenza con la stampa svizzera e al seminario di italianistica, organizzato dalla professoressa Maria Andreina Le Foche presso l’Università di Zurigo, con un intervento dal titolo "La legalità dal tempo del brigantaggio ai giorni nostri".
Nella giornata di sabato poi l’euro deputato dell’Idv ha incontrato anche gli imprenditori dell'ASSOII dibattendo argomenti come la tutela del made in Italy, e il sostegno della Comunità europea per gli imprenditori italiani.
“Mi piacerebbe essere rappresentante non solo degli italiani in Italia ma anche degli italiani all'estero. Per fare questo però ho bisogno di sollecitazioni e aiuti anche da parte vostra" ha detto De Magistris durante uno dei suoi interventi, consigliando ai connazionali nel mondo di "giudicare le persone che vengono qui a parlare non solo per quello che dicono ma anche per quello che fanno”.
A colloquio con la giornalista di La Pagina, l’ex magistrato napoletano, ha parlato di temi diversi, esprimendo il suo giudizio sullo scudo fiscale, denominato “riciclaggio di stato”, sul Lodo Alfano, ma anche delle proposte che presenterà al Parlamento Europeo.
Parlando di legami tra Italia ed Europa, che cosa ne pensa del maxi condono del governo sui capitali all’estero? E del fatto che circa il 30% dei parlamentari del PD, con la loro assenza, hanno contribuito a questo risultato?
Do un giudizio pessimo di questa legge perché introduce, volendo usare un termine sintetico, il "riciclaggio di stato" che è gravissimo perché favorisce la criminalità di stato e gli evasori fiscali, i corrotti, i corruttori e i mafiosi. Poi è una cosa molto grave che un numero così elevato di parlamentari non si sia presentato in aula perché con la loro presenza il cosiddetto "Scudo Fiscale" non sarebbe passato. Ma questa non è notizia nuova perché, devo dire, negli ultimi due anni la vera opposizione in Italia, la difesa della Costituzione, il contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata sono state fatte dall’Italia dei Valori, partito per il quale io sono stato eletto come indipendente.
Sempre a proposito di Legalità, può esporci la sua opinione sulla decisione della Corte Costituzionale di “bocciare” il Lodo Alfano?
Questa è una sentenza molto importante e anche semplice per certi versi perché riafferma uno dei principi cardine della nostra Costituzione Repubblicana, e di tutte le democrazie contemporanee, che vuole che "la legge è uguale per tutti". Il "Lodo Alfano" prevedeva l'immunità ad personam per quattro alte cariche dello Stato ma la verità è che era una legge fatta su misura per l'attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
In una sua intervista pubblicata su L’Unità lo scorso 14 ottobre, lei dichiara: “È il momento che coloro che hanno a cuore la democrazia e vogliono un’altra Italia costruiscano, in tempi rapidi, l’alternativa al berlusconismo”. Cosa intende per "alternativa al berlusconismo"?
È un modo di intendere la società e la politica che è andata consolidandosi in Italia a partire dagli anni '80, e non riguarda solo Berlusconi ma un po' anche il centro sinistra. Mi riferisco ad una società fondata sul profitto senza regole, sull'apparenza, dove conta molto l'avere e non l'essere, una società poco meritocratica e dove i comitati d'affari sono molto forti. Se si vuol sconfiggere Berlusconi e il Berlusconismo bisogna porre una seria alternativa che si deve basare su due principi fondamentali: la questione morale, con un nuovo rapporto tra etica e poteri, cosa pubblica e politica, e la questione culturale, cioè un modo diverso di intendere la società e di vedere la politica come strumento per il bene pubblico, il rispetto della natura e dell'ambiente, in pratica un ridisegnamento totale della società italiana. In questo la sinistra ha fallito in tutti questi anni. Noi dell’IdV portiamo avanti un progetto di questo tipo e ci auguriamo che una nuova classe dirigente si unisca a noi per portare l'Italia in una situazione di maggiore prestigio etico e politico in Europa.
Quali sono in concreto i provvedimenti che proporrà al Parlamento Europeo?
Una prima proposta che la Commissione ha già approvato, sul tema del controllo del bilancio, è che una delle prime missioni del 2010 sulle frodi all'Unione Europea, sul contrasto alle mafie e sulla corruzione venga fatto in Italia e in modo particolare in Lombardia, Abruzzo, Campania e Calabria. Poi ho presentato una serie di interrogazioni sulla privatizzazione dell'acqua a favore delle multinazionali; sul disastro ambientale e l'emergenza ambientale in Italia dove ci sono zone inquinate. Porteremo temi come quelli di cui parleremo questa settimana e molti altri saranno i temi su cui si concentrerà la nostra azione futura. (La pagina, 29 ottobre, intervista di Eveline Bentivegna).
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