Gentile Redazione,
Vi scrivo a nome mio e degli altri genitori aventi dei figli con un tedesco/a per ringraziarVi dello spazio dedicato a questo problema e delle domande poste al Ministero, con la speranza che vorrete continuare a seguirci.
LE RISPOSTE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI Italiani all'estero e minori contesi, Il Mae a ItaliachiamaItalia: "L’ufficio competente? Il IV della Dgie" - di Barbara Laurenzi
Purtroppo, come da Voi stessi evidenziato, siamo ancora ben lontani dal ricevere risposte concrete e quindi anche lontani dalla risoluzione di un problema che potrà dirsi concluso, non quando i genitori si saranno rassegnati – inumano pretenderlo da un genitore -, ma quando i minori deportati saranno rientrati nella giurisdizione italiana.
Il Mae cita giustamente il Regolamento CE n. 2201/2003. Questo regolamento si basa sul riconoscimento delle sentenze straniere in Italia, basandosi sulla reciproca fiducia. Vanno fatte almeno quattro osservazioni:
1 – La fiducia non è reciproca in quanto la giurisdizione tedesca pretende il riconoscimento in Italia delle sue decisioni, ma non riconosce quelle italiane. In altre parole, i bambini italiani condotti illecitamente in Germania, restano legalmente in Germania. Quelli condotti legalmente in Italia diventano illegali.
2 – Detto regolamento prevede che un minore abbia due genitori. In Germania - e basta leggere attentamente i codici tedeschi - il minore ha tre genitori. Lo Jugendamt, terzo genitore e giudice politico, svolge inoltre una funzione di controllo statale sull’operato dei giudici tedeschi affinché nessun bambino lasci mai quella giurisdizione.
3 – Detto regolamento prevede tre tipi di diritti: potestà genitoriale, affido, visita. Le decisioni tedesche che giungono in Italia riportano invece un’infinità di altri diritti, peraltro non presenti neppure nei codici tedeschi, che vengono quindi tradotti, a seconda delle circostanze, in uno o nell’altro dei tre diritti del regolamento. Anche in questo caso, per assicurare che il minore resti o torni in Germania. A questo scopo ed in questo modo diventa inoltre più facile falsificare le traduzioni.
4 – L’applicazione delle decisioni tedesche è contraria all’ordine pubblico ed alla leggi della Repubblica Italiana. Mi limiterò a citare due motivi sempre ricorrenti:
a – i bambini mandati in Germania crescono completamente privi del genitore non-tedesco (mamma o papà), non lo possono più vedere, non gli possono parlare liberamente, non possono avere più nessun contatto con la famiglia non-tedesca. Crescono monolingui, orfani di un genitore, pur vivente, e questo in perfetta legalità (tedesca). Il genitore straniero rappresenta un pericolo per la germanizzazione del minore che potrebbe, se mantenesse i contatti, decidere un giorno di lasciare la Germania. I minori che non si rassegnano vengono “calmati” con psicofarmaci, di preferenza inibitori della memoria.
b - i figli di genitori non sposati non hanno in Germania il diritto alla bigenitorialità, infatti i padri di questi bambini, pur avendoli riconosciuti, non hanno per la legge tedesca nessun diritto. La Corte Europea per i Diritti umani ha condannato la Germania per l’ennesima volta il 3 dicembre 2009 per questo motivo. La reazione tedesca ha confermato la volontà di non voler cambiare assolutamente nulla.
Questo regolamento prevede il riconoscimento e l’applicazione delle decisioni tedesche in Italia, ma obbliga allo stesso modo l’Italia e gli altri paesi europei a NON RICONOSCERE E NON APPLICARE le decisioni di un paese che non siano conformi al Diritto europeo. Le decisioni di giustizia familiare tedesca NON lo sono. L’Italia è pertanto obbligata a non applicarle.
Nei casi degli Italiani in Germania e dei minori in casi di separazione, ma non solo (anche alle coppie unite di stranieri vengono sottratti i bambini senza altro motivo che il poter pensare di trasferirli all’estero), non si può assolutamente parlare di “sottrazione internazionale”. Si tratta di far fronte ad un sistema, quello tedesco, che lavora utilizzando ogni mezzo, incluso l’inganno e la falsificazione, per affidare i figli al genitore tedesco. Questo avviene sia se il genitore straniero resta in Germania, sia se il genitore non-tedesco si rende conto delle violazioni dei suoi diritti fondamentali, cerca di opporsi e, constatando che in Germania semplicemente non ha diritti, cerca protezione nel suo paese, in questi nostri casi, l’Italia.
Conoscere il “modus operandi” che ci viene spiegato dal Ministero è molto importante nei casi di sottrazioni internazionali, ma non serve a nulla se si vogliono risolvere i problemi con la Germania, cioè tutelare EFFETTIVAMENTE i propri connazionali di fronte ad uno Stato che dissimula le sue sistematiche violazioni, dando loro parvenza di legalità.
Se lo “Jugendamt fa parte del sistema giuridico tedesco e per sua natura impedisce l’intervento da parte delle autorità italiane” è proprio da qui che bisognerà partire, perché siamo in Europa ed ogni Stato ha il dovere di tutelare i propri concittadini e di far rispettare, almeno dagli altri Stati europei, cioè dalla Germania, i diritti fondamentali e le Leggi dell’Unione Europea.
E’ invece con piacere che leggiamo che è prevista una “cooperazione giudiziaria internazionale”: fino ad ora è stato risposto a tutti gli italiani, me compresa, che competenti erano solo il tribunale, il giudice, lo Jugendamt tedeschi. Siamo quindi impazienti di sapere come si concretizza questa cooperazione giudiziaria internazionale, senz’altro di fondamentale importanza. Auspichiamo udienze nella quali siano presenti, non solo il giudice tedesco, ma anche uno italiano.
Allo stesso modo ci fa molto piacere sapere che da ora le “rappresentanze diplomatico-consolari presenzieranno alle udienze che riguardano gli interessi e i diritti del minore”. Fino ad oggi infatti i tribunali d’oltralpe prevedevano la presenza politica tedesca tramite lo Jugendamt, ma lasciavano fuori consoli e/o rappresentanti del Consolato italiano, proprio nelle udienze relative ai minori. Se il Console Generale avesse potuto presenziare all’udienza relativa ai miei figli - udienza durante la quale il giudice ha semplicemente deciso di non voler decidere - senz’altro lo Jugendamt ed i suoi collaboratori non avrebbero osato dire che i miei figli avevano una visione eccessivamente positiva dell’Italia, o che, per via dell’accento, sarebbero stati discriminati nella scuola italiana, né mi avrebbero rimproverato di parlare in italiano con loro. Forse avrebbero anche nascosto che in Germania i miei bambini, perfettamente bilingui, erano stati inseriti nelle classi per stranieri.
Le stesse strumentalizzazioni a senso unico, sempre e solo in favore dell’interesse tedesco, avvengono anche con i procedimenti penali che i tedeschi, abusando palesemente del trattato di Schengen, aprono contemporaneamente ad ogni procedimento civile, sulla base di semplici sospetti, criminalizzando il genitore straniero che potrebbe, un giorno, commettere un delitto. In altre parole si fa imprigionare preventivamente chi, la settimana prossima, potrebbe tentare di rubare una mela.
Cordiali saluti
D.ssa Marinella Colombo
Italia chiama Italia
