Qualche giorno fa, Eugenio Sangregorio scrisse un articolo che il tuo giornale pubblicò, sulla delicata situazione delle relazioni internazionali tra Italia e l’Argentina, nel quale assumendo la posizione del saggio ed equidistante analista politico cercava di dare consigli su come superare questa crisi.
Da Buenos Aires Italia-Argentina: e adesso che succede? - di Eugenio Sangregorio
Sinceramente non è riuscito. Qualsiasi lettore dell’articolo, che previamente abbia avuto opportunità di leggere le costituzione italiana e argentina, o qualsiasi elementare articolo su politica e relazioni internazionale, capisce che il ragionamento di Sangregorio o ben si basa in un errore grossolano o ben cerca di confondere l’ignaro lettore attribuendo responsabilità a chi non ce l’ha.
La frase più riuscita del suo articolo è la seguente: "Nei rapporti fra Italia e Argentina, i nostri interlocutori hanno fallito in maniera strepitosa, soprattutto se si considera che in seno al Parlamento italiano esiste una rappresentanza italo-argentina".
È una frase priva di ogni senso. Innanzitutto parla di qualcosa che non esiste:, una ‘rappresentanza italo-argentina’. Vale ricordare che il termine ‘Rappresentanza’ secondo la nostra lingua italiana è ‘l’operare in nome di altri, il curare affare altrui, soprattutto sostituendosi all’interessato nel compimento di attività di rilievo giuridico’. Allora che cosa vuol dire Sangregorio?, che Angeli, Caselli, Giai e Merlo sono diventati una delegazione binazionale che cura gli interessi reciprochi dell’Italia e dell’Argentina?. Che si sappia , anche se loro risiedono in Argentina, continuano ad essere ‘solo’ membri del parlamento italiano e pertanto, secondo l’art. 67 della Costituzione rappresentano la Nazione italiana, e non qualcosa ‘italo-argentina’. E poi a contraddire questa loro natura binazionale, anche se per comodità o per convenzione loro vengono mal chiamati parlamentari italo-argentini, in realtà sono eletti dagli italiani di tutto il Sudamerica e non solo di quelli residenti in Argentina. Mal potrebbero curare gli interessi ‘argentini’.
Ma la frase, che per rutilante ha il merito di diventare poi il sottotitolo di ogni pubblicazione dell’articolo, cade in seguito in altro errore più grossolano: quello di attribuire direttamente a un gruppo di parlamentari competenze costituzionali che non hanno. Se Sangregorio avesse scaricato la colpa del ‘strepitoso fallimento’ sul parlamento italiano in sua totalità, sarebbe già un errore, ma addiritura l'ha fatto cadere solo su una parte minuscola dei suoi componenti (4 su quasi mille):una assurdità che per si spiega per se sola.
A fare luce e cercare di ordinare questo scompiglio a firma Sangregorio, dobbiamo ricordare che la politica estera, di qualsiasi stato moderno è competenza dei loro Governi. In conseguenza i rapporti politico-diplomatico con gli altri stati, in questo caso Italia-Argentina, aspettano alla Presidente argentina e al Presidente del Consiglio italiano, come prescrivono ben chiaro sia la Costituzione italiana sia la Costituzione argentina, che certamente Sangregorio qualche volta ha letto (o dovrebbe aver letto). Allora si rende conti egli, che la responsabilità di un mancato o un deficiente rapporto tra Italia e Argentina, è solo attribuibile ai due Governi in maniera reciproca?. Si ricorda quali partiti governano attualmente sia in Italia, sia in Argentina?
Senza dubbio nel suo affanno di dimostrare quanto si sono persi le nostre due nazioni con la sua mancata elezione alla Camera, Eugenio Sangregorio, che firma l’articolo come vicepresidente PDL America meridionale, arriva al ridicolo di criticare il Governo che lui appoggia e per cui lavora e adiritura ai suoi compagni di partito.
Se Sangregorio pensa continuare a scrivere critiche agli eletti in Sudamerica, farebbe meglio di cambiare nuovamente di partito, cosa nella quale è specialista, almeno così potrebbe almeno criticare liberamente senza attaccare assurdamente l’On. Angeli e il Sen. Caselli suoi attuali compagni di partito, coautori secondo lui dello ‘strepitoso fallimento’.
Mariano R. Gazzola
Consigliere Cgie-Argentina
Coordinatore Nazionale Maie Argentina
Il commento del direttore
Caro Mariano, ho deciso di fare pubblicare il tuo intervento su ItaliachiamaItalia perchè ti apprezzo, perchè penso tu sia un giovane valido e preparato, che conosce bene tutti i temi legati all'emigrazione. Consentimi, tuttavia, di commentare le tue parole.
