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Thu, 04 Feb 2010 11:10:00

Italiani all'estero, Di Girolamo (PdL) a ItaliachiamaItalia: Necessaria riforma Comites e Cgie, ma in tempi corretti - di Francesca Toscano


Nicola Di Girolamo, PdL


Il senatore del PdL eletto in Europa a colloquio con Italiachiamaitalia.com a seguito dell'incontro a Verona sull'associazionismo all'estero, incaricato di diffondere e sollecitare il dibattito sul documento approvato

di Francesca Toscano




Roma
-  “Tutti si sono resi conto e sono consapevoli della necessità di una modifica che doveva esser fatta alla luce del post 2006: della nomina delle elezioni dei 18 parlamentari all’estero. Da tutti quanti si riteneva non opportuno un processo così veloce come in questo momento si sta realizzando”. Questo il bilancio del sen Nicola Di Girolamo sulla questione della riforma del Comites e del Cgie a seguito dell’incontro sull’associazionismo all’estero. Per il membro della commissione esteri al Senato è “necessaria una modifica dei Comites e dei Cgie e quindi un percorso che in questo momento si sta portando avanti”, ma con tempi diversi.

E al senatore Micheloni che lo definisce un “non eletto”, il deputato pidiellino ha replicato “per lui il riportarsi ai tre gradi di giudizio come richiesto, dai tre gradi del Senato e dalla magistratura non conta nulla”. “Nella vita non si può essere tutti d’accordo – ha aggiunto Di Girolamo a colloquio con Italia chiama Italia - del resto anche io del sen. Micheloni non concordo su nulla: ne del suo operato ne del suo comportamento e stile”.

Sen Di Girolamo, il 30 gennaio ha partecipato al Convegno a Verona dal titolo “L’Associazionismo nazionale di fronte alle proposte di riforma dei Comites e del Cgie e della razionalizzazione della rete consolare all’estero”, cosa ne è emerso dall’incontro?

Sono stati dei lavori di altissimo livello sia per la partecipazione dei vari componenti sia per il livello di criticità che hanno toccato. Erano a confronto delle esperienze distinte anche per età, vi erano rappresentanti legati ad una passata generazione insieme a quelli di ultimissima. Si sono trovati tutti, per quello che ho potuto vedere, sulla necessità di non poter buttare alle ortiche le esperienze e le opportunità che erano state raggiunte grazie all’associazionismo, ai Comites e al Cgie. Tutti si sono resi conto e sono consapevoli della necessità di una modifica che doveva esser fatta alla luce del post 2006: della nomina delle elezioni dei 18 parlamentari all’estero. Quello che mi è sembrato che emergesse però è che da tutti quanti si riteneva non opportuno un processo così veloce così come in questo momento si sta realizzando, ma che secondo loro, dal documento che hanno redatto e mi hanno incaricato di trasmettere, fosse affrontato con i dovuti tempi e la dovuta valutazione critica, senza accelerazioni, secondo loro immotivate. 

Italiani all'estero, Quale destra a Verona?
Ci vendono il Convegno di Verona come un incontro della destra europea: ma nè Mirko Tremaglia nè Aldo Di Biagio erano presenti. Non c'era nemmeno Alfredo Mantica. E poi non doveva essere un evento per parlare di Veronesi nel Mondo? Il documento conclusivo del Convegno "di destra", dice cose di sinistra: e la sinistra applaude.
Lei fa parte della Commissione esteri al Senato, dove si sta discutendo il progetto di legge sulla riforma di Comites e Cgie: cosa non lo convince? Cosa non le piace della posizione del presa dal governo?

Anche io la penso, forse in maniera non identica in tutti i punti dei lavori di Verona, però ritengo che sia necessaria una modifica dei Comites e dei Cgie e quindi si renda necessario un percorso che in questo momento si sta portando avanti. Sulle varie proposte che stiamo appoggiando come maggioranza sono abbastanza in linea anche io sulla necessità di portarla avanti in maniera corretta per quello che riguarda i tempi: su questo mi trovano perfettamente d’accorso le rappresentanze che si sono riunite a Verona.

