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Wed, 03 Feb 2010 15:00:00

Italiani all'estero, Quale destra a Verona?




Ci vendono il Convegno di Verona come un incontro della destra europea: ma nè Mirko Tremaglia nè Aldo Di Biagio erano presenti. Non c'era nemmeno Alfredo Mantica. E poi non doveva essere un evento per parlare di Veronesi nel Mondo? Il documento conclusivo del Convegno "di destra", dice cose di sinistra: e la sinistra applaude.

ItaliachiamaItalia




Questa storia del Convegno di Verona ci puzza un po'. Anzi parecchio.

Un evento, quello di Verona, promosso fin da subito come un incontro in cui si sarebbe discusso di Veneti e Veronesi nel mondo. Da ciò che invece riportano le cronache, pare si sia trattato solo di un convegno contro il governo, contro il sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo, Alfredo Mantica, contro - ma solo dietro le quinte - il responsabile del dipartimento Italiani nel Mondo del PdL, On. Aldo Di Biagio.

Un convegno dove si poteva trovare tutto e il contrario di tutto. All'incontro, per farvi capire, presenti persone che hanno parlato, per esempio, contro i patronati, mentre altri impallidivano in quel momento, perchè sul territorio i patronati sono loro! Allucinazioni.

A Verona erano una sessantina, tutti al servizio di un unico interesse: il proprio.


Un Convegno che viene venduto come un evento "di destra": ma di destra perchè? Soprattutto, di quale destra? 

Italiani all'estero, Di Biagio (PdL) a ItaliachiamaItalia: Il Convegno di Verona? Ecco la mia opinione
"E’opportuno riflettere in un'unica cornice delle questioni più pregnanti per le nostre comunità, raccogliere gli aspetti di cui ognuno dei nostri referenti è portatore, ma è altrettanto opportuno evitare di configurare queste cornici come teatro di una campagna elettorale sui generis". E sulle polemiche di questi mesi legate al rilancio del PdL nel Mondo: "Queste derive strumentali non intacchino la lucidità e l’equilibrio con il quale tutti stanno affrontando questa pagina della nuova ed ambiziosa organizzazione del partito all’estero". L'On. Aldo Di Biagio a colloquio con Italiachiamaitalia.com

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Regionali? "Noi non staremo in una riserva indiana rispetto al centrodestra. Noi saremo competitivi: stiamo attrezzandoci ad avere candidati e schieramenti competitivi". I temi più importanti a livello nazionale? "Lavoro, famiglia, reddito, scuola: di questo si deve parlare". Parola di Pierluigi Bersani.

Quando si parla di destra e di italiani all'estero, di solito si parla anche di Mirko Tremaglia: dov'era lo storico ministro degli italiani nel mondo? Non a Verona. Non ci sarebbe mai andato, una volta saputo che allo stesso evento ci sarebbe stato anche Di Girolamo. Ricordate cosa dichiarò Tremaglia a ItaliachiamaItalia a proposito del caso del senatore eletto in Europa? "E' una vergogna", disse Tremaglia senza mezzi termini.

Tremaglia che, fino a prova contraria, è ancora il Segretario Generale del Ctim: quindi a Verona potevano esserci anche alcuni esponenti del Comitato Tricolore, ma queste persone evidentemente hanno fatto una scelta del tutto personale. Come si pone, ad esempio, Oreste Motta, coordinatore europeo del Ctim, nei confronti di questo convegno? Perchè non chiama Mirko, e gli chiede un'opinione? Oppure uno si mette addosso una casacca solo fino a quando gli fa comodo, e poi da un momento all'altro è pronto a indossarne un'altra? Certo, non sarebbe la prima volta in politica...

E ancora: dov'era Aldo Di Biagio? Per quanto ne sappiamo, l'unico in grado di rappresentare il PdL nel Mondo ovunque vada, è proprio Di Biagio, nominato responsabile del partito all'estero direttamente dal presidente Silvio Berlusconi. E allora di cosa stiamo parlando? Dov'era la destra a Verona? Meglio: quale destra c'era a Verona?

Assente anche il sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo, Alfredo Mantica, che invitato all'incontro - così come era stato invitato Di Biagio - ha deciso di non essere presente. Perchè? Ve lo siete chiesto? Semplice: quello non era un incontro "di destra"; non ne aveva l'ufficialità, non ce l'ha oggi, non ce l'avrà domani.

Solo i presenti a quell'incontro, persone forse troppo poco modeste, o troppo poco intelligenti, o troppo furbe, possono pensare di avere rappresentato in quell'occasione "la destra": attenzione a come si usano le parole. Attenzione da parte di tutti, anche da chi sta a sinistra: come fa l'On. Marco Fedi a parlare "di destra" o "di una parte di centro-destra"? Occhio Marco, stai facendo confusione (vedi box in questa pagina).

E ieri i deputati del Pd sono tornati alla carica: bisogna approfittare di questo disagio, che c'è anche a destra, per cercare di far capire al governo che sta sbagliando per quanto riguarda i Consolati, i Comites, il Cgie. Ma certo, diamo corda ai compagni; compagni che sono meno fessi di certe persone che stanno a destra e che pretendono di sapere sempre tutto loro. A sinistra non dormono mica; a sinistra sanno usare i mezzi di comunicazione; a sinistra stanno sempre attenti a tutto, pronti a infilarsi in qualunque fessura lasciata scoperta dal Partito della Libertà. Così come fanno altri, con le loro iniziative personali, anche all'interno del PdL stesso. Fanno tutti il loro gioco, legittimo; ma a sinistra in questo sono dei veri esperti.