Tu parli di "assurde critiche" da parte di Eugenio Sangregorio nei confronti dei parlamentari eletti in Sud America e provenienti dall'Argentina. Non è forse vero che questi parlamentari potrebbero e dovrebbero fare molto di più per i connazionali residenti in America del Sud e nella stessa Argentina? Certo, sono parlamentari nazionali a tutti gli effetti: ma sono eletti all'estero, inviati a Roma dagli italiani residenti in America Latina. E se Fabio Porta, Pd, proveniente dal Brasile, punta a valorizzare gli italiani ivi residenti e i rapporti fra Brasile e Italia, non vedo perchè Angeli, Caselli, Merlo e Giai non debbano sforzarsi di più nel difendere gli interessi dell'Argentina e - certamente - di tutta l'America Meridionale.
Guarda cosa succede in Europa, per esempio: Franco Narducci, Pd, proveniente dalla Svizzera, difende il suo territorio e parla di italiani residenti in Svizzera, oltre che in Europa; lo stesso fanno Micheloni, Razzi,.... arrivano tutti dalla Svizzera e intervengono moltissimo su ciò che riguarda gli italiani ivi residenti e le relazioni bilaterali fra Svizzera e Italia.
Potrei farti tanti altri esempi; quello dell'On. Laura Garavini, che pensa molto alla Germania, essendo lì residente, oppure dell'On. Amato Berardi, molto vicino agli Usa perchè da lì proviene. E allora?
Sì, quei "4 su mille", come scrivi tu, sono, insieme, il parafulmine degli italiani residenti in Argentina: i connazionali hanno votato loro, e da loro si aspettano azioni concrete; se non vedranno alcun risultato, li manderanno tutti a casa.
Cosa sta facendo Ricardo Merlo per l'America Latina? E la senatrice Giai? Un fantasma... Allo stesso modo, potrebbe fare molto di più l'amico Beppe Angeli; lo stesso senatore Caselli dovrebbe e potrebbe essere più incisivo nella politica fra Italia e Argentina, fra Italia e America Latina. Se davvero riuscisse ad arrivare alla Casa Rosada, farebbe moltissimo, noi ne siamo convinti.
Caro Mariano, noi ci conosciamo: personalmente, ripeto, ti apprezzo molto e provo per te anche simpatia. Ma credo che questa volta sia tu ad essere caduto in errore: se questi eletti all'estero non servono a nulla, se sono solo "4 su mille" e per questo non riescono a ottenere niente, allora che ci stanno a fare in Parlamento dei rappresentanti degli italiani nel mondo? Cancelliamo il voto per gli italiani all'estero e non parliamone più; cosa che, prima poi, se l'andazzo sarà questo, succederà.
Ma fino a quando gli eletti all'estero saranno in parlamento, oltre ad essere a tutti gli effetti parlamentari nazionali, dovranno continuare ad avere un occhio di riguardo per il proprio elettorato, per i problemi dei connazionali residenti nella loro ripartizione elettorale, e anche - perchè no - nel loro Paese di provenienza.
Sangregorio ha parlato sempre di Italia e Argentina, ma anche di Italia e America Meridionale. Non ci vedo nulla di sbagliato, anzi: fa bene a pungolare, a fare pressione, a usare la penna e le parole per comunicare il suo pensiero e farlo arrivare in alto, anche dove è difficile farsi ascoltare, in certe stanze di certi Palazzi romani. Si deve sempre provare anche solo a scalfire il muro dell'indifferenza, mai smettere di farsi sentire e partecipare: quale risposta vogliamo dare a chi considera irrilevante il peso politico degli eletti all'estero?
Approfitto anche per dirti che il velato (?) attacco all'attuale governo, che sarebbe a tuo parere responsabile della presunta debolezza dei rapporti tra i due Paesi in questione, mi sembra proprio strumentale: una cosa è la politica estera, peraltro improntata oggi con Frattini e con il premier alla ricerca di scambi amichevoli e produttivi con tutti; altra cosa è la responsabilità degli eletti di fronte allo stallo della situazione dei nostri connazionali, che si aspettano ammodernamento nei percorsi burocratici che li riguarda, e potenziamento delle loro possibilità di sviluppo socioeconomico.
Per questo sono stati eletti, non per riposare sugli allori o scaricare su altri le inefficienze. Te lo dico senza acrimonia, ma con la schiettezza che mi contraddistingue.
Quindi ben vengano tutti gli interventi di Sangregorio, e di chiunque altro, tesi a scuotere chi sembra essere in pieno ed eterno letargo. Perchè peggio sarebbe restare in silenzio.
Da ciò che ricordo, poi, se davvero vogliamo parlare di cambio di casacca, l'On. Ricardo Merlo stava con Gigi Pallaro nella scorsa legislatura; poi l'ha lasciato e si è messo in proprio. La prossima legislatura che farà?
Ma su questo, ne sono sicuro, sarà lo stesso Sangregorio a farsi sentire. Da parte mia, ho voluto chiarire solo alcuni punti, già che ho apprezzato il tuo intervento ma allo stesso tempo vi ho colto alcune imprecisioni. Cari saluti.
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