Ha presentato emendamenti sulla legge di riforma Comites e Cgie, così come ha promesso a Verona?

A Verona non ho promesso nessun tipo di produzione di emendamenti, quello che ho detto, perché mi erano stati chiesti quali erano i termini io ho riferito che erano stati posti dal 28 al 3. Quello che mi è stato chiesto e mi sono impegnato a fare, è essere relatore di questo documento che hanno prodotto alla fine dei lavori, votato all’unanimità e firmato. Mi hanno impegnato in questo senso non solo a consegnarlo, ma a sollecitare una discussione nei confronti del presidente Firariello e poi della commissione.

A Verona ha espresso solidarietà per i truffati dall’INCA. Cosa intende fare il PDL verso queste persone?

Non è stato solamente elemento di discussione a Verona, ma ho dato indicazioni perché mi è stato chiesto espressamente quale fosse l’azione che stavamo svolgendo e ho riferito che non ne stavamo svolgendo, per quel che mi riguarda solamente come Pdl, ma anche come senatore. Io su una vicenda del genere ravviso delle responsabilità personali, ascrivibili a Giacchetta e a chi ha collaborato con lui in questo disegno criminoso, ma non è possibile secondo me limitare questo tipo di responsabilità esclusivamente alla persona, ma necessariamente anche alla struttura che Giacchetta rappresentava in questo caso l’INCA-CGL. Da quel momento in poi sono stato fatto oggetto di fuoco incrociato da parte del sen. Micheloni e dell’opposizione perché si è cercato di cingere, di fare un cordone sanitario, per cui l’unico responsabile fosse Giacchetta lasciando fuori la struttura, cosa che, da avvocato, ritengo assolutamente non corretta. Ho dato disponibilità a tutti i truffati, le oltre 100 famiglie che hanno affidato a questo signore tutti i risparmi di una vita, e che ora si trovano in condizioni disagiate e disastrate. Ho offerto la mia disponibilità ed assistenza e loro hanno ritenuto opportuno conferirla e quindi stiamo andando avanti. E’ un’azione diretta e personale, anche perché a quanto mi risulta non ce n’è una istituzionale diffusa.

Quindi concorda con l'On. Picchi, che ha chiesto maggiore chiarezza nei capitoli dei patronati italiani all’estero? E’ necessaria?

L’indicazione di una verifica puntuale più attenta è dovuta e prendo atto di questa indicazione, ma si tratta di un’indicazione profondamente condivisa che non mi sono limitato a fare dei proclami.

Il sen Micheloni, da lei prima citato, continua a considerarlo uno dei non eletti, vuole replicare?

E’ l’unico ad essere detentore del verbo assoluto, per cui lui è in grado di aver, per quel che gli riguarda, sancito una serie di punti fermi: per lui il riportarsi ai tre gradi di giudizio come richiesto, dai tre gradi del Senato e dalla magistratura non conta nulla. E’ l’unico nell’ambito del Senato a poter arrogare a sè il diritto di considerare chi è senatore e chi no, ed è la stessa persona che tende a non giustificare la mia tesi su Giacchetta e quindi sosterrà che non solo non sono senatore ma forse nemmeno avvocato. Mi piacerebbe sapere da che pulpito o con che tipo di conoscenze o peculiarità tecniche. Il Senato si è espresso, sono senatore a tutti gli effetti, oltre 25mila persone hanno votato in questo senso. Queste persone la pensavano in un modo, il Senato pure, la magistratura pure e il sen Micheloni in un altro. Nella vita non si può essere tutti d’accordo. Del resto anche io del sen. Micheloni non concordo su nulla: nè sul suo operato nè sul suo comportamento e sul suo stile. 

Il rilancio del PDL estero ha preso finalmente piede oppure continuano le solite baruffe interne?

Ho richiamato e ho pregato tutti all’incontro di Verona per cercare di elevare e poter essere tutti uniti in un cammino comune, evitando le beghe da cortile.
 

Francesca Toscano - Italia chiama Italia

ftoscano@italiachiamaitalia.com


















































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