Il governo sta sbagliando su Comites e Cgie? Fandonie! Il governo sa bene cosa sta facendo. La linea di ItaliachiamaItalia, su questo, è chiara da sempre: si taglino tutti gli sprechi, si razionalizzi dove possibile, per riqualificare e modernizzare; si tengano in considerazione gli italiani all'estero, ma anche i bisogni e le necessità dell'Italia. E possibilmente si eliminino una volta per tutte tutti quei parassiti che ruotano attorno al mondo dell'emigrazione.

Parliamoci chiaro: il Convegno di Verona è stata una gita bella e buona. Volo e soggiorno pagato dalla Regione. I partecipanti hanno mangiato e bevuto. Sarebbe interessante sapere quanto è costato il tutto...

Ingenuo l'amico Eugenio Marino, che pure apprezziamo, membro del Pd nel Mondo, che pensa che a Verona i vari invitati siano andati a spese loro. Probabilmente, sarebbero stati in dieci, invece che in sessanta.

Anche noi siamo "di parte", come Marino: dalla parte del governo e di quegli italiani all'estero che non appartengono alla categoria degli addetti ai lavori,  cioè i "semplici" milioni di italiani residenti oltre confine; la stragrande maggioranza dei nostri lettori. E stiamo dalla parte degli italiani d'Italia, che sanno bene che nei momenti difficili, tutti devono sacrificarsi. A proposito di tagli, sbandierati ancora una volta dal Pd, siamo stanchi di ripetere che Tremonti ha stretto i cordoni della borsa per tutti, non solo per il Mae. Chi ci è rimasto male, vada a piangere in qualche angolo nascosto, e allo stesso tempo si faccia un esame di coscienza: infine, prenda atto una volta per tutte della congiuntura economica che ha attraversato l'Italia durante l'ultimo periodo, e si chieda perchè se gli italiani d'Italia hanno dovuto fare dei sacrifici, non avrebbero dovuto fare lo stesso gli italiani lontani dallo Stivale.

Ancora sui tagli: ma non vi rendete conto che la sinistra, quando era al governo, faceva la stessa cosa? Vi siete già dimenticati tutto? La "razionalizzazione" dei consolati, ad esempio, è partita col governo Prodi. Non solo: leggete oggi su ItaliachiamaItalia il console di Zurigo, Mario Fridegotto: "Consolati? Non è chiusura, ma razionalizzazione".

Fridegotto ci spiega ancora: "In Svizzera si è passati da 24 a 9 edifici consolari e non siamo andati allo sfascio anzi, i servizi sono migliorati sostanzialmente". E' un console a parlare, è giusto sottolinearlo.

Un altro esempio? L'On. Fedi dichiara oggi su ItaliachiamaItalia: "Il 9 febbraio incontreremo il direttore di Rai Italia Renzoni per mettere in campo un’azione comune per recuperare risorse in vista del taglio finanziario, finora solo ipotizzato ma probabile".

L'INTERVISTA Italiani all’estero, Fedi (Pd) a ItaliachiamaItalia: "Presto incontro con Renzoni per risolvere le questioni di Rai Italia"
 
Bene. Vi ricordate quando il governo Prodi tagliò i fondi a Rai International? "Anche con poco si può fare bene e meglio", dichiarò l'allora direttore del canale, Piero Badaloni. E' il gioco delle parti, baby...

Senza contare che anche nel Cgie c'è chi dice da tempo che il Consiglio non serve a niente: sono i più coraggiosi, che non hanno nulla da temere, perchè magari il loro posto al sole, bel caldo, ce l'hanno comunque. E quindi dicono chiaro e tondo come stanno le cose.

I Comites all'estero non funzionano, non sono utili così come sono stati pensati: abbiamo l'esperienza sul campo che ci ha insegnato questo. Il Cgie? Così com'è, un carrozzone inutile. Nessuno vuole cancellarlo: ma certamente, una modifica va fatta. E quella del governo è la direzione giusta.

Se "perdoniamo" la presa di posizione di Marino (è targato Pd, e questa situazione fa gioco a lui e al suo partito), non ci sentiamo di dire lo stesso per chiunque, da destra, fin dall'inizio della legislatura non ha fatto altro che criticare il governo, il Mae, il sottosegretario Mantica.

Dal Convegno di Verona è venuto fuori un documento che in sintesi è una copia della mozione anti-Mantica della penultima plenaria Cgie, mozione voluta e sostenuta con forza - anche allora - dagli stessi consiglieri di destra del Cgie. La storia si ripete, a quanto pare.

Ma cosa pensano alcuni, che il rubinetto dello Stato rimarrà aperto per loro in eterno? Che sulle poltrone che occupano ci sia scritto il proprio nome? Il nostro giornale continuerà ad appoggiare il governo nella sua battaglia a favore degli italiani all'estero, checchè ne dicano i nostri rappresentanti eletti oltre confine in parlamento, sia di destra che di sinistra. Parlamentari che magari parlano e parlano, ma poi alla fine o si astengono o votano contro, quando c'è da recuperare qualche briciola. Allora tanto vale essere coerenti, e - anche a parole - cercare di spiegare agli italiani residenti oltre confine le ragioni per cui il governo è stato obbligato a fare certe scelte. Perchè se è vero che su certi temi i 18 eletti all'estero devono cercare di lavorare insieme, è anche vero che per quanto riguarda Comites e Cgie la situazione è fin troppo chiara, se ne parla da anni: il governo fa bene, quindi, a guardare avanti e a cercare di cambiare lo status quo, che ormai ha stancato tutti, tranne coloro a cui fa comodo.

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