Fri, 05 Feb 2010 18:48:00 Italiani all'estero, Caselli (PdL) come Razzi (Idv): "Aboliamo il Cgie" - di Ricky Filosa
"Non è più soltanto l'Italia dei Valori a volere l'eliminazione del Consiglio, ma anche il Popolo della Libertà . Destra e sinistra unite per far chiudere i battenti all'organismo di rappresentanza degli italiani nel mondo, del quale si discute da anni? Sembra proprio di sì"
di Ricky Filosa
Juan Esteban Caselli, senatore del Popolo della Libertà eletto in Sud America, è riuscito a sorprendere tutti ancora una volta. L'ultima novità riguarda il Consiglio Generale degli Italiani all'estero, che Caselli, a quanto pare, non sopporta proprio. Riformare il Cgie? Macchè. Eliminiamolo del tutto e non parliamone più.
Proprio così. La notizia è di ieri: il senatore italo-argentino ha presentato il suo ddl: "Abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368, recante istituzione del Consiglio Generale degli Italiani all'estero (Cgie)".
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Insomma, Caselli vuole gettare il Cgie, con tutti i suoi componenti, nella spazzatura. Non una mezza misura, ma una totale cancellazione dell'organismo. Sorprendente, nel bene e nel male.
E così non è più soltanto l'Italia dei Valori a volere l'eliminazione del Consiglio, ma anche il Popolo della Libertà. Destra e sinistra unite per far chiudere i battenti all'organismo di rappresentanza degli italiani nel mondo, del quale si discute da anni? Sembra proprio di sì.
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Nel frattempo tre senatori del PdL, gli eletti all’estero Basilio Giordano e Nicola Di Girolamo, insieme al collega Francesco Bevilacqua, cofirmatario del ddl Tofani sulla riforma di Comites e Cgie, hanno sottoscritto sette dei nove emendamenti presentati dal presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero al Senato, senatore Giuseppe Firrarello (Pdl), al testo unificato in discussione alla Commissione Esteri di Palazzo Madama.
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Giordano, Di Girolamo e Caselli fanno tutti e tre parte della Fondazione Italiani nel Mondo presieduta da Sergio De Gregorio, ma sul Cgie, evidentemente, la pensano in maniera diversa.
Preso atto di questo, torniamo alla proposta di Caselli: come commenta l'On. Antonio Razzi, deputato dell'Italia dei Valori eletto in Europa, che da anni si batte per l'abolizione del Cgie, il ddl del senatore eletto in Sud America? "Finalmente c'è qualcuno che mi dà una mano", dichiara Razzi a Gente d'Italia, "e addirittura del centrodestra! Meglio tardi che mai. Anche se in ritardo, apprezzo molto la posizione di Caselli. Finalmente anche dalle parti del PdL si sono svegliati e hanno capito che il Cgie non serve a niente".
Chiediamo a Razzi di spiegare, ancora una volta, perchè secondo lui il Consiglio Generale degli Italiani all'estero sarebbe ormai qualcosa di inutile: "Ci sono i 18 parlamentari eletti all'estero! Questi parlamentari coprono tutti i continenti. Il Cgie non serve più. Ci sono i parlamentari che portano gli emendamenti in Aula: il Cgie come fa a fare arrivare in parlamento le sue proposte? Deve comunque rivolgersi sempre agli eletti. A che serve avere un intermediario?". Il ragionamento di Razzi fila liscio come l'olio. "Cancelliamo il Cgie, e con i soldi risparmiati andiamo a sostenere la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo; sosteniamo i consolati, dove ce n'è davvero bisogno. Queste sì sarebbero cose davvero utili", aggiunge il deputato dipietrista. "I consiglieri del Cgie restino pure a casa", continua l'onorevole operaio: "Il mio progetto di legge l'ho mandato al Sen. Pedica, che naturalmente è d'accordo con me e lo sostiene come si deve".
Se Razzi considera completamente inutile il Cgie, chiede invece di "rafforzare i Comites, perchè il Comites è un organo eletto dal popolo, l'organo più legato al territorio: conosce i problemi della comunità, conosce quali sono le necessità degli italiani residenti in quella determinata zona di mondo".
Nella discussione sul Cgie, abbiamo visto la posizione di Caselli (PdL) e Razzi (Idv). Qual è invece quella del Partito Democratico? Per i deputati eletti all'estero del Pd, parla Laura Garavini: "Eliminare il Cgie? Sinceramente sono convinta del contrario. Il Cgie deve essere sì riformato e ammodernato, ma deve continuare a mantenere tutta l'utilità del suo ruolo, nel senso che il Cgie è l'anello di congiunzione tra i parlamentari eletti all'estero e i Comites. Quindi ritengo che sia estremamente attuale l'utilità del Consiglio. Certo, l'impostazione è datata e quindi andrebbe aggiornata". E per quanto riguarda la proposta Tofani all'attenzione del Senato, "non ci troviamo d'accordo", commenta Garavini a colloquio con Gente d'Italia, perchè "di fatto andrebbe a svuotare i contenuti rappresentativi del Cgie".
Da quale parte sta la ragione? E soprattutto, quando finirà questo eterno dibattito su Cgie sì, Cgie no? Lo sapremo presto. Ormai siamo agli sgoccioli. Il Senato si appresta a discutere e votare la riforma. Non resta altro che aspettare.
Ricky Filosa - Gente d'Italia/Italia chiama Italia
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