Caro Direttore,
il commento di Italia chiama Italia sulla riunione di Verona che non rappresenterebbe il governo di centro-destra è formalmente esatto, in quanto mancavano i diretti responsabili, l’on. Di Biagio per il PDL ed il sen. Mantica per il Governo, che peraltro erano stati entrambi invitati.
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Però non si può dire che i contenuti del documento finale siano del tutto fuori luogo rispetto alla politica degli Italiani all’Estero, soprattutto per quanto riguarda i Comites e la chiusura dei Consolati.
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Su questi punti, vi sono state infatti nel passato prese di posizione critiche da parte di parlamentari del centro-destra, comprese svariate interrogazioni.
Sul Cgie, il discorso dovrebbe essere approfondito: certamente la sua composizione ed il suo funzionamento vanno rivisti, però l’organismo non può essere abolito o ridimensionato nelle funzioni, perché è l’unico organismo di raccordo tra i rappresentanti delle nostre Comunità all’estero dei diversi Paesi e Continenti.
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Fra l’altro, le illusioni di chi pensava che i parlamentari eletti all’estero e le apposite commissioni istituite alla Camera ed al Senato potessero supplire il ruolo del CGIE sono ben presto svanite dinanzi all’incapacità di quelle persone e di quegli organismi, anche per motivi procedurali, di analizzare in profondità, tutelare i diritti ed eliminare le disfunzioni delle questioni che interessano agli Italiani all’Estero.
A mio parere, quindi, il giudizio sulla riunione di Verona deve essere rivisto mettendo in evidenza i lati positivi, pur tenendo conto di alcune motivate critiche espresse sul tuo quotidiano on-line (ad esempio, quella sui tempi tecnici per la presentazione di emendamenti alla proposta di legge, ormai superati).
Vorrei poi attirare la tua attenzione sulla questione del CTIM, ed in genere dell’associazionismo cosiddetto di destra, anche con riferimento ai fatti del Comites di Stoccarda, di cui ignoro le modalità e le motivazioni.
Purtroppo la fusione di Forza Italia e di AN, mentre procede abbastanza bene per quanto riguarda l’azione del nuovo partito PDL al Parlamento, nei Comuni e nelle assemblee elettive, presenta problemi e ritardi nel settore degli Italiani all’estero.
Il Ctim, che era la struttura più organizzata e motivata, soffre dell’attuale carenza di leadership e di un organismo centrale di raccordo e di direzione, il che lascia spazio a comportamenti dissimili ed individuali.
Delle altre vecchie organizzazioni non si hanno notizie, mentre il settore diretto dall’on. Di Biagio cerca di collegare tutti mediante il tesseramento.
Il sottoscritto non ha mai criticato il tesseramento al PDL, che si può benissimo aggiungere ai precedenti tesseramenti alle rispettive organizzazioni di emigrazione di appartenenza.
Però occorre che ci s’incontri, ci si parli, ci si coordini, ci si confronti sui temi principali, al di là della nomina dei responsabili.
A tal fine, avevo a suo tempo proposto l’organizzazione di una grande riunione di tutti i quadri delle organizzazioni dell’emigrazione di centro-destra che si riconoscono nel PDL (estesa magari anche alla Lega ed all’UDC), per dimostrare da un lato la forza di uno schieramento e dall’altra per avviare un serio tentativo unitario. Ritengo questa proposta ancora valida.
Grazie dell’attenzione e cordiali saluti.
Nazzareno Mollicone*
*Consigliere Cgie
Il commento del direttore
Caro Nazzareno, ti ringrazio per il tuo contributo, molto equilibrato, come nel tuo stile. Tutto ciò che ItaliachiamaItalia aveva da dire sul convegno di Verona l'ha scritto e pubblicato. Ecco il nostro pensiero: Assenti Mantica, Di Biagio e Tremaglia Italiani all'estero, Quale destra a Verona?
Sul Cgie: apprezzo il tuo intervento. Tu sei un membro del Consiglio Generale, legittimo difendere l'organo a cui si appartiene. Ma guardando le cose dall'esterno, il Cgie è un organismo inutile e costoso. Tanto è vero che non solo da sinistra chiedono la sua abolizione (vedi l'On. Antonio Razzi dell'Italia dei Valori), ma anche da destra (è il caso del Sen. Juan Esteban Caselli, PdL). Se destra e sinistra si ritrovano insieme in questo frangente, una ragione ci sarà... Forse è proprio vero che il Cgie non serve a niente.
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Tu, da consigliere Cgie, scrivi che il Consiglio è ancora utile, perchè i parlamentari non sono riusciti a farsi valere all'interno delle dinamiche di governo come avrebbero dovuto; ma alcuni di loro, sostengono invece che i componenti del Cgie non siano mai stati in grado di ottenere nulla di concreto.
Leggiti il parere del console di Zurigo sul Cgie: fra il dire e il fare, sostiene lui, c'è di mezzo la poltrona...
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Senza contare poi che nello stesso Cgie c'è chi ammette - in conversazioni private - che il Consiglio serve a poco. Oppure, come Romagnoli, consigliere Cgie, c'è chi lo ammette alla luce del sole...
Per quanto riguarda Ctim e PdL, sottoscrivo: la mancanza di una leadership forte, lascia troppo spazio a chiunque è pronto ad approfittarne, con iniziative personali volte a attirare più consenso su di sè, magari fin d'ora in vista delle prossime elezioni politiche.
Detto questo, se il Ctim è ormai diretto verso il tramonto, così non è per il Popolo della Libertà oltre confine: il partito si sta strutturando ora, lentamente, con difficoltà, ma i passi avanti si vedono. Presto sarà completata tutta la "mappatura" delle nomine estere, e allora si potrà giocare a carte scoperte; tutto sarà più chiaro, e di fronte a un quadro completo della situazione si potranno studiare i nuovi equilibri.
Da parte di ItaliachiamaItalia, all'On. Aldo Di Biagio solo un suggerimento: venga stilato un programma, chiaro, fattibile, composto anche da pochi punti ma che rappresentano obiettivi importanti e realisticamente raggiungibili. Si faccia questo, in modo che - una volta fatti i vari congressi territoriali - i rappresentanti esteri sapranno quale tipo di lavoro dovranno portare avanti. Roma non lasci soli i Coordinatori.
Di Biagio, ne sono certo, si sforzerà - come sta facendo, nonostante il fuoco amico e meno amico - di gestire la situazione nel miglior modo possibile. Se invece trascurerà il network estero, tutti noi ne prenderemo atto e guardaremo avanti.
Certo, un uomo da solo può fare ben poco. Ci vuole una squadra, qui a Roma, un coordinamento romano - come da sempre sostiene ItaliachiamaItalia - che appoggi Di Biagio e lo sostenga nel cammino. Non ci siamo inventati l'acqua calda: il Partito Democratico, a Roma, ha un dipartimento che lavora per gli italiani all'estero, formato da persone che si occupano solo di questo.
Non si fanno le nozze coi fichi secchi. Di Biagio dice di non avere a disposizione nessun budget: come si può lavorare così? Per questo, noi punteremo in alto, ai vertici del partito, per fare capire loro che è necessario investire nel settore Italiani nel Mondo; altrimenti tutto crollerà, e resterà soltanto polvere.
ItaliachiamaItalia condivide la tua proposta e la fa propria: un convegno ufficiale del PdL nel Mondo, a Roma, al quale partecipino gli esponenti esteri del partito e chiunque altro Di Biagio consideri opportuno. Ma anche per fare questo, ci vogliono i quattrini. Ci auguriamo che presto la situazione possa cambiare in positivo: presto vuol dire al massimo qualche mese, calcolando che ci sono di mezzo le elezioni regionali e le forze del partito sono tutte concentrate lì. Dopo le regionali, se non ci saranno cambiamenti significativi, probabilmente arriveranno le vere difficoltà...
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